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07.3911 · Mozione · 2007-12-21

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un progetto di modifica dell'articolo 49 della legge federale sull'utilizzazione delle forze idriche (RS 721.80) relativa ai canoni. La modifica dovrà interessare i seguenti punti:

- aumento adeguato del limite superiore del canone (cosiddetta aliquota massima del canone);

- introduzione di un supplemento per capacità d'accumulazione;

- indicizzazione del limite superiore del canone (aliquota massima del canone) al fine di un adeguamento annuale al rincaro.

Begründung

L'ultimo adeguamento dell'aliquota massima del canone è entrato in vigore il 1° maggio 1997. Un aumento adeguato del limite superiore si giustifica coi seguenti motivi:

- Nel 1999 il prezzo medio del mercato spot era di 2,8 centesimi per chilowattora. Il valore medio nel 2006 è più del quadruplo, ovvero 11,8 centesimi per chilowattora. I prezzi dell'energia elettrica non sono però aumentati soltanto sul mercato spot, bensì anche negli altri settori del commercio dell'elettricità. Mentre i prezzi dell'energia sono quadruplicati, l'aliquota massima del canone non è soltanto rimasta stabile, bensì diminuita come valore reale.

- Sul mercato liberalizzato, l'energia di regolazione e l'energia di compensazione assumono un ruolo molto importante. Per questo sono sorti mercati per l'energia di regolazione. A seguito dell'aumento della domanda, il valore della forza idrica accumulabile è fortemente cresciuto. Solo negli ultimi tre anni il prezzo dell'energia immagazzinata è cresciuto di circa 10 a 15 euro al megawattora ossia tra gli 1,5 e i 2,2 centesimi al chilowattora. Questo è un chiaro segnale della grande e crescente importanza dell'energia immagazzinata. Il supplemento per capacità d'accumulazione darà la giusta considerazione all'energia immagazzinata. Inoltre, si tratta anche di indennizzare un vantaggio derivante dall'ubicazione (predisposizione dei bacini di ritenuta).

- Sinora l'aliquota massima del canone prevista dal diritto federale non è mai stata indicizzata. Di conseguenza, gli enti pubblici concedenti devono in breve tempo farsi carico di notevoli perdite di entrate. Rispetto all'entrata in vigore dell'ultimo aumento del canone (1° maggio 1997), le perdite dovute al rincaro soltanto per i sette cantoni di montagna sono attualmente pari a 34 milioni di franchi annui, mentre per tutti i cantoni si aggirano sui 50 milioni di franchi annui. In futuro, per far fronte a questa permanente perdita di entrate e garantire il potere d'acquisto, occorre disciplinare l'adeguamento annuo dell'aliquota massima del canone all'indice nazionale dei prezzi al consumo.

- Dall'entrata in vigore dell'ultimo aumento del canone d'acqua (1° maggio 1997), c'è stato un rincaro del 9,3 per cento (fino a giugno 2007). Soltanto il rincaro giustifica già un adeguamento a fr. 87.50 per chilowatt di potenza lorda, arrotondati 90 franchi per chilowatt di potenza lorda. Anche in futuro, il valore dell'energia elettrica prodotta con lo sfruttamento della forza idrica è destinato ad aumentare in modo considerevole per via degli evidenti vantaggi tecnici e qualitativi, delle sfide di politica climatica e della produzione necessaria a evitare la minaccia di deficit nell'approvvigionamento elettrico. Un adeguato aumento dell'aliquota massima del canone dovrebbe pertanto essere di 100 franchi annui a chilowatt di potenza lorda.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il canone idrico è un'indennità corrisposta alla collettività, quale titolare dei diritti d'acqua, per l'utilizzazione particolare della risorsa pubblica "acqua". L'aliquota massima del canone fissata dalla Confederazione ammonta oggi a 80 franchi per chilowattora; in passato, a partire dal 1916, tale aliquota è stata aumentata cinque volte. Lo scopo dell'aliquota massima è di creare un equilibrio tra la promozione dell'energia idroelettrica indigena e la produzione a buon mercato di elettricità da una parte, e gli interessi fiscali della collettività dall'altra. Da quando, nel 1908, è entrato in vigore l'articolo costituzionale sull'economia idrica, i criteri per definire l'aliquota massima del canone sono stati oggetto di periodiche discussioni. Vige consenso unicamente riguardo al fatto che, a intervalli regolari, occorre compensare la perdita del potere di acquisto; una formula di indicizzazione soddisfacente finora non è però ancora stata trovata. Poiché fissare un'adeguata aliquota massima del canone risulta difficile e presuppone una ponderazione dei diversi interessi politici in causa, le Camere federali si sono più volte rifiutate di demandare al Consiglio federale il suo adeguamento.

Nel contesto della revisione parziale della legge federale sull'utilizzazione delle forze idriche, avvenuta nel 1995, i cantoni di montagna avevano chiesto l'introduzione di un supplemento per capacità d'accumulazione; per diversi motivi la richiesta era stata allora respinta dal Parlamento federale. Si voleva tra l'altro evitare di sostituire con un nuovo regime il sistema dei canoni idrici inteso come indennità per l'utilizzazione dell'acqua grezza.

Il Consiglio federale intende esaminare nel quadro di una strategia globale l'adeguatezza dell'attuale aliquota massima del canone e l'opportunità di introdurre un supplemento per capacità d'accumulazione. Nell'ambito dei lavori per l'adempimento del postulato Rey 06.3160, le questioni di fondo relative al canone idrico, tra cui anche il supplemento per capacità d'accumulazione, vengono pertanto sottoposte a un esame approfondito. Poiché, tuttavia, i lavori non sono ancora conclusi, il Consiglio federale respinge la mozione per motivi formali. Qualora la prima Camera accogliesse la mozione, il Consiglio federale proporrà alla seconda di trasformare l'intervento in un mandato d'esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.