Lexipedia

10.3186 · Interpellanza · 2010-03-18

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale quali ritiene possano essere le ripercussioni del Foreign Account Tax Compliance Act statunitense sulle imprese attive nel settore industriale e della ricerca a livello internazionale e sulla piazza finanziaria svizzera? La nuova convenzione contro la doppia imposizione con la Svizzera ne tiene conto? Il Consiglio federale quali misure reputa necessarie a fronte della nuova situazione giuridica negli Stati Uniti?

Begründung

Il 17 marzo 2010 il Senato statunitense ha approvato una legge che obbliga gli istituti finanziari all'estero a cooperare con le autorità fiscali statunitensi, pena l'applicazione di un'imposta alla fonte del 30 per cento sui redditi patrimoniali provenienti dagli Stati Uniti. Mentre gli Stati Uniti intendono generare in questo modo nei prossimi dieci anni un gettito supplementare di 9 miliardi di dollari, i gestori di patrimoni, le banche e i fondi esteri dovranno sopportare gli elevati costi di attuazione. In futuro questi istituti dovranno fornire all'IRS (l'autorità fiscale statunitense) i dati sui loro clienti statunitensi - nome, indirizzo, numero fiscale, numero di conto, saldo, addebiti e accrediti sul conto - oppure sospendere il rapporto di clientela. Questo modo di procedere danneggia la piazza finanziaria. Ma il danno maggiore andrebbe a scapito del settore della ricerca e della piazza industriale. Gli Stati Uniti introducono infatti un provvedimento protezionistico che complica fortemente la vita dei contribuenti statunitensi all'estero e che potrebbe indurre le banche estere a non aprire più conti a tali contribuenti. Una circostanza che ostacolerebbe notevolmente l'assunzione di contribuenti statunitensi presso imprese internazionali insediate in Svizzera, con la conseguente perdita di attrattiva della piazza svizzera per tali imprese.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha preso atto dell'adozione del Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA), con cui gli Stati Uniti d'America intendono garantire a livello internazionale l'identificazione e il resoconto dei soggetti statunitensi che detengono conti bancari offshore. Come evidenziato dall'autore dell'interpellanza, tale normativa prevede il prelievo di un'imposta alla fonte del 30 per cento su tutti i pagamenti di provenienza statunitense, effettuati, dal punto di vista statunitense, a un intermediario finanziario estero (a favore suo o di clienti). Un intermediario finanziario estero può evitare il prelievo dell'imposta alla fonte soltanto sottoscrivendo un contratto (Information Reporting Agreement) con l'autorità fiscale statunitense IRS, in cui si impegna a fornire informazioni su soggetti statunitensi che, direttamente o indirettamente, detengono una relazione bancaria con l'istituto.

Il FATCA si ripercuoterà su vasta scala essenzialmente sugli intermediari finanziari non statunitensi, ma anche sui clienti. Se gli intermediari finanziari intendono investire sul mercato dei capitali statunitense e gestire clienti statunitensi anche dopo l'entrata in vigore della nuova normativa, si vedranno costretti a sottoscrivere con l'autorità fiscale degli Stati Uniti d'America il citato Information Reporting Agreement e ad adempiere gli obblighi in esso statuiti.

È ancora prematuro dire se e in quale misura il FATCA si ripercuoterà anche sulle imprese attive nel settore dell'industria e della ricerca, come evocato dall'autore dell'interpellanza. Ciò dipenderà dalle strategie operative adottate dagli intermediari finanziari interessati così come dagli sviluppi a livello svizzero e internazionale delle numerose disposizioni di dettaglio e delle modalità d'attuazione relative al FATCA ancora da definire.

Il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcuna relazione tra il FATCA e la nuova convenzione contro la doppia imposizione tra la Svizzera e gli Stati Uniti d'America. In forza della convenzione i contribuenti assoggettati in Svizzera potranno tuttavia chiedere il rimborso dell'imposta alla fonte.

Il FATCA entrerà in vigore prevedibilmente il 1° gennaio 2013. Il Consiglio federale continuerà a seguire l'evolversi della questione e soprattutto l'attuazione della nuova normativa, valutando l'eventuale necessità di intervenire; allo stato attuale non reputa necessario adottare misure immediate.

Risposta del Consiglio federale.