11.3865 · Interpellanza · 2011-09-28
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In prosecuzione dell'interpellanza 11.3864, "Rischi economici delle centrali nucleari (parte 1)", pongo le seguenti ulteriori domande:
1. I grandi gruppi energetici, in quanto azionisti, sono al corrente della sottocapitalizzazione delle centrali nucleari e si dichiarano pronti a sostenerne i rischi economici, a rispondere sul piano della responsabilità civile e a iniettare capitali quando necessario. Ciò significa che questi grandi gruppi energetici coprono con l'intero loro capitale i rischi delle centrali nucleari. Si pongono quindi le seguenti domande:
Che cosa accadrebbe se il capitale degli azionisti delle centrali nucleari non fosse sufficiente a coprire i danni di un incidente? In questo caso sarebbero chiamati a rispondere i loro stessi azionisti, cioè i cantoni? Sussisterebbe anche una responsabilità finanziaria dei membri dei Consigli d'amministrazione delle società esercenti? Chi, o quale capitale, coprirebbe in questo caso gli altri rischi dei gruppi energetici?
2. Le centrali nucleari sono tenute ad alimentare il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento. A questo riguardo accreditano ai fondi ogni anno un rendimento sugli investimenti del 5 per cento, sebbene ormai da tempo i mercati non consentano di ottenere simili rendimenti e sebbene la situazione non sia destinata a cambiare neanche nei prossimi anni. L'attribuzione contabile ai fondi non rispecchia quindi il rendimento effettivo ottenuto. Ne risulta una crescente sottocopertura, che a sua volta rappresenta un crescente rischio finanziario per i gruppi energetici e i cantoni. Si pongono le seguenti domande:
A quanto ammontano attualmente i deficit di copertura delle centrali nucleari? Chi verrebbe chiamato a coprire il deficit di copertura nel caso in cui una centrale nucleare dovesse essere disattivata anticipatamente, vale a dire prima della fine del ciclo di vita previsto? Il Consiglio federale condivide l'opinione che le centrali nucleari debbano accreditare ai fondi solamente i rendimenti realmente conseguiti e non quelli contabili, e che debbano indicare nei loro bilanci i deficit di copertura come "impegni"?
3. Come si pone il Consiglio federale di fronte al fatto che l'energia elettrica di origine nucleare può essere fatta passare per economica solamente perché i suoi costi di produzione non contengono tutti gli elementi di costo? In che misura il Consiglio federale reputa accettabile che questa rappresentazione della realtà sia promossa con il denaro degli utenti e degli azionisti?
Stellungnahme des Bundesrates
Le cinque centrali nucleari svizzere sono di proprietà di società anonime secondo il diritto svizzero. Si tratta delle centrali nucleari di Beznau I e II (proprietario: Axpo AG), di Gösgen (proprietario: Kernkraftwerk Gösgen-Däniken AG), di Leibstadt (proprietario: Kernkraftwerk Leibstadt AG) e di Mühleberg (proprietario: BKW FMB AG). La legge sulla responsabilità civile in materia nucleare (LRCN; RS 732.44) e l'ordinanza sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento (OFDS; RS 732.17) costituiscono due normative ad hoc per due settori di notevole rilevanza finanziaria.
1. La responsabilità civile degli azionisti è disciplinata dal Codice delle obbligazioni (CO; RS 220). Secondo il diritto svizzero in materia di società anonime, gli azionisti, di regola, non sono personalmente responsabili dei debiti della società e la società anonima risponde di tali debiti solamente con il patrimonio sociale (cfr. art. 620 CO).
Gli amministratori sono tenuti ad adempiere i loro compiti con ogni diligenza e a salvaguardare secondo buona fede gli interessi della società (art. 717 cpv. 1 CO). Ai sensi dell'articolo 754 capoverso 1 CO, essi sono responsabili, sia verso la società sia verso i singoli azionisti e creditori della stessa, del danno loro cagionato mediante la violazione, intenzionale o dovuta a negligenza, dei doveri loro incombenti. Per gli amministratori designati da una corporazione di diritto pubblico (p. es. un cantone), quest'ultima risponde verso la società, gli azionisti e i creditori al posto del suo rappresentante (art. 762 cpv. 4 CO).
La LRCN stabilisce che l'esercente di un impianto nucleare risponde in modo illimitato, vale a dire con tutto il suo patrimonio, dei danni nucleari causati dal suo impianto. Egli deve inoltre dimostrare di disporre di una copertura assicurativa (attualmente 1 miliardo di franchi). Per danni che vanno oltre questa somma, la Confederazione può mettere a disposizione ulteriori risorse finanziarie, nel quadro di un indennizzo di grande portata che deve essere deciso dal Parlamento.
