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09.1078 · Interrogazione · 2009-06-02

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Con l'adozione del principio del "Cassis de Dijon" si dovrebbero garantire guadagni dell'ordine di 2 miliardi di franchi, equivalenti a circa il 10 per cento del valore totale delle importazioni. Ci si chiede se i prezzi subiranno un calo effettivo l'anno prossimo in Svizzera, per il fatto che con l'introduzione della legge no è stato previsto alcuno strumento di controllo. Per questo motivo rivolgiamo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. cosa ne pensa della proposta della Federazione romanda dei consumatori (FRC) di creare un osservatorio dei prezzi a cui partecipino diversi partner, ancora da definire?

2. Il Consiglio federale non ritiene necessaria un'istantanea dei prezzi a cui vengono venduti alcuni prodotti nel 2009, per poterla comparare ai prezzi in vigore nel 2010 e negli anni a venire?

3. Il Consiglio federale non ritiene che solo un simile confronto sia in grado di affermare se l'introduzione del "Cassis de Dijon" abbia avuto un'influenza concreta sui prezzi, e quindi sulle tasche dei consumatori, o se il calo effettivo dei prezzi viene confiscato dai margini di guadagno dei distributori?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene che la stesura di un bilancio sugli eventuali cali dei prezzi a un anno dall'introduzione del "Cassis de Dijon" sia poco significativa, visto che la legge deve dapprima produrre i suoi effetti. Inoltre, a breve termine non sarà disponibile alcun dato affidabile che possa stabilire l'esistenza di un legame di causalità. È dunque poco probabile che si possa sapere con certezza già nel 2010 se la revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC; RS 946.51) porti a una modifica dei prezzi.

In un'ottica a lungo termine occorre precisare che, nell'ambito del progetto di revisione della LOTC, sono già state condotte numerose indagini sulle cause all'origine del livello elevato dei prezzi in Svizzera, che possono essere utilizzate come base per un confronto futuro.

In occasione della stesura del rapporto sull'elevato livello dei prezzi in Svizzera (postulato David 05.3816, Svizzera. Isola dei prezzi elevati) è stata condotta un'indagine rappresentativa dei fattori all'origine della formazione dei prezzi sulla base di 50 prodotti selezionati.

Inoltre, nell'ambito della risposta al postulato del gruppo socialista 05.3122, "Potere d'acquisto e prezzi. Eliminazione degli ostacoli non tariffali", sono stati realizzati altri importanti lavori, che non si sono soffermati direttamente sulla questione dei prezzi, ma hanno indagato piuttosto il peso economico degli ostacoli al commercio sul volume d'affari.

Il Consiglio federale si considera quindi già in possesso degli strumenti necessari per condurre uno studio, dopo un lasso di tempo di due o tre anni, sugli effetti provocati dalla revisione della LOTC, per esempio tramite un aggiornamento dei dati forniti dallo studio condotto sul livello dei prezzi in Svizzera.

Il sistema svizzero di rilevazioni statistiche (indice svizzero dei prezzi al consumo, indice dei prezzi alla produzione e all'importazione) rappresenta inoltre un'alternativa per monitorare l'evoluzione dei prezzi nel tempo, tramite indici relativi ai gruppi di prodotti più diversificati.

La Commissione della concorrenza (Comco) e la Sorveglianza dei prezzi possono intervenire in caso di comportamenti sospetti contrari alla libera concorrenza o in caso di prezzi troppo elevati. Infine, in virtù dell'articolo 20a capoverso 3 del progetto di revisione della LOTC, la Comco potrà esercitare un diritto di ricorso contro le decisioni di portata generale relative a contestazioni per prodotti introdotti sul mercato svizzero grazie all'introduzione del principio del "Cassis de Dijon".

Il Consiglio federale ritiene dunque che attualmente non sia necessario introdurre una nuova struttura per il monitoraggio dei prezzi; le organizzazioni private sono tuttavia libere di disporre diversamente e di agire di propria iniziativa.

Risposta del Consiglio federale.