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09.3248 · Interpellanza · 2009-03-20

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Nell'attuale fase di recessione la Confederazione prevede un calo delle entrate di 3 miliardi di franchi all'anno. In passato le stime delle entrate si sono rivelate troppo ottimistiche. Inoltre, la Confederazione incentiva programmi di promovimento congiunturali che comportano aumenti delle uscite e continua a perseguire l'obiettivo di crescita del 3,1 per cento in tutti i settori di compiti, nonostante la crescita economica risulterà verosimilmente negativa.

In questo contesto il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. È vero che già durante la passata fase di alta congiuntura i meccanismi del freno all'indebitamento non sono stati completamente rispettati, ragion per cui oggi non sono disponibili eccedenze per far fronte all'attuale recessione?

2. Con la sua politica finanziaria, il governo può compensare sull'arco dei prossimi sei periodi contabili attraverso il bilancio ordinario - come previsto dal freno all'indebitamento - le uscite straordinarie accumulate negli anni passati?

3. Esso prevede uscite straordinarie supplementari per i prossimi anni? In quali settori?

4. Quali sono le perdite fiscali e le altre perdite di entrate imputabili alla recessione che il governo prevede fino al 2012?

5. Alla luce del fatto che le entrate sarebbero state valutate in modo troppo ottimistico, ritiene che l'attuale piano finanziario sia conforme al freno all'indebitamento?

6. In caso di un calo delle entrate di 3 miliardi di franchi, il freno all'indebitamento sarebbe ancora rispettato?

7. Quali sono le perdite di entrate previste per l'AVS?

8. Il Consiglio federale può garantire il rispetto del regime del freno all'indebitamento reso più rigido?

9. Se il freno all'indebitamento fosse violato a seguito del calo delle entrate, quali misure sarebbero adottate sul fronte delle uscite?

10. Il Consiglio federale è disposto a intensificare il piano di rinuncia a determinati compiti, al fine di rispettare il freno all'indebitamento?

11. Il Consiglio federale ha intenzione di aumentare le imposte e introdurre nuovi tributi?

12. In occasione delle trattative salariali 2010, come si comporterà il Consiglio federale, se nel tardo autunno il rincaro risultasse negativo? Rinuncerà ad aumenti salariali o addirittura ridurrà gli stipendi?

Stellungnahme des Bundesrates

Sulle singole domande il Consiglio federale risponde come segue:

1. Se in periodi di recessione il freno all'indebitamento consente deficit congiunturali limitati, in fasi di ripresa esige eccedenze dei conti e una corrispondente riduzione del debito. Questo obiettivo è stato raggiunto nella precedente fase di alta congiuntura. Infatti, il bilancio ordinario ha in parte conseguito elevate eccedenze e il debito della Confederazione ha potuto essere notevolmente ridotto. Grazie al freno all'indebitamento il bilancio della Confederazione può sopportare la prevista recessione.

2. La norma complementare al freno all'indebitamento approvata dal Parlamento entrerà in vigore verosimilmente il 1° gennaio 2010 e verrà applicata per la prima volta nel quadro del preventivo 2010. La legge non ha alcun effetto anticipato, per cui le uscite e le entrate straordinarie di anni precedenti non rientrano nell'ambito del regime istituito dalla norma complementare. A prescindere da ciò, dall'introduzione del freno all'indebitamento le uscite straordinarie hanno potuto essere coperte da entrate straordinarie ed eccedenze strutturali.

3. Nel quadro del risanamento della cassa pensioni delle FFS potrebbero risultare uscite straordinarie supplementari. Al riguardo, nel mese di luglio del 2008 il Consiglio federale ha approvato un progetto di consultazione con quattro possibili soluzioni. Tre varianti prevedono una ricapitalizzazione delle FFS da parte della Confederazione, compresa tra 0,7 e un massimo di 3,2 miliardi di franchi. Il Consiglio federale dà la sua preferenza alla variante che comporta un onere di 0,7 miliardi di franchi.

Se le previsioni congiunturali continuano a peggiorare e la Svizzera è colpita da una grave recessione, il Consiglio federale proporrebbe di avviare la terza fase delle misure di stabilizzazione. In questo caso, l'importo massimo delle uscite per gli anni 2010 ed eventualmente 2011 verrebbe aumentato, conformemente all'articolo 15 LFC, nella misura delle corrispondenti uscite straordinarie.

