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06.451 · Iniziativa parlamentare · 2006-06-23

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento l'iniziativa parlamentare seguente:

Al fine di far valere l'esigenza costituzionale della parità salariale si devono istituire in Svizzera ispettori addetti a questo settore, tenendo conto delle condizioni quadro qui appresso:

1. Questi ispettori devono controllare l'osservanza del principio costituzionale della parità di salario tra donna e uomo nelle imprese in maniera comparabile a quanto fanno gli ispettori del mercato del lavoro nell'ambito delle misure collaterali in materia della libera circolazione delle persone e gli ispettori del lavoro a livello cantonale.

2. Nei settori retti da contratto collettivo il controllo può essere effettuato dai controllori in collaborazione con gli organi paritetici. Nel loro capitolato d'oneri rientra ormai anche la parità salariale. In assenza di contratto collettivo, il lavoro degli ispettori deve essere seguito da commissioni tripartite (partner sociali e poteri pubblici).

3. Si deve accertare se per l'impiego di ispettori della parità salariali siano sufficienti le basi legali esistenti (in particolare la legge federale sulla parità dei sessi e il Codice delle obbligazioni) o se se ne debba creare una nuova.

4. Gli ispettori delle parità salariale devono essere aggregati agli uffici cantonali del lavoro, per contenere gli oneri amministrativi supplementari. Come nel caso delle misure collaterali, almeno la metà dei costi per gli ispettori della parità salariale deve essere a carico della Confederazione.

Begründung

Dieci anni dopo l'entrata in vigore della legge sulla parità dei sessi, il principio costituzionale della parità di salario è tuttora largamente inattuato. La disparità tra i salari è dell'ordine del 20 per cento circa e va ascritta principalmente alla discriminazione diretta delle donne. Neppure un elevato livello di formazione la fa regredire. L'ineguaglianza salariale porta all'inefficienza politico-economica ed è giuridicamente insostenibile. Economicamente, la discriminazione salariale suscita incentivi del tutto falsi. Ne consegue che le donne, tendenzialmente, lavorano meno degli uomini. Sono così vanificati tutti gli sforzi volti a un'adeguata partecipazione femminile al mercato del lavoro. Ciò a sua volta contrasta una politica di crescita che presuppone, anche per ragioni demografiche, la piena occupazione femminile e comporta uno spreco dell'investimento formativo delle donne.

La lotta contro la disparità salariale serve quindi gli interessi della Confederazione, anche a prescindere dall'obbligo conferitole dalla Costituzione. Per le donne invece tale lotta è gravosa: da un lato, spesso manca la necessaria trasparenza in materia di salari e, dall'altro,bisogna opporsi al datore di lavoro, cosa che molte donne esitano a fare in ragione della carente protezione contro il licenziamento.

L'osservanza della parità salariale deve quindi essere controllata dai poteri pubblici. Nelle imprese svizzere si controllano già le condizioni di lavoro. È quindi sufficiente collegarsi alle strutture esistenti.

1. A livello cantonale gli ispettori del lavoro con funzioni ufficiali controllano il rispetto delle disposizioni della legge sul lavoro.

2. Nell'ambito degli accordi bilaterali sulla libera circolazione delle persone, per prevenire il dumping salariale il Parlamento ha previsto l'impiego di 150 nuovi ispettori del mercato del lavoro per il controllo diretto nelle imprese a livello cantonale. La Confederazione prende a carico la metà dei costi.

A questi vanno ora aggiunti gli ispettori della parità salariale. Con la loro aggregazione agli uffici cantonali del lavoro o a istituzioni analoghe si possono evitare costi supplementari sproporzionati e si possono sfruttare i dispositivi di controllo esistenti,

Si può così creare uno strumento mirato per lottare contro la discriminazione delle donne, senza occasionare eccessivi costi supplementari per l'amministrazione.

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