12.4069 · Postulato · 2012-12-06
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di pubblicare ogni cinque anni un rapporto sul carico, lo stress e il sovraccarico lavorativi, nonché sui costi diretti e indiretti che ne derivano per l'economia nazionale svizzera. Alla luce dei risultati del rapporto, Consiglio federale e Parlamento definiranno misure appropriate da attuare a fini di prevenzione.
Begründung
Secondo uno studio pubblicato nel novembre 2012 dalla Società di assicurazioni Zurich, per il 42 per cento dei cittadini svizzeri la mole degli impegni lavorativi costituisce la principale preoccupazione. Da un'indagine svolta dalla SUVA (la relativa pubblicazione Zukunftsstudie 2029/Perspective 2029 è disponibile solo in tedesco e in francese) emerge che il carico e lo stress lavorativi in futuro rappresenteranno il maggiore fattore di rischio sul lavoro. Gli obblighi legati all'attività lavorativa sono in costante aumento. Secondo un'indagine sullo stress svolta nel 2011 dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), un terzo delle persone attive in Svizzera soffrono di uno stress cronico negativo direttamente riconducibile al lavoro. Tra il 2001 e il 2011, il numero di persone colpite da stress permanente è passato dal 25,6 al 34,4 per cento; questo fenomeno interessa i lavoratori di ogni professione, settore o fascia di reddito.
Inoltre, lo stress e le sue conseguenze sul piano sanitario, sociale e finanziario non sono problematici soltanto per le persone direttamente colpite e il loro entourage. Secondo la SECO, i costi sociali dello stress ammontavano a 4 miliardi di franchi nel 2001 e a 10 miliardi nel 2011: nell'arco di dieci anni sono perciò più che raddoppiati!
Il Consiglio federale è incaricato si svolgere ogni cinque anni un rapporto sul carico, lo stress e il sovraccarico lavorativi. Si tratta in particolare di rilevarne i costi diretti e indiretti, analogamente a quanto fatto nel quadro dello studio sullo stress del 2001 (costi delle prestazioni mediche, dell'automedicazione e salariali legati alle assenze dal lavoro e alla minore produttività). Dal rapporto deve emergere anche l'andamento delle assenze dal lavoro in conseguenza del carico, dello stress e del sovraccarico lavorativi, ed esso deve dare indicazioni relative al numero di lavoratori e lavoratrici completamente estromessi dal mercato del lavoro. Inoltre il rapporto deve comprendere esempi di buona prassi di promozione della salute in seno alle imprese.
Alla luce dei risultati delle indagini sarà possibile definire correttivi appropriati e avviare un'efficace campagna di sensibilizzazione del pubblico o di prevenzione presso le aziende.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo gli studi più recenti circa un terzo dei lavoratori si sentono spesso o molto spesso stressati sul lavoro. Dal 1999 questa percentuale è cresciuta e dalle indagini svolte nei Paesi confinanti con la Svizzera emerge un quadro simile. Per questa ragione, con i disturbi del sistema mioscheletrico lo stress costituisce uno dei più frequenti problemi sanitari correlati al lavoro. Le autorità sanitarie riconoscono la gravità di questo fenomeno: ne seguono con attenzione gli sviluppi, indagandone cause e conseguenze, e mettendo a punto misure volte a promuovere la tutela della salute nelle aziende.
Come centro di competenze della Confederazione, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) effettua periodicamente rilevamenti su scala nazionale di dati concernenti le condizioni di lavoro e i disturbi alla salute. Svolge tale attività in collaborazione con l'Ufficio federale di statistica e la European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions (Eurofound). Dal 2002 l'indagine sulla salute in Svizzera comprende domande specifiche in relazione al carico lavorativo. Queste domande riguardano sia i disturbi psicologici sia quelli fisici. Inoltre la Svizzera partecipa regolarmente allo European Working Conditions Survey. Entrambi questi sondaggi vengono svolti con frequenza quinquennale.
Stabilire l'entità dei costi, per le aziende e l'economia, derivanti dalle singole cause di disturbi sul lavoro risulta oneroso e difficile. Soltanto nel settore degli infortuni professionali è disponibile un sistema di monitoraggio in grado di consentire stime affidabili. Le cause dello stress percepito sono diverse e gli effetti sulla salute e sulla produttività sono di vario tipo. Lo stress non è all'origine soltanto di depressioni da esaurimento (il cosiddetto burn-out), bensì anche di disturbi psicosomatici come quelli dell'appartato gastrointestinale o cardiocircolatorio. Lo stress è inoltre un importante fattore all'origine della comparsa e della cronicizzazione dei disturbi mioscheletrici come il mal di schiena. In che misura questi problemi sanitari siano da ricondurre allo stress può essere stabilito soltanto approssimativamente; ciò vale anche nel caso dei cali di produttività. Sono in corso accertamenti da parte della SECO in merito alla possibilità di rilevare nuovi dati relativi ai costi dei problemi sanitari causati dal lavoro. La loro eventuale pubblicazione sarebbe prevista per il 2013.
Il Consiglio federale ritiene che lo stress sul lavoro sia già sufficientemente monitorato mediante indagini approfondite e sistematiche concernenti i rischi sanitari sul lavoro. Inoltre un approccio integrato consente di confrontare le diverse cause di disturbi e la combinazione dei diversi fattori; ciò è particolarmente importante al fine di definire priorità d'intervento. Un'ulteriore analisi non comporterebbe maggiori conoscenze.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.