10.1040 · Interrogazione · 2010-03-19
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera è l'unico Paese in Europa in cui non sono previste commissioni d'interscambio (interchange fee) per le carte di debito. Senza questa tassa il traffico dei pagamenti effettuato senza contanti con le carte di debito non riesce a coprire i costi, il che ostacola le innovazioni a favore dei consumatori e del commercio (ad es. i pagamenti via Internet).
Inaspettatamente, nell'aprile 2009 la Segreteria della COMCO ha autorizzato per tre anni l'introduzione di una tassa d'interscambio per V Pay, il nuovo sistema di carte di debito della Visa, leader del mercato mondiale. Maestro invece, un prodotto della Mastercard, un'altra carta di debito affermata in Svizzera, attende tuttora una decisione della COMCO sulla stessa questione. La richiesta di Maestro - marca introdotta in Svizzera dalle banche nel 2004 - relativa all'introduzione di una commissione interbancaria è quindi bloccata da anni.
Rivolgo pertanto al Consiglio federale le seguenti domande:
1. Qual è la sua opinione in merito al fatto che in Svizzera esista da diverso tempo una situazione poco chiara per quanto riguarda le commissioni interbancarie? Una tassa di questo genere è ammessa per le carte di credito, ma non per tutte le carte di debito. Negli altri Paesi europei invece sono state introdotte le commissioni interbancarie per le carte di credito e di debito e hanno ottenuto l'approvazione delle autorità della concorrenza.
2. Come giudica il fatto che nell'aprile 2009 la COMCO abbia permesso a Visa, leader del mercato, di introdurre una commissione interbancaria per le carte di debito, mentre sono anni che respinge la stessa richiesta avanzata dal suo principale concorrente Mastercard?
3. Ritiene anch'esso che questa disparità di trattamento determini una distorsione del mercato a favore delle banche che possono offrire ai loro clienti le carte di debito V Pay? Come intende agire affinché in Svizzera il mercato delle carte di debito sia caratterizzato da condizioni di concorrenza uniformi e dalla trasparenza dei costi?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:
1. Le carte di debito e di credito sono due prodotti distinti con caratteristiche e sistemi di commissioni diversi. Le carte di credito dispongono di una scadenza differita e di un'opzione di credito, inoltre hanno spesso attuato sistemi di fidelizzazione; le carte di debito sono invece legate a un conto bancario e vengono praticamente utilizzate come una tessera cliente. L'importo da pagare viene addebitato direttamente sul conto bancario, quindi la banca emittente non si assume rischi in merito all'insolvibilità del debitore. I sistemi delle carte di credito hanno sempre fatturato commissioni d'interscambio, mentre quelli delle carte di debito non hanno mai attuato in Svizzera pratiche di questo genere. I commercianti privilegiano quindi le carte di debito, essendo un mezzo di pagamento a buon mercato. Allo stesso modo, le commissioni fatturate ai titolari della carta sono generalmente meno elevate rispetto a quelle previste per le carte di credito.
In Svizzera il mercato delle carte di debito è più esteso, da ogni punto di vista, rispetto a quello delle carte di credito. L'elevato utilizzo delle carte di debito dimostra che si sono affermate anche senza la fatturazione di una commissione d'interscambio per gli esercenti e i consumatori. Inoltre esistono anche all'estero sistemi di carte di debito che funzionano bene senza alcuna commissione d'interscambio (Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia).
Le commissioni d'interscambio sono da diverso tempo nel mirino delle autorità della concorrenza, sia in Svizzera che all'estero. Con la sua decisione del dicembre 2005, la COMCO è stata una delle prime autorità europee della concorrenza a esprimersi sulla liceità delle commissioni d'interscambio dal punto di vista del diritto della concorrenza. Dal momento che le commissioni d'interscambio per le carte di credito Visa e Mastercard vengono fissate e applicate in modo uniforme dalle società emittenti delle carte e dalle banche commerciali, tale pratica è stata considerata un accordo sui prezzi. Da allora, per promuovere una concorrenza efficace, le commissioni d'interscambio devono essere fissate sulla base di un determinato metodo di calcolo.
Lo scorso anno è stato avviato un esame preliminare relativo a Maestro, la carta di debito di Mastercard. L'autorità della concorrenza riteneva che l'introduzione di una commissione d'interscambio per le carte Maestro ponesse dei problemi in riferimento alla legislazione sulla concorrenza, soprattutto per la posizione di Maestro sul mercato delle carte di debito utilizzabili a livello internazionale. L'introduzione di una commissione d'interscambio per le carte di debito porterebbe a un aumento significativo dei costi di utilizzo di questo mezzo di pagamento per i commercianti.
2. L'introduzione di una commissione d'interscambio per le carte di debito Maestro è già stata oggetto, nel 2006, di un'inchiesta in base al diritto dei cartelli. L'autorità della concorrenza è giunta allora alla conclusione che l'ipotesi dell'esistenza di un accordo illecito sui prezzi tra le banche era suffragata da alcuni indizi. Di conseguenza le banche hanno rinunciato all'introduzione di tale commissione.
Per contro, nella primavera 2009 l'autorità della concorrenza è giunta alla conclusione che i timori legati agli effetti sulla concorrenza dell'introduzione di una commissione d'interscambio per V Pay, la carta di debito di Visa, potevano essere eliminati per il periodo d'ingresso sul mercato; in tal modo si è conclusa una procedura che mirava a determinare la liceità di tale commissione d'interscambio secondo il diritto della concorrenza. Il motivo principale è stato il fatto che V Pay non era ancora presente sul mercato svizzero, pertanto l'accordo sui prezzi non poteva determinare un effetto notevole sulla concorrenza.
3. In Svizzera le banche possono scegliere liberamente i prodotti che desiderano distribuire. Di conseguenza ogni banca può scegliere di distribuire soltanto V Pay, soltanto Maestro, o entrambi i prodotti. Per le banche non esiste pertanto una distorsione della concorrenza.
Secondo la legge sui cartelli, l'autorità della concorrenza deve condurre le sue procedure in modo indipendente rispetto all'amministrazione e al Consiglio federale. Quest'ultimo non può esercitare un'influenza diretta sulle procedure e sulle decisioni della COMCO. Esso non ha tuttavia alcun motivo di mettere in dubbio le attività di tale autorità nel settore delle carte di pagamento.
Risposta del Consiglio federale.