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07.3303 · Interpellanza urgente · 2007-06-06

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Nelle ultime due sessioni il gruppo UDC ha richiesto un dibattito parlamentare urgente sulla pressione fiscale dell'UE. Purtroppo altri partiti hanno ritenuto che una discussione sugli attacchi alla nostra sovranità non fosse urgente. Nel frattempo i timori dell'UDC sono purtroppo divenuti realtà: l'UE ha approvato un mandato per l'avvio di trattative, e peggio ancora, il Consiglio federale ha già annunciato la disponibilità a un colloquio.

1. Il Consiglio federale come definisce "dialogo" e "trattative"? Dove finisce il dialogo e iniziano le trattative?

2. Perché vuole avere un dialogo se non vuole trattare?

3. C'è la possibilità che l'UE abbia l'impressione che la disponibilità al dialogo significhi disponibilità a trattare?

4. Il Consiglio federale rinuncerà alle trattative anche dopo le elezioni del 21 ottobre 2007?

5. Il Consiglio federale è disposto a interrompere tutti i contributi alla coesione dell'UE e a trattative in altri ambiti finché l'UE non riconoscerà la sovranità fiscale svizzera? In particolare nei settori:

a. dossier sull'elettricità;

b. coesione;

c. libera circolazione delle persone.

6. In caso di risposta negativa, perché no?

7. Il Consiglio federale ritiene di massima importanza giocare tutti gli assi possibili (anche in dossier estranei all'argomento) contro l'UE per proteggere la sovranità fiscale svizzera?

8. Il Consiglio federale è disposto a sostenere un patto di non negoziazione dei partiti?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera non violi l'accordo di libero scambio del 1972, né faccia parte del mercato interno dell'UE. Non vi sono quindi motivi di avviare trattative. Tuttavia ritiene pure che tra partner economici e politici importanti come la Svizzera e l'UE il dialogo debba essere curato. Il dialogo permette ai partner di esporre e spiegare la loro posizione, contribuendo così a una migliore comprensione. Le trattative vanno oltre il dialogo e, di regola, il loro obiettivo è di raggiungere un'intesa giuridicamente vincolante.

2. Anche se secondo il Consiglio federale non sono necessarie trattative in ambito fiscale, per i seguenti motivi ritiene opportuno continuare il dialogo con l'UE secondo la prassi internazionale: innanzitutto la Svizzera non ha nulla da nascondere e non ha nessun problema a rappresentare la sua politica fiscale all'estero. Secondariamente, il rifiuto del dialogo non risolverebbe il problema. In terzo luogo la Svizzera e l'UE hanno un rapporto molto stretto, sono partner commerciali importanti e sono molto interessati a mantenere queste relazioni.

3. Il Consiglio federale non può mai escludere che singoli attori nell'UE credano di riconoscere una disponibilità a trattare. La posizione del Consiglio federale riguardante la vertenza fiscale era ed è sempre chiara. Ogni volta che si ripresentarà la necessità, la Svizzera ribadirà il suo punto di vista per correggere false aspettative.

4. Il Consiglio federale non crede che le elezioni del 21 ottobre 2007 comporteranno un cambiamento di posizione della Svizzera.

5./6. Il contratto bilaterale è la base giuridica per le relazioni tra la Svizzera e l'UE. È nell'interesse di entrambi impedire che quanto è stato finora raggiunto non venga messo in questione. La Svizzera fa pertanto tutto il possibile per garantire l'applicazione e il buon funzionamento degli accordi bilaterali. Il Consiglio federale parte dal presupposto che di principio anche l'UE rispetti i suoi impegni. Finché ciò sarà il caso non ritiene opportuno creare collegamenti ad altri dossier.

7. Per il Consiglio federale è molto importante mantenere la concorrenzialità per imprese svizzere ed estere, perché essa è la chiave del benessere, dell'impiego e della sicurezza sociale in Svizzera. A questo obiettivo si orienta anche l'impostazione dei rapporti del Consiglio federale rispetto all'UE.

8. Di principio il Consiglio federale è dell'opinione che, nonostante le differenze con l'UE, occorre continuare a curare singoli ambiti dei rapporti tra la Svizzera e l'UE, che possono essere disciplinati contrattualmente nel reciproco interesse.

Risposta del Consiglio federale.