09.3643 · Mozione · 2009-06-12
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nell'ordinanza sulla radiotelevisione e nella concessione della SSR, il Consiglio federale obbliga l'emittente pubblica a cercare una collaborazione con privati (in particolare le case editrici di quotidiani) nell'ambito dell'offerta online.
Begründung
Attualmente la SSR può offrire online i suoi programmi solo a condizioni severe, sancite dall'ordinanza sulla radiotelevisione e dalla concessione di cui l'emittente è titolare. A giustificazione di tali restrizioni, che frenano lo sviluppo dell'offerta in Internet dell'emittente pubblica, si rimanda alla Costituzione, la quale impone che i media audiovisivi portavoce del servizio pubblico prendano nella debita considerazione la stampa. Quest'ultima, dal canto suo, in particolare le case editrici multimediali, propone una propria offerta editoriale online e vorrebbe legare le mani alla SSR, essendo la sua principale potenziale concorrente. Una simile situazione produce un effetto inibitore su entrambe le parti e determina un tipo di concorrenza che non corrisponde ai reali rapporti esistenti all'interno del e con il nuovo mezzo di comunicazione. Sarebbe più sensato sviluppare modelli di cooperazione nel campo dell'offerta editoriale e della pubblicità. Simili cambiamenti andrebbero autorizzati attraverso adeguamenti dell'ordinanza sulla radiotelevisione e della concessione SSR e non necessitano di alcuna revisione di legge.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La mozione chiede di sottoporre la SSR a un obbligo legale di cooperazione con le aziende private per quanto riguarda l'offerta online. Tale obbligo dovrebbe inoltre trovare fondamento nell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV; RS 784.401) nonché nella concessione SSR (FF 2007 7709).
Il Consiglio federale è in linea di massima favorevole alla creazione di modelli cooperativi tra SSR e privati, a condizione che il servizio pubblico continui ad essere garantito nella sua interezza o venga addirittura ottimizzato. La SSR collabora attualmente con gruppi editoriali svizzeri attivi nei settori della televisione (PresseTV), delle pubblicazioni online (TSR/Le Temps: sortir.ch) o dell'archiviazione digitale (NZZ Format). Questo tipo di collaborazione non rimanda a un obbligo sancito espressamente dalla legge, bensì nasce da accordi privati conclusi dalla SSR in nome della propria autonomia organizzativa.
A detta del Consiglio federale, la cooperazione tra SSR e attori privati potrebbe essere estesa anche al settore della formazione (ad es. istituzione di un ciclo di formazione per i giornalisti multimediali), alla consulenza nel campo dell'archiviazione o alla messa a punto di sistemi di linkaggio tra le offerte online della SSR e quelle facenti capo a privati (Search appliance).
Un eventuale obbligo legale di cooperazione tra SSR e partner privati necessita tuttavia di un chiaro riferimento nella LRTV e non può essere istituito unicamente sulla base dell'ORTV o della concessione SSR. Il Consiglio federale ricorda peraltro che, sulla base dei dibattiti parlamentari riguardanti la nuova LRTV, il legislatore ha volutamente rinunciato ad imporre alla SSR un obbligo di cooperazione con le emittenti private. Il Parlamento è inoltre giunto alla conclusione che lo sviluppo e la realizzazione di modelli cooperativi dovessero risultare innanzitutto da una libera scelta imprenditoriale e editoriale della SSR (cfr. art. 25 cpv. 4 LRTV). Il Consiglio federale ritiene che il principio di volontarietà debba valere anche nell'ambito delle pubblicazioni online.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.