07.3367 · Interpellanza · 2007-06-20
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Nel maggio 2007 un organismo privato, manifestamente in possesso di informazioni provenienti dall'interno del DDPS, ha riferito che nel 2006, nell'ambito della pianificazione del progetto d'acquisto di velivoli da combattimento, il dipartimento si sarebbe incontrato a due riprese con le quattro ditte fornitrici Boeing (F/A-18), Dassault (Rafale), EADS (Eurofighter) e Saab (Gripen). Queste starebbero ora per comunicare alla Confederazione, "sulla base delle loro proprie analisi", il numero di velivoli e la configurazione di cui le nostre forze aeree necessiterebbero per adempiere la loro missione.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Entro quale data è previsto che le quattro ditte fornitrici comunichino alla Svizzera le loro conclusioni?
2. Secondo quali modalità il Consiglio federale intende informare il Parlamento in merito a tali conclusioni e alle considerazioni di politica estera e di sicurezza che giustificano la spesa, dell'ordine di diversi miliardi di franchi, prevista per la realizzazione del progetto?
3. Quale importanza attribuisce il Consiglio federale singolarmente ad ognuna delle varie missioni delle forze aeree (combattimento al suolo, ricognizione, difesa contro aggressioni asimmetriche, polizia aerea contro le intrusioni)?
4. Su quali scenari di minaccia futuri è basata tale ponderazione? Qual è il grado di probabilità che si verifichino tali scenari e in quale orizzonte temporale?
5. L'organismo privato in questione afferma che per la condotta della guerra aerea la Svizzera ha bisogno di una squadriglia di 10 a 13 apparecchi: il Consiglio federale può confermare questo dato? Quanti velivoli occorrerebbero ancora alle forze aeree svizzere per adempiere anche le loro altre missioni (combattimento al suolo, salvo rinuncia allo stesso; ricognizione; servizio di polizia aerea)?
6. Di quanti velivoli dispone l'Austria, Paese limitrofo di dimensioni paragonabili al nostro, per adempiere tutte queste missioni?
7. Negli ultimi anni la Svizzera ha concluso una serie di accordi con i propri vicini (Germania, Italia, Francia) sulla sicurezza dello spazio aereo. Quali sono, secondo il Consiglio federale, le possibilità di ampliare la collaborazione con le aviazioni militari dei Paesi limitrofi, segnatamente nel settore della ricognizione e della polizia aerea?
Stellungnahme des Bundesrates
I contributi forniti dalle forze aeree alla gamma degli impieghi dell'esercito sono molti e vari. In particolare, le forze aeree con i loro velivoli da combattimento (F/A-18C/D Hornet e Tiger F-5E/F) assicurano il servizio di polizia aerea e formano il nucleo di potenziamento per il combattimento aereo. La gamma di impieghi delle forze aeree comprende inoltre, secondo il concetto direttivo di "Esercito XXI", le competenze denominate "capacità di combattere obiettivi al suolo dall'aria" (combattimento al suolo o impieghi aria-terra) e "ricognizione aerea". Da quando sono stati messi fuori esercizio gli Hunter e i ricognitori Mirage l'esercito non è più in grado di assicurare queste due capacità, se non a tratti e in modo massicciamente ridotto nel settore della ricognizione aerea con il sistema di ricognitori telecomandati (droni) ADS 95. Dopo la messa fuori esercizio della flotta di Tiger F-5, prevista per il 2010, non sarà più garantita neanche la necessaria capacità di resistenza per il servizio di polizia aerea. Queste carenze sono state esposte nella pianificazione in funzione delle capacità allestita dall'esercito (pianificazione Master): sono già stati predisposti i passi necessari in vista della parziale sostituzione dei Tiger.
Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:
1. Le ditte non sono state incaricate di calcolare il numero e la configurazione dei velivoli genericamente necessari alle forze aeree svizzere, ma di calcolare il numero di propri velivoli e di piloti necessari per un impiego ben determinato (analogo all'impiego WEF) del servizio di polizia aerea. I risultati di questi calcoli sono già disponibili e confermano i valori sperimentali e i calcoli delle nostre forze aeree. La definizione del volume effettivo della proposta d'acquisto dipende anche da altri fattori (segnatamente dall'istruzione dei piloti, dal mantenimento delle capacità "combattimento al suolo" e "ricognizione") e dal tipo di velivolo, e pertanto può avvenire soltanto nell'ambito dell'imminente fase di valutazione.
2. La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale è stata brevemente informata in merito al progetto di parziale sostituzione dei Tiger in occasione della presentazione della pianificazione a medio termine dell'armamento, il 30 aprile 2007. Il Consiglio federale prevede di discutere le evocate questioni con le Commissioni della politica di sicurezza nel corso del secondo semestre 2007. L'avvio o meno di questo progetto dipende interamente da quanto il Parlamento deciderà nel quadro del preventivo 2008 in merito all'approvazione del credito "Progettazione, collaudo e preparazione dell'acquisto", richiesto dal Consiglio federale per il progetto di parziale sostituzione dei Tiger.
3. Il servizio di polizia aerea e la sorveglianza dello spazio aereo nell'ambito della salvaguardia della sovranità su di esso sono compiti basati sulla minaccia più probabile. Perciò si tratta di facoltà di cui è necessario poter disporre al cento per cento con un'adeguata capacità di resistenza. Per l'ambito del combattimento aereo ("difesa aerea" contro un aggressore simmetrico, "ricognizione" e "combattimento al suolo") è oggi sufficiente mantenere o ricostituire le necessarie competenze.
4. Una pianificazione basata su scenari o su minacce non soddisfa più le odierne esigenze. Soltanto una pianificazione in funzione delle capacità offre oggi la necessaria flessibilità che consente di trovarsi preparati anche a un imprevisto. Oggi gli scenari vengono sviluppati per i fini dell'istruzione e servono soltanto a evidenziare le capacità richieste. Simili scenari sono attualmente in fase di sviluppo.
5. Questo dato non può essere confermato in simili termini. Il numero di velivoli è determinato primariamente dalle prestazioni richieste e dalla capacità di resistenza necessaria per il servizio di polizia aerea. Il calcolo del volume d'acquisto è (come evocato nella risposta al punto 1) ancora in sospeso.
6. L'Austria ha noleggiato dalla Svizzera dodici TigerR F-5, che impiega esclusivamente per il servizio di polizia aerea. Ma l'equipaggiamento dei Tiger F-5 consente soltanto impieghi col bel tempo e alla luce del giorno. Altri Paesi occidentali paragonabili al nostro (ad es. il Belgio, l'Olanda o la Finlandia) hanno una flotta di 60 a 90 velivoli dotati di capacità multifunzionali. La Germania, la Francia e l'Italia dispongono tutte di una componente "difesa aerea" (air defense), di una componente "combattimento al suolo" (air-to-ground) e di una componente "ricognizione" (Recce) nonché della capacità di combattere stazioni radar (ECR) e hanno quindi un numero molto maggiore di velivoli (la Germania ne ha circa 300, la Francia circa 330 e l'Italia circa 180).
7. La collaborazione con gli Stati limitrofi ci consente di realizzare un incremento di efficienza grazie in particolare allo scambio di informazioni sulla situazione aerea identificata. Contrariamente a tale attività di allarme tempestivo, la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo è invece un compito nazionale, cui ogni Stato deve provvedere da sé. L'intervento coi mezzi dell'aviazione militare in situazione normale nei confronti di aeromobili non cooperanti è pertanto una questione nazionale anche per tutti gli Stati limitrofi. Il mantenimento della propria capacità nell'ambito del servizio di polizia aerea (compreso l'uso della forza) e il mantenimento delle competenze necessarie al combattimento aereo, e a maggior ragione l'intervento coi mezzi dell'aviazione militare in caso reale, non possono essere garantiti mediante la collaborazione internazionale.
Risposta del Consiglio federale.