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11.3972 · Mozione · 2011-09-29

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di avviare negoziati con i Paesi limitrofi (Germania, Italia, Francia, Austria), in collaborazione con i cantoni frontalieri interessati, per permettere a questi ultimi di creare con le regioni estere adiacenti al loro territorio zone economiche e promozioni economiche comuni caratterizzate da condizioni quadro unitarie per l'insediamento delle imprese, in particolare per quanto concerne l'aliquota di imposta.

Begründung

Come lo illustrano i progetti infrastrutturali finanziati talvolta dalla Confederazione nella regione franco-valdo-ginevrina, numerosi cantoni sono legati alle regioni estere confinanti da un destino comune.

Da alcuni anni, però, queste regioni si sviluppano in modo molto disuguale dal punto di vista economico. Mentre le imprese s'istallano in grande stile in Svizzera approfittando delle condizioni quadro decisamente vantaggiose, soprattutto in ambito fiscale, i comuni di oltreconfine devono accontentarsi delle forze lavoro che non possono permettersi i prezzi esorbitanti delle abitazioni in Svizzera, divenendo così delle vere e proprie città dormitorio.

La creazione di zone economiche comuni consentirebbe di armonizzare il livello economico di una regione e contribuirebbe a porre fine alle ostilità reciproche, garantendo sia alle regioni estere sia ai nostri cantoni una prosperità comune. Questa intesa potrebbe essere di grande aiuto anche nel quadro degli importanti negoziati che la Svizzera dovrà condurre con i Paesi limitrofi come la Francia, sostenendo in tal modo gli interessi del nostro Paese. Il progetto proposto dall'autore della presente mozione consentirebbe infine di anticipare la futura politica economica degli Stati dell'UE, attualmente in preparazione, che non mancherà di influenzare la politica economica della Svizzera.

In linea di principio, spetta ai cantoni definire le proprie politiche economiche. La Confederazione non ha alcuna competenza in materia salvo per i casi previsti dalla Costituzione. La presente mozione comprende tuttavia elementi di politica internazionale e di politica fiscale poiché prevede di unificare le condizioni quadro sull'insediamento delle imprese tra le regioni di Paesi diversi, soprattutto in materia fiscale. Inoltre, non è interessata dall'Accordo di Karlsruhe sulla cooperazione transfrontaliera fra le collettività territoriali ed enti pubblici locali. Secondo l'autore della mozione, la Confederazione dispone pertanto delle competenze necessarie per avviare i negoziati corrispondenti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il mantenimento e lo sviluppo delle relazioni con gli Stati limitrofi, con un'attenzione particolare alla cooperazione transfrontaliera, rientrano tra le priorità della politica estera svizzera. Il Consiglio federale condivide l'idea che l'economia transfrontaliera e le relazioni transfrontaliere in generale vadano viste in una dimensione regionale. Occorre pertanto eliminare, nei limiti del possibile, l'ostacolo rappresentato dalla frontiera. I numerosi accordi bilaterali conclusi dalla Svizzera, segnatamente con l'Unione europea, hanno aumentato notevolmente le possibilità di cooperazione e scambio transfrontalieri, spianando la strada alla crescita economica. Anche i cantoni e i comuni si adoperano, nell'ambito di organismi regionali, per facilitare la vita economica, sociale e culturale nelle zone di confine. Sulla scia di questi progressi, che consentono uno sviluppo più armonioso delle zone transfrontaliere, è necessario anche migliorare la qualità di vita dei residenti e degli operatori economici delle regioni di confine.

Per permettere uno sviluppo equilibrato delle regioni transfrontaliere e facilitare gli scambi è necessario armonizzare, nei limiti del possibile, l'insieme delle condizioni quadro. La Confederazione si adopera in vari settori a tal fine, anche al di là delle frontiere, ad esempio nell'ambito dello sviluppo dei trasporti pubblici regionali transfrontalieri. Questo lavoro è svolto al fianco dei cantoni che, grazie alle loro competenze, godono di un ampio margine di manovra in materia di cooperazione transfrontaliera.

L'organizzazione regolare di dialoghi transfrontalieri e il coinvolgimento della Confederazione negli organi transfrontalieri esistenti sono risposte pragmatiche e adattate alle necessità specifiche delle regioni di confine. Questo approccio permette di rispettare il principio di separazione delle competenze tra la Confederazione e i cantoni e completa le iniziative a livello cantonale. Tra i numerosi esempi di iniziative cantonali spicca l'importante ruolo svolto dalle camere di commercio per lo sviluppo economico regionale. Altre iniziative delle collettività locali coronate da successo sono il vademecum, la guida alla bilocalizzazione o ancora il networking transfrontaliero. Infine, mediante la perequazione finanziaria, ogni anno ai cantoni di confine sono trasferiti fondi federali, che possono essere impiegati per misure transfrontaliere.

In passato sono state avviate iniziative volte a facilitare la creazione di zone economiche transfrontaliere franco-svizzere o germano-svizzere. Tali iniziative si sono però scontrate con il problema della coerenza delle condizioni quadro nazionali. È in seno agli organi di cooperazione transfrontaliera che la Confederazione, al fianco dei cantoni, può intervenire per cercare soluzioni ai problemi risultanti dalle condizioni quadro differenti da una parte e dall'altra della frontiera. Questo approccio ha già portato i suoi frutti e resta un canale privilegiato per discutere dei problemi transfrontalieri con i nostri vicini.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.