4. Nel quadro delle istruzioni del Consiglio federale per il preventivo 2010, nel mese di gennaio sono state aggiornate le stime delle entrate per gli anni dal 2009 al 2012. Di conseguenza, rispetto al preventivo attuale o al piano finanziario, le minori entrate dovute alla congiuntura ammontano tra 1,5 miliardi (2009) e 2,7 miliardi di franchi (2012). Tuttavia, dall'inizio dell'anno le prospettive congiunturali sono nuovamente peggiorate, per cui le perdite di entrate dovrebbero risultare più elevate.

5./6. L'aggiornamento delle cifre ha dimostrato che negli anni del piano finanziario le prescrizioni del freno all'indebitamento non sono più adempiute. Questa circostanza è da attribuire principalmente, oltre alle minori entrate a seguito della crisi economica, anche alle previste riforme fiscali. Complessivamente, negli anni del piano finanziario 2011 e 2012 le riforme fiscali (compensazione della progressione a freddo, riforma dell'imposizione della famiglia nonché riforma III dell'imposizione delle imprese) comportano per il bilancio della Confederazione un onere annuale supplementare di 1,1 e 1,7 miliardi di franchi.

7. Le stime più recenti delle entrate relative all'AVS poggiano su previsioni congiunturali che tengono conto della crisi economica. L'AVS prevede nella media degli anni 2010-2012 perdite di entrate di poco più di 1,1 miliardi di franchi all'anno. Le conseguenze per il 2009 sono minori, poiché la crisi si ripercuote in maniera differita sui redditi soggetti all'AVS. La diminuzione delle entrate è riconducibile, da un lato, a contributi salariali più bassi e, d'altro lato, a minori entrate dovute al punto percentuale dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AVS e alla tassa sulle case da gioco.

8. La questione del rispetto della norma complementare al freno all'indebitamento si pone solo nell'ambito del bilancio straordinario. La suddetta evoluzione nel bilancio ordinario della Confederazione non ne è toccata direttamente. In caso di uscite straordinarie (risanamento della cassa pensioni delle FFS, terza fase delle misure di stabilizzazione), governo e Parlamento devono tuttavia considerare il fatto che negli anni seguenti tali uscite comporteranno pagamenti di ammortamenti.

9. Nel giugno 2009 il Consiglio federale deciderà se avviare la terza fase di misure volte a stabilizzare la congiuntura. Qualora ciò fosse necessario, si dovrebbe applicare la clausola d'eccezione del freno all'indebitamento ai sensi dell'articolo 15 LFC. Questo significa anche che nel preventivo 2010 si rinuncerebbe a misure di sgravio sul fronte delle uscite. Per contro, non appena si delinea una ripresa economica, si perseguirà con fermezza il consolidamento del bilancio. In questo contesto la verifica dei compiti riveste un ruolo centrale. Nel caso in cui si può prescindere dall'avvio della terza fase, il Consiglio federale ha incaricato i dipartimenti, nel senso di una pianificazione eventuale, di preparare tempestivamente possibili misure di risparmio.

10. Con la verifica dei compiti si vuole contenere durevolmente la crescita delle uscite. Con il nuovo orientamento deciso lo scorso mese di febbraio, il Consiglio federale ha ribadito ancora una volta questo obiettivo. La verifica dei compiti dovrà contribuire affinché il bilancio rispetti il freno all'indebitamento. A seconda della situazione, non possono essere escluse misure più ampie.

11. Ad eccezione dell'incremento limitato, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2010, dell'imposta sul valore aggiunto a favore dell'AI, non sono previsti aumenti delle imposte.

12. Innanzitutto va osservato che per le trattative salariali del personale della Confederazione è determinante il rincaro di fine anno, ossia l'evoluzione del rincaro da dicembre a dicembre, per cui il 2010 poggia sul periodo da dicembre 2008 a dicembre 2009. Nel mese di dicembre del 2008 sono però già confluiti nel rincaro del 2008 le ripercussioni della crisi finanziaria e in particolare la forte diminuzione dei prezzi per prodotti petroliferi (il rincaro annuale è sceso al 2,9 per cento nel settembre 2008 e allo 0,7 per cento nel dicembre 2008). È quindi ipotizzabile che, a seguito dell'effetto di base, il rincaro di fine anno non risulterà negativo.

Risposta del Consiglio federale.