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09.3859 · Mozione · 2009-09-24

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di garantire che i criteri per la fabbricazione, le attività di mediazione, l'esportazione e il trasferimento di materiale bellico previsti all'articolo 22 della legge sul materiale bellico (LMB) siano applicati in modo restrittivo.

Begründung

La politica svizzera in materia di esportazioni di materiale bellico è controversa ormai da anni. Dopo due anni il postulato Studer 05.3701 è stato tolto di ruolo, ma la problematica non cambia e rimane d'attualità.

L'iniziativa popolare "per il divieto di esportare materiale bellico" è considerata troppo radicale e molti cittadini confidano in un'interpretazione restrittiva della legislazione svizzera sul materiale bellico - cCosì anche il PEV, che ha lasciato libertà di voto sull'iniziativa.

I conflitti nei quali il materiale d'armamento svizzero svolge un ruolo rilevante mettono in dubbio la tradizione umanitaria della Svizzera e gettano discredito sul buon lavoro svolto dalle autorità.

L'articolo 22 LMB autorizza la fabbricazione, le attività di mediazione, l'esportazione e il transito di materiale bellico per destinatari all'estero "se non violano il diritto internazionale pubblico, non ledono i principi della politica estera svizzera e gli impegni internazionali da essa contratti".

Questo articolo rappresenta una base concreta per limitare le esportazioni di materiale bellico e per rifornire soltanto le democrazie stabili. I Paesi che non hanno una situazione stabile e che non rispettano sufficientemente i diritti dell'uomo non dovrebbero ricevere materiale bellico dalla Svizzera, come è invece regolarmente avvenuto negli ultimi anni. Se il Consiglio federale è disposto ad accogliere la mozione e ad applicare in modo restrittivo la legge sul materiale bellico, si potrà rinunciare a una modifica della legge.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Come già precisato nella risposta al postulato Studer (05.3701), a cui la presente mozione fa riferimento, negli ultimi anni il Consiglio federale ha varato diverse misure che hanno comportato o che comporteranno un miglioramento sul piano dell'esecuzione della legge sul materiale bellico.

Nel dicembre 2008 è entrata in vigore l'ordinanza sul materiale bellico riveduta. Da allora, all'articolo 5 capoverso 2 OMB sono elencati cinque criteri esclusivi che precisano gli attuali principi d'autorizzazione e portano a una prassi in materia di autorizzazioni più restrittiva. Le domande d'esportazione non vengono accolte se, ad esempio, il Paese destinatario figura nell'attuale elenco CAS dell'OCSE dei Paesi meno sviluppati. Contrariamente alla prassi svizzera in materia di autorizzazioni, alcuni Stati membri dell'UE seguitano a fornire materiale bellico a tali Paesi.

Sulla base di questi criteri di autorizzazione precisati, il 25 marzo 2009 il Consiglio federale ha deciso, ad esempio, di rinunciare per il momento ad esportare materiale bellico verso l'Egitto, il Pakistan e l'Arabia Saudita. A motivare questa decisione è stato, da un lato, l'insufficiente rispetto dei diritti dell'uomo in Egitto e in Arabia Saudita e, dall'altro, l'instabilità politica interna del Pakistan. Nel 2007, gli Stati membri dell'UE hanno approvato l'esportazione di materiale d'armamento verso l'Egitto per 208 milioni di euro, verso il Pakistan per 862 milioni di euro e verso l'Arabia Saudita per 1102 milioni di euro.

Per quanto concerne l'esportazione di materiale bellico, la prassi svizzera in materia di autorizzazioni è già oggi tra le più restrittive di tutte le nazioni occidentali industrializzate. Questa prassi restrittiva conferisce inoltre al Consiglio federale e all'amministrazione la facoltà di reagire in modo flessibile al mutare delle situazioni. Alla fine del 2007, la Svizzera ha ad esempio sospeso - quale unico Paese europeo - le esportazioni verso il Pakistan in considerazione della sua situazione interna temporaneamente molto critica e della proclamazione dello stato d'emergenza.

In passato, la grande maggioranza del materiale bellico esportato (oltre il 75 per cento) è andato a Paesi che si ispirano agli stessi principi fondamentali di quelli a cui si attiene la Svizzera. Figurano ai primi posti l'Australia, il Belgio, la Danimarca, la Germania, la Finlandia, l'Austria, la Svezia e gli Stati Uniti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.