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11.3449 · Mozione · 2011-04-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di emanare, in collaborazione con i cantoni, misure di risparmio energetico nel settore degli edifici. Saranno in particolare fissate le seguenti regole:

1. La Confederazione emana standard energetici minimi applicabili agli edifici nuovi e a quelli vecchi da ristrutturare. Gli standard devono corrispondere ai seguenti valori:

- edifici nuovi: casa a energia zero o casa a bilancio energetico positivo;

- edifici vecchi da ristrutturare: attuale standard per le nuove costruzioni, secondo le prescrizioni tipo cantonali nel settore degli edifici (standard MuKEn).

2. La Confederazione incentiva la ristrutturazione di vecchi edifici con almeno 1 centesimo per chilowattora di energia consumata in tutta la Svizzera. Inoltre, adotta delle misure per accelerare il risanamento energetico di edifici costruiti cinquanta o più anni fa.

Se entro i prossimi cinque anni i cantoni non avranno emanato le norme corrispondenti per gli edifici, dovranno essere sottoposti al Parlamento il progetto di una legge e di un eventuale emendamento della Costituzione.

Begründung

Il settore degli edifici offre un enorme potenziale di risparmio energetico. Quello maggiore risiede nei vecchi edifici. Tuttavia, attualmente tale opzione non è sfruttata in modo ottimale. Con 125 terawattori per anno (per il riscaldamento, l'acqua calda e l'elettricità), gli edifici svizzeri consumano il 50 per cento circa dell'energia totale utilizzata in Svizzera. Con un'impiantistica all'avanguardia nel settore degli edifici, sarebbe possibile ridurre in modo considerevole il consumo energetico. Ristrutturando il 2 per cento del parco immobiliare svizzero, si potrebbero risparmiare 2,5 terawattora; se poi la stessa percentuale di edifici venisse ristrutturata secondo lo standard di casa a bilancio energetico positivo, il risparmio energetico salirebbe a 3,5 terawattora per anno. In questo modo, nell'arco di dieci anni, sarebbe addirittura possibile sostituire tutte le centrali nucleari.

L'attuazione di soluzioni innovative nel settore degli edifici avanza lentamente nei cantoni. Il modello delle prescrizioni tipo cantonali nel settore degli edifici (MuKEn) fissa norme minime di livello troppo basso per le nuove costruzioni. Inoltre, l'attuazione varia da un cantone all'altro (cfr. rapporto sullo stato della politica energetica nei cantoni, Berna luglio 2010). Sono necessarie prescrizioni federali a livello nazionale, anche se le misure relative agli edifici, di cui all'articolo 89 capoverso 4 della Costituzione federale, risultano essere di competenza dei cantoni.

I vecchi edifici offrono un grande potenziale di risparmio. Tuttavia, in questo settore, oltre a introdurre l'obbligo di risanamento nel rispetto delle particolarità architettoniche, la Confederazione dovrà erogare ulteriori contributi finanziari.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

A seguito degli eventi verificatisi in Giappone, il 23 marzo 2011 il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di mettere a punto nuovi scenari energetici nonché piani d'azione e di provvedimenti. I lavori vertono in particolare sui seguenti tre scenari, rilevanti in termini di approvvigionamento elettrico: mantenimento dell'attuale mix di corrente elettrica ed eventuale sostituzione anticipata delle tre centrali nucleari più vecchie, a garanzia della maggiore sicurezza possibile (variante 1); nessuna sostituzione delle centrali nucleari esistenti al termine del loro ciclo di vita (variante 2); abbandono anticipato del nucleare, le attuali centrali nucleari verranno disattivate prima del termine del loro ciclo di vita (variante 3).

Sulla base dei risultati di questi lavori, il 25 maggio 2011 il Consiglio federale si è espresso a favore di un futuro approvvigionamento elettrico sulla base della variante 2. In vista del nuovo orientamento della politica energetica, entro l'autunno 2011 il Consiglio federale esaminerà una serie di misure che contribuiranno ad attuare la variante 2.

In questo contesto va osservato che, secondo l'articolo 89 capoverso 4 della Costituzione federale (Cost.; RS 101), le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono in primo luogo ai cantoni. Per fissare nella legislazione federale standard minimi per le nuove costruzioni e per il risanamento di vecchi edifici è necessario un emendamento costituzionale. Sempre sotto l'egida dei cantoni, questi ultimi e la Confederazione collaborano in modo intenso per attuare misure efficaci volte a ridurre il consumo energetico nel settore degli edifici. Le prescrizioni tipo cantonali nel settore degli edifici (MuKEn 2008) sono, ad esempio, frutto di questa collaborazione.

Il Consiglio federale è d'accordo con l'autrice della mozione sulla necessità di creare incentivi per accelerare il risanamento energetico e, in particolare, la sostituzione dei vecchi edifici. Il collegio è tuttavia dell'opinione che occorre in primo luogo sfruttare in modo coerente gli strumenti esistenti, ottimizzandoli quando necessario. Attualmente, il Parlamento sta cercando, per esempio, di rafforzare l'efficacia del programma Edifici, proponendo eventualmente un aumento dei fondi da 200 a 300 milioni di franchi nel quadro della legge sul CO2. Per quanto concerne questo esempio, occorrerà poi ridefinire, d'intesa con i cantoni, come utilizzare in modo ottimale i mezzi supplementari.

Infine, il Consiglio federale rimanda alle sue risposte alle due mozioni del gruppo liberale-radicale 10.3717, "Incentivare il risanamento energetico e la sostituzione di vecchie costruzioni", e 10.3718, "Edifici efficienti dal punto di vista energetico entro il 2040".

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.