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11.3084 · Mozione · 2011-03-10

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare, in collaborazione con le università e con le autorità cantonali preposte, un istituto per la medicina di base in tutte le facoltà di medicina e di promuovere questa specialità nell'intero settore universitario e nelle facoltà istituendo un curriculum specifico per medici generalisti. Dovrà inoltre essere esaminata la possibilità di riunire in un'unica facoltà i settori della medicina e delle cure medico-sanitarie.

Begründung

I cantoni universitari devono mettere a punto con urgenza una strategia per ridefinire la formazione universitaria e la specializzazione in medicina di base. A tale scopo sarà necessario introdurre in tutte le facoltà di medicina un istituto per questa specialità. Occorrerà inoltre istituire, sull'esempio del cantone di San Gallo, un curriculum svizzero specifico per medici generalisti da introdurre in tutti i cantoni.

Sarà infine necessario valutare l'opportunità di riunire in un'unica facoltà il settore della medicina e quello delle cure medico-sanitarie, secondo il modello messo a punto dall'Università di Lund (Svezia), al fine di promuovere una collaborazione interdisciplinare fra i diversi attori del settore sanitario. In futuro la Svizzera avrà bisogno di un maggior numero di medici generalisti dotati di una buona formazione. Già oggi il 90 per cento dei problemi di salute sono risolti dal medico di famiglia. L'aumento delle malattie croniche farà ulteriormente lievitare le necessità in questo ambito. Per promuovere concretamente le cure integrate abbiamo bisogno dei medici generalisti. In collaborazione con gli altri professionisti del settore sanitario, i medici di famiglia saranno chiamati a rivestire un ruolo chiave all'interno del sistema sanitario di domani, che sarà interdisciplinare, di qualità, moderno e poco costoso.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui i medici di famiglia svolgono un ruolo importante per assicurare un futuro alla medicina di base e garantirne la qualità. Tuttavia, oltre ai medici di famiglia, anche altri professionisti della sanità assumeranno un ruolo significativo nella medicina di base attraverso nuove forme di collaborazione. Il controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Sì alla medicina di famiglia" parte proprio dalla visione di un'assistenza medica di base gestita attraverso una rete coordinata e multiprofessionale. Inoltre, gli obiettivi di formazione e di perfezionamento della medicina di base e della medicina di famiglia saranno adeguati già nell'ambito della revisione della legge sulle professioni mediche (LPMed; RS 811.11), che verrà posta in consultazione presumibilmente nell'estate 2011.

Riguardo al numero di istituti per la medicina di famiglia, va detto che al momento in Svizzera una facoltà di medicina su cinque dispone di un istituto di questo tipo. Spetta ai cantoni universitari sostenerli ed eventualmente potenziarli. L'importante è chiarire la rilevanza della formazione e del perfezionamento nel settore della medicina umana. La formazione universitaria non è finalizzata specificamente all'esercizio di una specialità. Il suo obiettivo è di trasmettere solide basi, in termini di conoscenze, competenze e capacità, per affrontare la fase successiva del perfezionamento professionale (periodo di assistenza; cfr. art. 3 cpv. 3 LPMed). Una specializzazione in medicina di famiglia (curriculum per medici generalisti) già in fase di formazione universitaria non contribuirebbe ad aumentare l'attrattiva di questa disciplina. Per migliorare l'integrazione della medicina di famiglia nella formazione universitaria sono già stati intrapresi numerosi passi concreti, quali, ad esempio, programmi di mentoring presso medici generalisti durante gli studi di bachelor e stage presso medici generalisti durante gli studi di master. Durante l'anno di pratica è inoltre possibile seguire stage opzionali in medicina di famiglia prima dell'esame federale. Soltanto il perfezionamento consente di ottenere una specializzazione in un determinato settore e questo vale anche per la medicina interna generale. Le società di medicina interna e di medicina generale, sotto la direzione dell'Istituto svizzero per la formazione medica, hanno istituito un nuovo ciclo di perfezionamento in "medicina interna generale", che introduce la possibilità di seguire una parte più consistente del perfezionamento presso un medico di famiglia (assistenza nello studio medico). I cosiddetti programmi di medicina di famiglia, proposti nella Svizzera romanda, all'ospedale cantonale di San Gallo e da poco anche all'ospedale universitario di Zurigo, sono totalmente compatibili con il nuovo programma di perfezionamento in "medicina interna generale". Con un'adeguata pianificazione la specializzazione può essere portata a termine in cinque anni. Concretamente, grazie all'introduzione di progetti pilota, tutti i cantoni offrono la possibilità di svolgere una parte della specializzazione nello studio di un medico di famiglia. Problematico è, però, il fatto che non tutti i cantoni garantiscono un finanziamento a lungo termine di questi progetti.

Il Consiglio federale ritiene importante e giusto il principio che si cela dietro la richiesta dall'autrice della mozione di riunire il settore della medicina e quello delle cure medico-sanitarie durante la formazione universitaria. La competenza di creare facoltà comuni incombe per principio ai cantoni. Tuttavia è lecito chiedersi se, in considerazione dell'attuale spazio educativo svizzero, sia opportuno puntare su facoltà comuni. Oggi i corsi che preparano alle professioni sanitarie di livello universitario sono impartiti prevalentemente nelle scuole universitarie professionali. È quindi importante promuovere la collaborazione e la permeabilità tra istituti di formazione e, nei cicli di formazione professionale, attribuire maggiore peso alle competenze necessarie alla collaborazione all'interno di team interprofessionali. Degno di nota in questo senso è il progetto di cooperazione "Gesundheitsberufe im Dialog" promosso congiuntamente nel 2010 dalla scuola universitaria professionale bernese e dalla facoltà di medicina dell'Università di Berna. L'obiettivo del progetto è di creare partenariati di apprendimento attraverso un modulo interdisciplinare tra gli studenti delle professioni sanitarie SUP (infermieri, ergoterapisti, fisioterapisti, dietisti, ostetrici) e gli studenti universitari di medicina, da cui possano scaturire misure concrete e realizzabili per una proficua collaborazione interprofessionale. Simili progetti nel settore delle scuole universitarie meriterebbero maggiore attenzione.

Per integrare meglio la medicina di famiglia nelle facoltà universitarie, per migliorare il perfezionamento e promuovere la formazione interprofessionale sono stati intrapresi passi importanti: ora spetta soprattutto ai cantoni intensificare questi sforzi.

In considerazione delle riflessioni suesposte, il Consiglio federale propone di respingere la mozione poiché, per il momento, non sembrano necessarie ulteriori misure da parte della Confederazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.