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12.3147 · Interpellanza · 2012-03-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alla domanda seguente:

È disposto a commissionare uno studio sul rapporto percentuale fra neonati maschi e femmine (sex odds) riferito all'incidenza delle radiazioni ionizzanti nelle vicinanze delle centrali nucleari svizzere, adesso che sono soddisfatte le condizioni che lui stesso aveva formulato?

Begründung

I risultati di un lavoro di ricerca condotto da Kusmierz e Scherb e pubblicati nell'autunno del 2010 indicano un mutamento molto significativo del rapporto percentuale fra neonati maschi e femmine nelle vicinanze delle centrali nucleari. Dallo studio emerge che in un raggio di 35 chilometri attorno alle centrali nucleari svizzere le nascite di bambine sono inferiori del 4,2 per mille rispetto alla percentuale normale, mentre nell'area che comprende i due reattori nucleari di Beznau, il PSI di Villigen e il deposito intermedio di scorie radioattive di Würenlingen tale differenza è addirittura del 7,3 per mille. Durante l'ora delle domande del 6 dicembre 2010, il Consiglio federale aveva affermato di volersi occupare in modo approfondito di questi risultati preoccupanti solo dopo la pubblicazione dello studio di Kusmierz e Scherb su una rivista scientifica rinomata e se altri esperti si fossero espressi in merito. Nel frattempo ciò è avvenuto: lo studio è stato pubblicato su "Environmental Science and Pollution Research". Inoltre, uno studio commissionato dall'ufficio della sanità della Bassa Sassonia sul mutamento del rapporto percentuale fra neonati maschi e femmine nei pressi del deposito temporaneo di scorie nucleari di Gorleben ha confermato integralmente i risultati della ricerca condotta da Kusmierz e Scherb.

Stellungnahme des Bundesrates

L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è a conoscenza della pubblicazione dello studio condotto da Kusmierz e Scherb, che analizza il rapporto percentuale fra neonati maschi e femmine (sex odd) dagli anni 1950 fino agli inizi degli anni 2000. Gli autori hanno tentato di stabilire una relazione tra le variazioni temporali osservate e l'esposizione alle radiazioni ionizzanti.

In un'analisi dettagliata dello studio pubblicata nell'ottobre del 2011, la Commissione federale della radioprotezione e della sorveglianza della radioattività (CPR) giunge alla conclusione che le variazioni osservate sono assorbite dalle fluttuazioni naturali o non tengono conto di importanti fattori confondenti del rapporto percentuale fra neonati maschi e femmine. Nel suo parere (www.bag.admin.ch/ksr-cpr/04320/04356/04835/index.html?lang=fr), la CPR rileva altresì importanti lacune metodologiche che rendono lo studio poco attendibile.

Pertanto, le sue conclusioni non sono convincenti e non forniscono alcun argomento decisivo per mettere in dubbio le stime dei rischi pubblicate da organismi internazionali, quali la Commissione internazionale di radioprotezione (ICRP) o il comitato scientifico delle Nazioni Unite per lo studio degli effetti delle radiazioni ionizzanti (UNSCEAR).

Secondo il Consiglio federale, il rapporto percentuale fra neonati maschi e femmine non è un indicatore appropriato per identificare un aumento statisticamente significativo dei rischi legati alle radiazioni. È anche del parere che lo studio dell'UNSCEAR sugli effetti delle dosi d'esposizione dopo l'incidente di Fukushima e l'iniziativa europea MELODI (Multidisciplinary European Low Dose Initiative) sui rischi comportati dalle dosi ridotte permetteranno senza alcun dubbio di ottenere più risposte rispetto al finanziamento di un nuovo studio sul rapporto percentuale fra neonati maschi e femmine. Nel quadro dello studio dell'UNSCEAR (www.unscear.org/unscear/fr/fukushima.html), 60 esperti internazionali presenteranno nel 2013 all'Assemblea generale degli Stati membri un rapporto finale sulle dosi d'esposizione e gli effetti sulla salute dell'incidente di Fukushima. I principali temi di ricerca scientifica dell'iniziativa MELODI (www.melodi-online.eu) sono il rapporto tra dose ed effetto per l'insorgenza di tumori, la radiosensibilità individuale e l'incidenza di effetti diversi dal cancro provocati dall'esposizione a dosi ridotte. In questa piattaforma europea permanente, cui partecipa anche la Svizzera, sono integrate sia l'epidemiologia, sia la radiobiologia: la loro combinazione è essenziale per una comprensione consolidata degli effetti delle dosi ridotte e per una solida valutazione dei risultati di numerosi studi pubblicati.

Risposta del Consiglio federale.