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12.3074 · Interpellanza · 2012-03-05

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. Perché il Consiglio federale ha deciso di autorizzare, a partire dal 1° luglio 2011, l'eliminazione degli scarti della pesca nei laghi?

2. Quali effetti si aspetta il Consiglio federale dall'eliminazione degli scarti della pesca nei laghi sulla biodiversità delle acque, in particolare su specie come il cormorano?

3. Che ne sarà delle acque dove in passato gli scarti venivano eliminati legalmente al di fuori delle stesse, generando per anni costi notevoli per i pescatori professionisti?

4. Perché il Consiglio federale non ha autorizzato solamente l'eliminazione di scarti della pesca professionale, bensì anche della pesca amatoriale?

5. Come intende garantire che saranno smaltiti esclusivamente scarti delle acque di provenienza se è addirittura consentito trasportare scarti provenienti da abitazioni private e aziende piscicole per eliminarli nel lago?

Begründung

Per rispondere ad alcuni interrogativi sollevati dalla presenza del cormorano l'UFAM ha commissionato uno studio sulla prevenzione (ZHAW 2010). Questo studio dimostra che ogni anno nel lago di Neuchâtel vengono eliminate circa 100 tonnellate di scarti della pesca. In passato questa pratica era illegale. Stando agli esperti, ha fatto sì che gli scarti della pesca professionale servissero da cibo per oltre 300 coppie nidificanti di cormorani del lago di Neuchâtel.

Conformemente all'ordinanza concernente l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale (OESA), emanata il 25 maggio 2011 dal Consiglio federale, i pescatori professionisti e amatoriali possono eliminare nelle acque di provenienza gli scarti dell'eviscerazione dei pesci, ad esempio prima di tornare a casa. Il veterinario cantonale può addirittura consentire di eliminare a posteriori nelle acque di provenienza gli scarti prodotti presso abitazioni private o aziende piscicole.

Per quanto concerne gli effetti sulla biodiversità, è assurdo che i pescatori professionisti e amatoriali ora possano di fatto dare da mangiare ai cormorani e allo stesso tempo chiedere che si intervenga contro questi uccelli. Il Tribunale amministrativo federale, nella sua sentenza del 20 aprile 2011 riguardo ai cormorani del lago di Neuchâtel, ha peraltro stabilito che i pescatori non dovrebbero più gettare nel lago i pesci feriti e non idonei alla vendita e che dovrebbero optare per un'altra modalità di eliminazione degli scarti, meno attraente per i cormorani.

Stellungnahme des Bundesrates

La pratica di eliminare gli scarti della pesca professionale e amatoriale nei laghi svizzeri varia da regione a regione. Mentre i cantoni della Svizzera francese tradizionalmente consentono di eliminare gli scarti della trasformazione dei pesci nei laghi, i cantoni della Svizzera tedesca lo hanno finora vietato, facendo riferimento alla legislazione sulla protezione delle acque. L'incidenza degli scarti della pesca sulla diffusione di epizoozie e l'inquinamento ambientale è controversa.

1. Su richiesta dei cantoni della Svizzera francese, con la revisione dell'articolo 24 capoverso 2 dell'ordinanza concernente l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale (OESA; RS 916.441.22), il Consiglio federale ha emanato delle disposizioni sulla gestione degli scarti della pesca lacustre in merito all'eliminazione degli scarti prodotti sulle barche utilizzate per la pesca e ha delegato ai cantoni il compito di regolamentare l'eliminazione degli scarti della trasformazione. Le nuove disposizioni prevedono che gli scarti dei pesci eviscerati a bordo delle barche utilizzate per la pesca possano essere eliminati nel lago. D'intesa con le autorità cantonali competenti in materia di pesca, i servizi veterinari cantonali possono altresì concedere l'autorizzazione di eliminare gli scarti della trasformazione dei pesci catturati (teste, ecc.) nel lago, anche qualora la trasformazione avvenga a terra. Le nuove disposizioni non modificano la pratica esistente da molti anni sui laghi della Svizzera francese, per contro aumentano la trasparenza.

2. A condizione che non venga ingerito pesce crudo proveniente direttamente dal lago, le epizoozie dei pesci non costituiscono alcun problema per l'uomo. È tuttavia possibile che venga favorita la diffusione di determinati parassiti dei pesci (ad es. la tenia, "ligula intestinalis"). La sorveglianza specifica è di competenza dei cantoni. È inoltre comprovato che gli scarti della trasformazione dei pesci sono un cibo apprezzato e facilmente accessibile per gli uccelli che si nutrono di pesci come il gabbiano reale e il cormorano. Occorre partire dal presupposto che questa offerta di cibo provochi un aumento artificiale delle popolazioni di uccelli nei pressi dei laghi. Pertanto, qualora un cantone intenda regolare la popolazione di cormorani in una riserva d'importanza nazionale per l'avifauna, l'autorità federale competente terrà conto anche della pratica cantonale in merito all'eliminazione degli scarti della pesca nel lago.

3. I cantoni che finora non consentivano ai pescatori professionisti di eliminare nei laghi gli scarti della trasformazione dei pesci catturati possono mantenere detto divieto.

4. Nell'OESA il Consiglio federale disciplina la gestione degli scarti della pesca professionale provenienti dalla trasformazione a terra e dei pesci eviscerati sulle barche utilizzate nell'ambito della pesca amatoriale e professionale. Se nella pratica dovessero sorgere problemi a questo proposito, il Consiglio federale è disposto a discutere nuovamente di una differenziazione delle disposizioni per mezzo di una revisione dell'articolo 24 capoverso 2 OESA.

5. Se i pescatori professionisti trasformano a terra i pesci catturati e contemporaneamente acquistano pesci provenienti ad esempio da acquacolture, in linea di principio non può essere garantito che nel lago vengano eliminati esclusivamente scarti della pesca delle acque di provenienza. I servizi veterinari cantonali sono pertanto tenuti a monitorare attentamente la pratica nei laghi, al fine di verificarne l'impatto sull'insorgenza.

Risposta del Consiglio federale.