09.4272 · Mozione · 2009-12-11
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto che preveda l'introduzione di meccanismi di controllo e di regolamentazione per gestire i flussi migratori provenienti dai Paesi dell'UE e da Paesi terzi, allo scopo di impedire un'immigrazione eccessiva in seguito alla libera circolazione delle persone.
Begründung
Andando contro le raccomandazioni di voto dell'UDC, il popolo svizzero ha approvato per ben due volte l'estensione della libera circolazione perché gli era stato promesso che sarebbero prevalsi gli effetti positivi. Ora però è sopraggiunta la crisi economica e l'impatto negativo della libera circolazione si fa sentire sulla popolazione. Ogni anno circa 100 000 nuovi stranieri si riversano sul nostro mercato del lavoro, aumentando le pressioni e la concorrenza. Molti Svizzeri non trovano più lavoro o devono accontentarsi di occupazioni ingrate. I cittadini comunitari disoccupati raramente tornano in patria, ma restano in Svizzera, beneficiando dell'assicurazione contro la disoccupazione oppure - come abbiamo potuto vedere di recente - dell'aiuto sociale. Le nostre infrastrutture appaiono sovraccariche: ingorghi stradali, trasporti pubblici eccessivamente affollati, prevalenza di allievi stranieri nelle classi, ecc. Inoltre, in seguito all'immigrazione scarseggiano i terreni edificabili, i cui prezzi lievitano; in alcune città gli Svizzeri fanno fatica a trovare un alloggio. Nei comuni di confine, l'immigrazione acuisce sensibilmente i problemi. Pertanto è indispensabile che la Svizzera reintroduca, nonostante gli accordi di libera circolazione, meccanismi per gestire e controllare l'immigrazione dai Paesi UE e da Paesi terzi, allo scopo di tutelare gli interessi della popolazione autoctona.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale non condivide la valutazione della situazione da parte degli autori della mozione. Continua a essere dell'avviso che la libera circolazione delle persone, introdotta gradualmente nei confronti dell'UE, sia tutto sommato vantaggiosa per la Svizzera. Ritiene tuttavia indispensabile contrastare le conseguenze negative con gli strumenti a disposizione. Il Consiglio federale osserva molto attentamente l'evolversi dell'immigrazione dall'area UE in Svizzera. Il 4 dicembre ha condotto un dibattito sull'immigrazione dall'UE, constatando che il numero di permessi di dimora (B) e per dimoranti temporanei (L) rilasciati a lavoratori UE-17 e AELS è nettamente diminuito rispetto all'anno precedente. Dal 1° giugno al 30 novembre 2009 sono stati rilasciati 25 073 permessi B a cittadini UE-17 e AELS, ossia 8 040 in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il che corrisponde a una diminuzione del 24,3 per cento. Come previsto, il peggioramento della situazione del mercato si è tradotto con un certo ritardo in una diminuzione dell'immigrazione.
L'accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) prevede già diversi meccanismi istituzionali di controllo e regolazione dell'immigrazione:
- ogni parte contraente può richiedere la convocazione straordinaria del comitato misto per la circolazione delle persone (art. 14 par. 4 ALC);
- all'articolo 10 paragrafo 4 l'ALC prevede una clausola di salvaguardia speciale (clausola valvola), in base alla quale la Svizzera può reintrodurre unilateralmente - e senza ritorsioni da parte dell'UE - contingenti per i lavoratori dipendenti e autonomi provenienti dall'UE fino a 12 anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ossia fino al 2014 (UE-17, UE-8) o fino al 2019 (UE-2). Il Consiglio federale verificherà nuovamente nel giugno 2010 l'opportunità di ricorrere alla clausola valvola;
- all'articolo 14 paragrafo 2 l'ALC prevede inoltre la possibilità di fare ricorso alla clausola di salvaguardia generale. In caso di gravi difficoltà di ordine economico e sociale il Comitato misto si riunisce, su richiesta di una parte contraente, al fine di esaminare misure temporanee adeguate per porre rimedio alla situazione;
- secondo i protocolli I e II all'ALC, per i nuovi Stati membri (UE-8 e UE-2) si applicano misure transitorie. Durante i periodi di transizione continua ad aver luogo un controllo sistematico del mercato del lavoro (permessi di lavoro) e si applicano la priorità riservata ai lavoratori indigeni, il controllo preventivo dei salari e il contingentamento fino al 2011 (UE-8) o fino al massimo al 2016 (UE-2);
- l'immigrazione da Stati terzi viene infine regolata ancora più che in passato nel quadro della nuova legge federale sugli stranieri (LStr) grazie a una verifica sistematica del mercato del lavoro (priorità ai lavoratori indigeni, controllo dei salari e contingenti). Il Consiglio federale autorizza periodicamente i contingenti determinandone l'ammontare. Il 4 dicembre 2009 per gli Stati al di fuori dell'UE/AELS ha autorizzato in via provvisoria per l'anno in corso (2010) solo la metà dei contingenti (2000 dimoranti annuali; 3500 dimoranti temporanei).
Il Consiglio federale valuta i vantaggi e gli svantaggi dei summenzionati strumenti di controllo e regolazione. Nella primavera del 2010, quando esaminerà l'opportunità di ricorrere alla clausola di salvaguardia, discuterà di nuovo in merito a eventuali ulteriori misure. In questo contesto valuterà anche se e dove vi siano ulteriori margini di azione nell'esecuzione del diritto degli stranieri per regolare l'immigrazione e lottare contro eventuali abusi.
Diversi organi all'interno dell'amministrazione federale si occupano del controllo e della regolazione dell'immigrazione. Il gruppo di contatto "Libera circolazione delle persone" (sotto la direzione della SECO) si riunisce circa ogni tre mesi ed è composto da rappresentanti dell'amministrazione federale, dei cantoni e dei partner sociali. Anche la Commissione tripartita federale si riunisce circa una volta a trimestre e analizza l'attuazione delle misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone come pure della legge contro il lavoro nero (LLN). Attualmente questi organi effettuano un ampio controllo e un'analisi approfondita dell'immigrazione dall'area UE. Nel loro lavoro, si basano anche su rapporti redatti principalmente dall'Amministrazione. Ogni primavera viene pubblicato il rapporto redatto da SECO/UFM/UST sugli effetti della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro (Osservatorio del mercato del lavoro), che, oltre alle singole cifre dell'immigrazione dall'area UE/AELS e da Stati terzi, contiene analisi economiche sugli effetti della libera circolazione sull'economia e sul mercato del lavoro in Svizzera. La SECO pubblica inoltre, sempre in primavera, un rapporto sull'attuazione e l'esecuzione delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone; l'ultimo risale al 23 aprile 2009.
Considerata tale situazione, il Consiglio federale non ritiene attualmente né opportuno né adeguato presentare un progetto come quello richiesto nell'intervento.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.