12.3780 · Mozione · 2012-09-25
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera deve avviare trattative con l'UE sui temi riguardanti lo scambio automatico di informazioni e l'apertura dei mercati delle prestazioni di servizi finanziarie.
Nel reciproco interesse, i quattro punti seguenti dovrebbero essere oggetto delle trattative:
a. L'introduzione immediata e ordinata dello scambio automatico di informazioni con tutti i Paesi dell'UE con termini transitori chiaramente definiti.
b. Una soluzione per una liquidazione senza burocrazia del passato, vale a dire per legalizzare patrimoni non in regola sotto il profilo fiscale provenienti da relazioni d'affari esistenti. Al riguardo occorre trovare una via di mezzo tra due ordinamenti giuridici del passato incompatibili. A seconda degli Stati, questa soluzione può differire.
c. L'attiva partecipazione della Svizzera negli sforzi europei alla lotta globale contro la sottrazione d'imposta.
d. La garanzia della reciproca apertura del mercato nel settore delle prestazioni di servizi finanziarie.
Begründung
Riguardo ai patrimoni non tassati, la Svizzera persegue attualmente una tattica difensiva. Sotto molti aspetti questa strategia è svantaggiosa in quanto:
1. Manca un segnale chiaro all'indirizzo degli attori dei mercati finanziari secondo cui l'accettazione e/o la gestione di patrimoni non tassati non è più accettabile. A causa di questa situazione, la piazza finanziaria e l'insieme dell'economia rischiano enormi danni finanziari e in termini di reputazione. In modo particolare, sulla base delle più recenti esperienze, non è da escludere che istituti di credito svizzeri cadano ancora in situazioni per le quali possano essere ricattati trascinando, a seconda delle circostanze, in spiacevoli situazioni anche la Confederazione.
2. Le conseguenze negative di queste macchinazioni irresponsabili per migliaia di impiegati di banca onesti sono insopportabili, tanto più che i top manager responsabili non vengono chiamati a rispondere delle loro azioni.
3. Siccome la Svizzera avvia negoziati solo quando si trova con le spalle al muro a causa della pressione internazionale, raramente ottiene concessioni per tutelare a lungo termine i suoi interessi. Questa situazione deve cambiare.
4. La piazza finanziaria necessita certezza del diritto e stabilità, per evolvere compatibilmente con il nuovo contesto internazionale e creare di conseguenza nuovi posti di lavoro e assicurare valore aggiunto in modo duraturo.
Questa ampia strategia del denaro pulito potrebbe fornire un contributo a favore dello sblocco delle trattative bilaterali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 16 dicembre 2009 il Consiglio federale ha approvato il rapporto "Indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari" e, il 22 febbraio 2012, il documento interlocutorio sulla strategia per una piazza finanziaria concorrenziale e conforme dal profilo fiscale. In questi documenti il Consiglio federale afferma che la Svizzera non deve accettare averi non tassati provenienti da altri Paesi. L'obiettivo di una piazza finanziaria conforme dal profilo fiscale potrà essere raggiunto mediante la conclusione di convenzioni sull'imposizione alla fonte, corroborati da una regolarizzazione del passato e da un'ampia imposizione dei redditi da capitale, dal miglioramento dell'assistenza amministrativa e giudiziaria secondo standard internazionali e dall'estensione degli obblighi di diligenza degli istituti finanziari. Come già nel quadro del parere alla mozione 12.3160, il Consiglio federale è sempre contrario allo scambio automatico di informazioni in materia fiscale perché tale scambio equivarrebbe a sopprimere la protezione della sfera privata e a scambiare un volume enorme di dati a prezzo di numerose difficoltà di ordine amministrativo. A parere dell'esecutivo, per garantire l'imposizione occorre privilegiare altri mezzi, meno pesanti e più efficaci, come, ad esempio , le convenzioni sull'imposizione alla fonte. Grazie al loro vasto campo di applicazione materiale e personale queste convenzioni garantiscono l'imposizione dei redditi e degli utili da capitale ritratti dai contribuenti di Stati partner.
Il Consiglio federale segue attentamente l'evoluzione della legislazione nell'UE. Si tratta segnatamente di aggiustamenti normativi, della collaborazione istituzionale (ad es. tra le autorità incaricate della sorveglianza) e di negoziati bilaterali volti a migliorare l'accesso al mercato, nel quadro ad esempio delle convenzioni sull'imposizione alla fonte. Come illustrato nel suo parere alla mozione 12.3160, il Consiglio federale non ritiene opportuno a questo stadio avviare negoziati con l'UE in vista della conclusione di un accordo sui servizi (finanziari). Un accordo di questo genere solleverebbe infatti tutta una serie di questioni di merito delicate, segnatamente per quanto riguarda le garanzie statali per le banche cantonali, il monopolio dell'INSAI e delle assicurazioni di edifici, l'autonomia in materia d'imposizione cantonale delle imprese nonché l'assistenza amministrativa fornita dalla Svizzera in ambito fiscale. L'UE ha inoltre già segnalato a più riprese di non essere affatto interessata alla conclusione di un accordo settoriale sui servizi. Si porrebbero peraltro questioni istituzionali di importanza cruciale, come ad esempio la questione di sapere se e come andrebbe recepito l'acquis dell'UE al di fuori dei settori direttamente toccati dall'accordo (ad es. nella politica in materia di concorrenza o di sussidi).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.