2. Secondo l'articolo 31 della legge federale sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1), gli esercenti degli impianti nucleari sono tenuti a smaltire a proprie spese e in modo sicuro le scorie radioattive da essi prodotte. I costi per la disattivazione delle centrali nucleari, nonché i costi per lo smaltimento delle scorie radioattive che insorgono dopo la disattivazione delle centrali stesse, sono coperti da due fondi indipendenti: il fondo di disattivazione e il fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Entrambi i fondi sono alimentati con contributi versati dagli esercenti e sono sottoposti alla vigilanza del Consiglio federale.
Conformemente all'articolo 4 OFDS, il presunto ammontare dei costi di disattivazione e di smaltimento è calcolato ogni cinque anni, per ogni impianto nucleare, sulla base delle indicazioni del proprietario, la prima volta al momento dell'entrata in servizio. Le commissioni dei fondi stabiliscono ogni cinque anni, sulla base di un nuovo calcolo dei costi di disattivazione e di smaltimento, i contributi da versare annualmente nei due fondi. Conformemente all'articolo 8 capoverso 5 OFDS, il calcolo dei contributi si basa su un reddito del capitale del 5 per cento e un tasso di rincaro del 3 per cento, corrispondenti a un interesse reale del 2 per cento.
Per il fondo di disattivazione, il reddito del capitale nel periodo 1985-2010 è stato in media pari a +4,56 per cento all'anno. Tenendo conto del tasso di rincaro effettivo, pari a +1,62 per cento l'anno, l'interesse reale medio annuo risulta pari a +2,94 per cento, ed è quindi, a fine 2010, superiore di +0,94 punti percentuali al tasso di interesse reale del 2 per cento utilizzato per il calcolo dei contributi da versare in tale fondo. Alla fine del 2010, il capitale accumulato nel fondo ammontava a 1331 milioni di franchi. Sulla base di un reddito del capitale del 5 per cento e un tasso di rincaro del 3 per cento, a fine 2010 risultava complessivamente uno scoperto di 9,1 milioni di franchi.
Per il fondo di disattivazione, il reddito del capitale nel periodo 2002-2010 è stato in media pari a +1,78 per cento all'anno. Tenendo conto del tasso di rincaro effettivo, pari a +0,88 per cento l'anno, l'interesse reale medio annuo risulta pari a +0,9 per cento, ed è quindi, a fine 2010, inferiore di -1,1 punti percentuali al tasso di interesse reale del 2 per cento utilizzato per il calcolo dei contributi da versare in tale fondo. Alla fine del 2010, il capitale accumulato nel fondo ammontava a 2821 milioni di franchi. Sulla base di un reddito del capitale del 5 per cento e un tasso di rincaro del 3 per cento, a fine 2010 risultava complessivamente un'eccedenza di 59,7 milioni di franchi.
L'OFDS disciplina il calcolo dei costi e la fissazione dei contributi in modo tale che al momento della messa fuori esercizio di una centrale nucleare i contributi dovuti risultino versati integralmente e i costi complessivi di disattivazione e di smaltimento siano coperti, tenuto conto dell'interesse sul patrimonio dei fondi e dei deflussi di capitale. Per quanto riguarda le pretese che possono essere fatte valere, le prestazioni dei fondi e l'obbligo di effettuare versamenti supplementari si rimanda alla risposta del Consiglio federale alla mozione Noser 11.3996, "Addossare i costi di disattivazione e di smaltimento delle centrali nucleari conformemente al principio di causalità".
Se, in seguito agli sviluppi sui mercati finanziari, il capitale accumulato dovesse venirsi a trovare, in occasione di due chiusure consecutive di bilancio al 31 dicembre, al di sotto di una banda di oscillazione definita dalla Commissione d'amministrazione, i contributi annui fissati per un periodo quinquennale sarebbero ridefiniti nel quadro di una tassazione intermedia. I mezzi finanziari mancanti devono essere versati a posteriori dagli esercenti. In caso di eccedenza, questi ultimi hanno diritto a un rimborso da parte dei fondi. Nei rapporti e nei rendiconti annuali dei fondi non sono indicati i redditi contabili dei capitali, ma il valore effettivo dei fondi nonché l'entità dello scoperto o dell'eccedenza.
3. Come tutte le società, anche imprese del settore elettrico sono tenute, ai sensi della legge federale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241), a non dare indicazioni inesatte o fallaci sui loro prodotti (art. 3 let. b LCSI). Nel rapporto del maggio 2008 in risposta al postulato Ory 06.3714, del 14 dicembre 2006, il Consiglio federale si è espresso in merito ai costi di produzione dell'energia delle centrali nucleari esistenti. In tale rapporto ha fatto riferimento, fra l'altro, ai dati contenuti nei rapporti d'attività delle società esercenti.
Risposta del Consiglio federale.