08.3393 · Mozione · 2008-06-12
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento, al più tardi entro la fine del 2008, un concetto per il ritiro dei militari svizzeri dall'EUFOR in Bosnia.
Begründung
Da anni l'impiego militare dell'UE nell'ambito dell'EUFOR in Bosnia perde progressivamente importanza. In seguito ai progressi e alla stabilizzazione del Paese, un numero sempre maggiore di nazioni militarmente coinvolte sinora nell'EUFOR hanno deciso di rinunciare a tale impiego. L'esempio più recente è rappresentato dalla Svezia che, dopo 16 anni, ha posto fine al suo impiego in Bosnia, poiché non ravvisava più alcuna necessità in merito. È eloquente che il DDPS, nel suo comunicato stampa del 18 aprile 2008, abbia invece parlato unicamente del fatto che la Svezia "ha ridefinito le sue attività principali per l'impiego nell'ambito dell'EUFOR in Bosnia" e abbia taciuto che le forze armate svedesi si sono ritirate completamente da tale impiego in seguito alla nuova situazione. Per contro, il contingente svizzero assumerà ora anche il settore d'impiego svedese. Evidentemente il DDPS preferisce mantenere a ogni costo il nostro contingente - insieme ai due elicotteri Super Puma - in Bosnia, per non dover rinunciare a un impiego di prestigio all'estero malgrado non ve ne sia più alcuna necessità. Ancora una volta la Svizzera corre quindi il rischio di mantenere un impiego militare all'estero non per motivi oggettivi ma per motivi di principio, sprecando in tal modo risorse finanziarie che nell'esercito, per esempio nel settore della logistica, sono sempre più carenti. Per i motivi sopra esposti occorre porre termine al più presto alla partecipazione dell'esercito svizzero all'EUFOR e consentire quindi, con il ritiro dei due elicotteri, anche un alleggerimento urgentemente necessario delle forze aeree a favore di impieghi in Svizzera.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Finché il Consiglio dell'UE sosterrà la continuazione della missione EUFOR Althea, finché la partecipazione della Svizzera andrà a beneficio degli obiettivi della politica estera e di sicurezza svizzere e finché la missione dell'esercito svizzero sul posto rimarrà la medesima e potrà essere adempiuta con le risorse a disposizione, per il Consiglio federale la questione di un ritiro non si pone. Per tutti gli impieghi dell'esercito all'estero il Consiglio federale verifica costantemente se sono adempiute le pertinenti condizioni, come dimostrato anche nel caso della partecipazione svizzera all'ISAF in Afghanistan.
EUFOR Althea è parte integrante dell'impegno internazionale e dell'UE in Bosnia-Erzegovina e continua a fornire un importante contributo alla stabilizzazione del Paese e al trasferimento di compiti militari alle autorità nazionali conformemente all'accordo di pace di Daytona del 1995 e alle decisioni rilevanti dell'ONU e dell'UE. Il 18 febbraio 2008 il Consiglio dell'UE ha deciso di prolungare di altri dodici mesi la missione EUFOR Althea. Per verificare regolarmente la necessità della missione, due volte l'anno viene effettuata un'analisi. L'ultima di queste analisi relative alla missione EUFOR Althea risale al maggio 2008 e giunge alla conclusione che una presenza internazionale con truppe di pace in Bosnia-Erzegovina rimane indispensabile. La prossima verifica è prevista per il mese di novembre 2008. Qualora la situazione in Bosnia-Erzegovina dovesse evolvere positivamente, è probabile che per il 2009 vi saranno degli adeguamenti nel dispositivo della missione.
Il Consiglio federale intende quindi continuare l'impiego (ufficiali superiori, Liaison and Observation Teams, distaccamento elicotteristico) fino a nuovo avviso e nel quadro dell'effettivo massimo di 27 militari approvato dal Parlamento, sempreché siano adempiute le condizioni menzionate all'inizio e, in particolare, siano disponibili le risorse necessarie (segnatamente delle forze aeree). Il contributo svizzero all'EUFOR corrisponde del resto all'intento del Consiglio federale di focalizzare le prestazioni dell'esercito svizzero su contributi di elevata qualità tecnica quale la partecipazione con mezzi di trasporto aereo e team addetti all'acquisizione di informazioni.
Infine, il ritiro dei team di osservazione svedesi (Liaison and Observation Teams) non è motivata da una nuova valutazione della situazione, ma da una ridefinizione delle priorità delle missioni e dal corrispondente aumento degli effettivi, già considerevoli, dei contingenti svedesi in altre missioni all'estero.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.