11.3103 · Mozione · 2011-03-15
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di eseguire le revisioni di legge - in particolare del diritto successorio e del diritto fondiario agricolo - necessarie affinché le comunioni ereditarie in possesso di immobili e fondi possano essere sciolte in tempi più rapidi.
Begründung
In molti Paesi e regioni rurali, vecchie case, fattorie e stalle sono vuote e lasciate cadere in rovina. Le aree non più utilizzate sono spesso situate in posizione centrale e sono pertanto ideali per creare un nuovo spazio abitativo attrattivo. Troppo spesso ciò è tuttavia reso impossibile dalle comunioni ereditarie in possesso dei fondi e degli immobili. Infatti, le comunioni ereditarie devono prendere le decisioni all'unanimità. Tutti gli eredi devono acconsentire a vendere, affittare o accendere un'ipoteca. La comunione ereditaria non è più in grado di agire non appena un erede è di parere contrario. Il requisito dell'unanimità può prolungare inutilmente anche la divisione dell'eredità, che un singolo erede può bloccare per anni. La situazione diventa ancora più complessa quando un erede decede e le sue quote vengono trasmesse in eredità.
Il Consiglio federale deve rivedere le basi legali necessarie affinché gli edifici e gli immobili inutilizzati possano essere meglio impiegati in futuro. Occorrono normative più incisive, che consentano di sciogliere più rapidamente le comunioni ereditarie. Va esaminata in particolare l'istituzione di termini chiari per tale scioglimento, che permetterebbero di impiegare meglio i fondi e gli immobili inutilizzati. Al posto di nuove zone edificabili ai margini del Paese sarebbero a disposizione aree attrattive nei centri. Le revisioni di legge contribuiscono dunque a fermare l'edificazione selvaggia. Occorre altresì esaminare agevolazioni per lo scioglimento della proprietà per piani. Il requisito dell'unanimità non deve più poter bloccare per anni le comunioni ereditarie.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'autrice della mozione richiede uno scioglimento delle comunioni ereditarie in tempi più rapidi, affinché gli immobili vuoti possano essere utilizzati in modo migliore. A causa del requisito dell'unanimità, la divisione dell'eredità sarebbe inutilmente prorogata; un singolo erede la potrebbe infatti bloccare per anni. In virtù dell'articolo 604 capoverso 1 del Codice civile (CC) ogni erede ha tuttavia la facoltà di richiedere "in ogni tempo", principalmente in ogni momento, la divisione dell'eredità. Sono fatti salvi soltanto i casi in cui gli eredi sono "tenuti per contratto o per legge a rimanere in comunione".
Gli eredi hanno la facoltà di stabilire contrattualmente il rinvio della divisione, e così facendo di accordarsi su una cosiddetta comunione ereditaria continua. Un contratto che esclude la divisione a tempo indeterminato è però in contraddizione con il diritto spettante a ogni erede di richiedere in ogni momento la divisione dell'eredità, e quindi non può ostacolare un'azione di divisione. Una comunione ereditaria continua può essere motivata dal voler impedire la vendita di un oggetto ereditario importante, come ad esempio di un'immobile. Una proroga della divisione legale è inoltre prevista nei casi in cui si deve usare riguardo nei confronti di discendenti minorenni (cfr. art. 12 della legge federale del 4 ottobre 1991 sul diritto fondiario rurale, LDFR; RS 211.412.11).
In presenza di più eredi sorge fra i medesimi fino alla divisione una "comunione di tutti i diritti e di tutte le obbligazioni" (art. 602 cpv. 1 CC). In virtù della forma della comunione ereditaria, che è quella di una comunione di proprietari di tutti i beni della successione, gli eredi devono intraprendere tutte le azioni di rappresentanza e d'amministrazione "in comune", vale a dire all'unanimità (art. 602 cpv. 2 CC). L'esigenza di agire in comune è giustificata dal punto di vista politico, poiché mira a proteggere la comunione da iniziative straordinarie dannose da parte di singoli eredi (DTF 121 III 121 consid. 3). Naturalmente, l'esigenza dell'unanimità può portare all'incapacità di agire, segnatamente in caso di disaccordo fra i coeredi, oppure se una distanza geografica li separa. Per questi casi l'articolo 602 capoverso 3 CC prevede l'istituzione di un rappresentante della comunione ereditaria. Secondo tale disposizione, ogni coerede ha il diritto di richiedere presso l'autorità competente la nomina di un rappresentante della comunione ereditaria fino alla divisione dell'eredità.
In questo modo, l'esigenza dell'unanimità non impedisce la divisione e, in caso di disaccordo fra i coeredi, può essere nominato un rappresentante della comunione. Gli eredi hanno la facoltà, di comune accordo, di far continuare la comunione ereditaria - anche a lungo termine - al fine di mantenere l'insieme degli oggetti di successione. I relativi motivi sono molteplici e non di per sé indesiderati. L'istituzione di termini obbligatori per lo scioglimento della comunione ereditaria costituirebbe un'ingerenza sproporzionata nell'autonomia privata. Se l'eredità comprende immobili abitabili o utilizzabili in un altro modo e ben situati, di norma gli eredi stessi hanno un interesse finanziario a non lasciarli vuoti, o perlomeno ad affittarli. L'assunzione di un fondo da parte di uno o di singoli eredi spesso fallisce per la mancanza di mezzi finanziari sufficienti per compensare gli eredi rimanenti. In questi casi s'impone la vendita del fondo. Il Consiglio federale è tuttavia consapevole che l'autrice della mozione affronta un problema importante. Pertanto, il 20 gennaio 2010 ha trasmesso al Parlamento una revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio (10.019), che obbliga i cantoni ad adottare le misure necessarie affinché le zone edificabili siano utilizzate conformemente alla loro destinazione, riducendo così la tesaurizzazione del suolo (FF 2010 967 art. 15a).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.