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08.3617 · Mozione · 2008-10-02

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di preparare un progetto volto a escludere dall'IVA tutti i tributi e le tasse prelevati dalla Confederazione.

Begründung

Da qualche anno, la popolazione e le imprese subiscono un numero crescente di nuovi tributi e tasse federali. Tale moltiplicazione dei prelievi fiscali intacca la competitività dell'economia svizzera e riduce massicciamente il margine di manovra economico delle imprese e dei cittadini. È particolarmente sconcertante vedere lo Stato arricchirsi con il prelievo supplementare dell'IVA su queste tasse e altre imposte (ad es. la tassa sul CO2, l'imposta sugli oli minerali e il supplemento d'imposta sugli oli minerali). Occorre porre rapidamente fine a questa doppia imposizione discutibile e nociva per la popolazione. Un'imposizione moderata è un elemento essenziale nell'ambito della concorrenza internazionale tra piazze economiche; questo "atout" non va abbandonato alla leggera. Per questa ragione, la Confederazione deve rinunciare a prelevare l'IVA su tutti i tributi e le tasse esistenti e previsti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In linea di massima la riscossione dell'imposta sul valore aggiunto su particolari imposte di consumo non influisce sulla competitività internazionale e sulla piazza economica della Svizzera, poiché le esportazioni sono interamente esenti dall'imposta sul valore aggiunto. Unicamente le prestazioni eseguite all'estero, escluse dall'imposta sul valore aggiunto (ad es. prestazioni di servizi di banche e assicurazioni), non sono interamente sgravate dall'imposta. Inoltre, l'UE conosce imposte di consumo particolari analoghe che rientrano altresì nella base di calcolo dell'imposta sul valore aggiunto. Il procedimento d'imposizione utilizzato dall'UE è uguale a quello della Svizzera. L'imposta sul valore aggiunto viene riscossa sul prezzo finale della prestazione, ad esempio su quello delle bevande alcoliche, del carburante o del tabacco. Nell'UE l'onere dell'imposta sul valore aggiunto su manufatti di tabacco, alcool, combustibili e carburanti, oli lubrificanti e autoveicoli oscilla tra il 15 per cento per Lussemburgo e Cipro e il 25 per cento per Danimarca e Svezia. L'aliquota normale del 7,6 per cento in Svizzera è quindi nettamente inferiore nel confronto europeo.

L'imposta sul valore aggiunto è un'imposta generale di consumo che viene riscossa su tutte le operazioni. Nella legge sull'IVA, oltre alle eccezioni, all'articolo 19 sono esplicitamente elencate anche le vere e proprie operazioni esenti. Come nell'UE si tratta in questo caso di prestazioni che hanno un qualsiasi rapporto con l'estero. Un'estensione dell'esonero fiscale su prestazioni effettuate sul territorio svizzero che non hanno un qualsiasi rapporto con l'estero significa rinunciare a questo principio e creerebbe un precedente le cui conseguenze possono essere solo intuite.

La messa in atto di quanto richesto nella mozione determinerebbe per la Confederazione und diminuzione delle entrate annue pari a 460 milioni di franchi circa, con conseguenze non solo per la Cassa federale generale, bensì anche per l'AVS dell'ordine di circa 60 milioni di franchi. Le finanze federali non potrebbero sopportare una tale riduzione di gettito.

La mozione va respinta anche per motivi pratici, poiché escludere le imposte di consumo particolari dalla base di calcolo dell'imposta sul valore aggiunto complicherebbe massicciamente la riscossione di quest'ultima. Il principio secondo cui l'imposta sul valore aggiunto è calcolata sulla controprestazione (art. 33 LIVA) verrebbe violato. I contribuenti dovrebbero sopportare considerevoli oneri amministrativi, rischiando la fatturazione e/o la deduzione a titolo d'imposta precedente di un importo errato dell'imposta sul valore aggiunto.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.