11.4112 · Mozione · 2011-12-21
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
La legge militare è modificata in funzione della rinuncia alla consegna dell'arma d'ordinanza ai militari per la custodia al domicilio.
Begründung
In molti casi, le misure introdotte durante e dopo la campagna in vista della votazione sull'iniziativa popolare "per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi", volte a ridurre i rischi inerenti alla custodia delle armi d'ordinanza al domicilio, comportano un notevole onere amministrativo o stridono con la legislazione in materia di protezione dei dati. Inoltre, in servizio militare è molto facile trafugare munizioni da portare con sé al domicilio. Come dimostrato da quanto avvenuto a St. Léonard il 4 novembre 2011, le suddette misure non impediscono il verificarsi di errori. A ciò si aggiunge che tutte le verifiche previste sono inefficaci nei confronti di detentori di armi che non presentano un comportamento appariscente. Il futuro omicida di Corinne Rey-Bellets e del fratello Alain avrebbe superato tutti i test e sarebbe passato attraverso qualsiasi trafila.
Sulla base delle esperienze sopraesposte, ma anche in considerazione del fatto che una nuova trattazione della questione da parte della nuova compagine parlamentare è legittima e doverosa, il gruppo dei Verdi auspica nuovamente che le armi d'ordinanza siano confinate negli arsenali. L'eventuale obiezione che la summenzionata iniziativa è stata respinta dalla maggioranza del popolo non sarebbe pertinente poiché la serie di istanze contemplate nell'iniziativa superava di molto quanto richiesto in questa sede.
La credibilità della politica di sicurezza è commisurata non da ultimo all'impegno in favore di un "disarmo" delle economie domestiche svizzere. La presunta "antica tradizione federale", regolarmente proclamata, di trasformare il guardaroba domestico in un deposito di armi è stata in realtà ideata soltanto negli ultimi venticinque anni del XIX° secolo. La consegna alla truppa di munizioni da custodire al domicilio ha luogo, a prescindere da alcune eccezioni, soltanto dai drammatici avvenimenti del maggio 1940. Ciò che allora era ancora sensato dal punto di vista militare è oggi completamente anacronistico. A ciò si aggiunge che la diminuzione generale del controllo sociale e l'aumentata potenza di fuoco del fucile d'assalto acuiscono in maniera drammatica i rischi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Negli scorsi anni il Consiglio federale si è occupato in maniera approfondita della sicurezza della gestione delle armi d'ordinanza e ha concretizzato numerose misure di ottimizzazione. L'arma personale può ad esempio essere depositata presso un arsenale su base volontaria, gratuitamente e senza indicazione di motivi. Prima della consegna di un'arma personale si accerta se il militare presenta un potenziale di violenza; se ciò è il caso, la consegna di un'arma personale non è autorizzata. La munizione di tasca non è più consegnata in custodia. I comandanti di circondario possono ritirare preventivamente l'arma personale ai militari se sussistono indizi di un imminente uso abusivo dell'arma. Chi, al proscioglimento dal servizio militare, intende ricevere in proprietà l'arma personale deve essere in possesso di un permesso d'acquisto di armi.
Nel messaggio del 16 dicembre 2009 concernente l'iniziativa popolare "per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi" il Consiglio federale ha illustrato i motivi per cui è opportuno "mantenere di principio la custodia a domicilio dell'arma d'ordinanza" (FF 2010 131, segnatamente 151-152).
In occasione della campagna in vista della votazione sull'iniziativa popolare la tematica è stata oggetto di accesi dibattiti in Parlamento e in seno all'opinione pubblica. Il popolo e i cantoni hanno chiaramente respinto l'iniziativa popolare il 13 febbraio 2011. Nonostante i fatti menzionati dagli autori della mozione, il Consiglio federale non ravvisa alcun motivo di sottoporre a una nuova verifica la consegna ai militari dell'arma d'ordinanza per la custodia al domicilio.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.