12.3357 · Interpellanza · 2012-05-02
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Vista l'intenzione del gruppo lattiero Emmi di fabbricare una copia del nostro Gruyère AOC negli Stati Uniti, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
1. Come valuta e vede tale intenzione?
2. Quali misure potrebbero essere prese in particolare e soprattutto all'estero per evitare che le nostre denominazioni d'origine e i nostri prodotti su cui campeggia la croce svizzera siano esposti alla concorrenza di prodotti simili e suscettibili di indurre i consumatori in errore?
Begründung
L'intenzione, manifestata di recente dal gruppo lattiero Emmi, di fabbricare negli Stati Uniti un formaggio "Grand Cru Gruyère" ha provocato una levata di scudi soprattutto nella Svizzera romanda. A giusto titolo, considerato che il nostro Paese s'impegna sul piano internazionale, com'è stato il caso recentemente con l'Unione europea, per il riconoscimento e quindi la protezione delle nostre denominazioni d'origine (DOP-IGP). Non possiamo accettare che prodotti simili, recanti lo stesso nome, ma che nulla hanno in comune con l'originale, inducano i consumatori in errore e nuocciano alla reputazione e al posizionamento delle nostre DOP-IGP. Occorre pertanto prendere delle misure al fine di garantire la protezione dei prodotti del nostro territorio legati a una tradizione, non soltanto nel nostro Paese, bensì anche all'estero. Sul piano interno le basi legali in fase d'elaborazione nel quadro del progetto Swissness dovrebbero fornire risposte concrete a questo problema. A livello internazionale, i futuri negoziati per un accordo di libero scambio nonché quelli in corso in seno all'Organizzazione mondiale del commercio dovrebbero prendere in considerazione tale aspetto. Ne va della credibilità delle nostre denominazioni d'origine.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La Confederazione disapprova qualsiasi impiego della denominazione "Gruyère" per prodotti non conformi all'elenco degli obblighi della denominazione di origine protetta (DOP), sia in Svizzera che all'estero. L'utilizzo del termine "Gruyère" per un formaggio prodotto negli Stati Uniti rappresenta una minaccia per la reputazione del prodotto originale e per il suo posizionamento sui mercati esteri e non può che nuocere a tutta la filiera, Emmi compresa, essendo anch'essa attiva nella commercializzazione della DOP "Gruyère".
La Confederazione deplora questa situazione poiché si scontra con gli sforzi profusi dalla Svizzera in vista di proteggere, a livello internazionale, le indicazioni geografiche (IG è il termine che ingloba le DOP e le IGP), segnatamente il Gruyère. In effetti la Svizzera difende strenuamente le IG in seno all'OMC. Si è altresì impegnata molto per la protezione del Gruyère svizzero sul territorio dell'UE. Tale protezione è nel frattempo garantita dall'accordo sulla protezione delle DOP e delle IGP concluso con l'UE nel 2011. In generale, la Svizzera fa tutto il possibile per concludere accordi con Paesi terzi in materia di IG.
Tale posizione non mette in causa la strategia, che qualsiasi azienda elvetica può adottare, di produrre anche sui mercati esteri, ma ciò deve avvenire senza usurpare le denominazioni protette di prodotti svizzeri.
2. Secondo il principio di territorialità, il diritto svizzero non è applicabile all'estero. Tuttavia, la promozione delle DOP e delle IGP è cofinanziata dalla Confederazione attraverso la promozione delle vendite. Pertanto, indirettamente sarebbe il caso di esaminare se la Confederazione potrebbe ridurre o negare gli aiuti finanziari (in Svizzera e all'estero) alle persone che non rispettano le DOP e le IGP.
Per quanto concerne la difesa delle IG sul piano internazionale, l'accordo TRIPS (accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio) protegge le IG a livello mondiale. Secondo il principio di territorialità, la questione della protezione di un'IG è valutata da ciascun membro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Un membro può tuttavia accordare una protezione specifica alle IG di un Paese terzo seguendo la via bilaterale, come fa appunto la Svizzera. A questo proposito, il 1° settembre 2011 è entrato in vigore un accordo tra la Svizzera e la Russia concernente le IG di tutti i prodotti. Il 1° dicembre 2011 è entrato in vigore l'accordo concluso con l'UE, completando così gli allegati 7 (vino) e 8 (bevande spiritose) dell'Accordo agricolo. La Svizzera rivendica sistematicamente una protezione delle sue IG nel quadro dei negoziati di libero scambio ed è sempre disposta a concludere con altri partner accordi riguardanti in maniera specifica le IG.
Anche nella legge sull'agricoltura (RS 910.1; art. 16b) è stata integrata una disposizione sulla difesa delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche sul piano internazionale. In virtù di tale disposizione, la Confederazione sostiene le interprofessioni in questo ambito e può, a tal fine, assumersi una parte delle spese procedurali delle filiere.
Inoltre, il progetto Swissness (messaggio del 18 novembre 2009 concernente la modifica della legge sulla protezione dei marchi e una legge federale sulla protezione dello stemma della Svizzera e di altri segni pubblici) ha l'obiettivo di rafforzare la protezione delle indicazioni di provenienza. Con la creazione, ad esempio, del cosiddetto marchio geografico per le IG protette in Svizzera (di cui le DOP e le IGP) potrebbe essere più semplice ottenere la protezione per determinate IG in Paesi nei quali esse sono protette tramite marchi.
Risposta del Consiglio federale.