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09.3687 · Interpellanza · 2009-06-12

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Che cos'hanno fatto finora gli Uffici federali competenti (DSC, SECO, UFAM), a livello internazionale, per promuovere la protezione e la conservazione delle foreste, in particolare di quelle tropicali?

2. La Svizzera come intende partecipare al Programma REDD della comunità internazionale? Come si propone di attuarlo bilateralmente? Quali mezzi impiegherà a tale scopo?

3. Come terrà conto la Svizzera dei diritti sociali, culturali ed economici delle popolazioni delle foreste nell'ambito del programma REDD?

4. Come si impegnerà la Svizzera a conservare e potenziare la biodiversità nell'ambito di tale programma?

Begründung

Il mondo, oggi come non mai, deve compiere scelte critiche: il sistema climatico lascia sempre meno opzioni per raggiungere gli obiettivi definiti nell'accordo sul clima. La temperatura media globale, entro il 2030, non potrà aumentare più di 2°C rispetto a quella dell'epoca pre-industriale.

Accanto alle emissioni dovute all'impiego di energie fossili, la distruzione delle foreste è una delle cause principali dell'aumento dei gas serra nell'atmosfera. Inoltre, insieme all'utilizzazione non sostenibile della foresta e del territorio, soprattutto nei tropici, è responsabile di un terzo fino a un quinto (a seconda della fonte) delle emissioni mondiali di tali gas.

La comunità internazionale ne ha preso atto e, nel 2007, nell'ambito del piano d'azione di Bali ha lanciato il cosiddetto Processo REDD (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation in Developing Countries). In quest'occasione è stato ammesso che, senza un accordo su un regime REDD efficace, gli obiettivi climatici globali non potranno essere raggiunti. La questione non è pertanto sapere se la foresta dovrà avere un ruolo determinante in un nuovo accordo sul clima, ma sapere in che modo sarà tenuto conto di tale ruolo. Molti Paesi, fra cui quelli dell'UE e degli USA, la Norvegia e il Giappone, hanno riconosciuto questo aspetto e sostengono con programmi speciali a livello bilaterale e multilaterale la conservazione delle foreste e i rimboschimenti nei Paesi tropicali in funzione di una riduzione dell'emissione di gas serra.

Finora la Svizzera ha contributo ben poco a questo importante impegno globale, nonostante la protezione climatica sia di grande interesse per il nostro Paese, data la sua vulnerabilità ai cambiamenti climatici.

Stellungnahme des Bundesrates

La Svizzera si impegna nell'ambito della politica forestale internazionale e opera principalmente nei seguenti campi:

1. La Svizzera si impegna a livello internazionale affinché siano garantite le condizioni generali per promuovere la protezione e lo sfruttamento sostenibile delle foreste. In quest'ambito rientrano anche il commercio di legname prodotto in modo sostenibile e di altri prodotti forestali come pure la valorizzazione delle funzioni ambientali delle foreste (pozzo di carbonio, biodiversità, regime idrologico ecc.).

L'UFAM è il servizio competente in seno al Forum delle Nazioni Unite sulle foreste e al Comitato Foreste della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura). Coordina tutti gli aspetti relativi alle foreste della Convenzione sui cambiamenti climatici, della Convenzione sulla diversità biologica e della Convenzione di Ramsar sulle zone umide. La SECO si occupa dell'Organizzazione internazionale dei legni tropicali e dei suoi accordi (International Tropical Timber Organization ITTO e International Tropical Timber Agreement ITTA). La DSC è responsabile della Convenzione sulla lotta alla desertificazione, mentre L'UFV è incaricato, nell'ambito della Convenzione di Washington sulla protezione delle specie (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora CITES), del controllo del commercio e dell'applicazione di divieti di commercializzazione di determinati tipi di legno particolarmente minacciati. In ambito forestale, SECO e DSC collaborano inoltre in vario modo con la Banca Mondiale.

L'impegno attivo e coordinato tra gli Uffici federali nei processi multilaterali viene sostenuto a livello bilaterale dalla realizzazione di numerosi programmi e progetti concreti di cui sono responsabili la DSC e la SECO.

2. La Svizzera si è impegnata in maniera decisiva nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e ha sostenuto con successo il programma REDD (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation in Developing Countries) partecipando attivamente al suo sviluppo. Già in occasione della Conferenza sul clima tenutasi a Bali nel 2007 la Svizzera ha contribuito a lanciare un'iniziativa legata al programma REDD della Banca Mondiale, la Forest Carbon Partnership Facility (FCPF), e nell'ambito della cooperazione allo sviluppo economico ha finora contribuito all'iniziativa con 8,7 milioni di franchi; con la partecipazione di 37 Paesi in via di sviluppo ricchi di foreste, la FCPF rappresenta il processo globale più importante nell'ambito del programma REDD. Il suo obiettivo immediato consiste nel rafforzare le capacità dei Paesi in via di sviluppo affinché si impegnino nell'ambito delle attività REDD. A questo proposito in Svizzera verrà organizzata una serie di incontri internazionali per discutere e mettere a punto delle soluzioni negoziate relative al programma REDD.

Le decisioni formali riguardanti questo programma verranno prese in occasione della 15 Conferenza delle Parti della Convenzione sui cambiamenti climatici che si svolgerà nel dicembre 2009 a Copenaghen, secondo il calendario dei negoziati della Convenzione. In base a queste decisioni, la Svizzera definirà i mezzi finanziari da destinare in futuro al programma REDD.

3. L'orientamento del programma REDD a una gestione sostenibile delle foreste è uno degli obiettivi prioritari della Svizzera. Per questo motivo, sul piano della collaborazione multilaterale e bilaterale, la Svizzera si concentra sui temi della decentralizzazione, della definizione dei diritti di proprietà e di utilizzazione e della governance nel settore forestale. La Svizzera si impegna inoltre nella lotta contro il taglio illegale di alberi e il commercio che ne deriva.

Nell'ambito della FCPF, la partecipazione di comunità locali e di popolazioni indigene è considerata prioritaria. Vengono introdotte procedure di consultazione e di partecipazione attiva alle decisioni nonché percorsi formativi per coinvolgere queste popolazioni in modo rispettoso. Il successo del programma REDD dipenderà anche dalla capacità di radicare nelle realtà politiche, economiche e sociali dei Paesi in via di sviluppo l'assetto definitivo del nuovo regime climatico. Tanto più importanti saranno allora da considerarsi le attività della Svizzera volte a trovare soluzioni applicabili per questi Paesi.

4. Nelle sue proposte relative al programma REDD rivolte alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la Svizzera ha sottolineato in maniera esplicita la necessità di tener conto della gestione sostenibile delle foreste riservando particolare attenzione alla conservazione della biodiversità. Anche la FCPF considera prioritario questo aspetto. Sia nell'ambito della gestione delle foreste poste sotto un regime REDD che nelle (ri)forestazioni e nel ripristino di foreste fortemente degradate la Svizzera considererà in particolar modo la tutela della biodiversità.

Risposta del Consiglio federale.