12.4070 · Postulato · 2012-12-06
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è pregato di valutare la necessità di trasformare l'attuale accreditamento speciale presso la Santa Sede in una vera e propria rappresentanza diplomatica a Roma. Il disbrigo degli affari quasi esclusivamente in via accessoria come avvenuto finora non è più sufficiente.
Begründung
Dei 193 Stati rappresentati in seno all'ONU, circa 170 sono accreditati presso la Santa Sede. Oltre 70 dispongono inoltre di una rappresentanza a Roma. I nostri vicini, ma anche grandi potenze come gli Stati Uniti e la Russia nonché Stati di tradizione non cristiana come l'Egitto, Israele o l'Indonesia, hanno aperto un'ambasciata. Ciò acquista un'importanza sempre maggiore soprattutto per quanto riguarda le questioni legate ai diritti dell'uomo. In Svizzera la nunziatura è presente dal 1586 e il nostro Paese garantisce a sua volta da più di 500 anni la protezione personale del Papa con la guardia svizzera pontificia. Anche e soprattutto per questo motivo risulta incomprensibile la mancata osservanza della consuetudine della reciprocità da parte della Svizzera. A prescindere dalle ragioni summenzionate, anche i gravi problemi del nostro tempo richiedono un rafforzamento della presenza presso la Santa Sede. Il ruolo sempre più importante della religione nella politica internazionale e l'aumento dei conflitti interreligiosi sono incontestabili. In tutte le questioni riguardanti i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, in particolare la libertà di credo, di coscienza e di religione, come pure il dialogo interculturale e interreligioso, il rapporto tra Stato secolare e religione e le sfide legate all'islam politico, la voce della Santa Sede, condivisa o meno, è importante. La Svizzera dovrebbe urgentemente rafforzare ancora di più la propria presenza nel luogo in cui si svolgono le principali discussioni in materia di diritti dell'uomo, religione ed etica. È nell'interesse del nostro Paese instaurare un dialogo permanente con la Santa Sede e far sì che i nostri punti di vista riguardo ai diritti dell'uomo e alle questioni politico-religiose abbiano un peso maggiore sul piano internazionale. Attualmente esistono condizioni ottimali per rafforzare le relazioni diplomatiche con la Santa Sede e far valere in maniera più concreta e più intensa la competenza della Svizzera nel punto d'intersezione tra politica, religione ed etica. La necessità di una maggiore presenza è evidente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Dal 2004 fino all'aprile 2010, l'ambasciata svizzera nella Repubblica Ceca era accreditata anche presso la Santa Sede (accreditamento parallelo). Dal maggio 2010 al settembre 2011 l'ambasciatore svizzero presso la Santa Sede risiedeva a Ginevra e ricopriva anche la funzione di osservatore permanente del Consiglio d'Europa presso l'Ufficio delle Nazioni Unite. Da allora, la rappresentanza svizzera presso la Santa Sede è assicurata da un ambasciatore residente a Berna accreditato esclusivamente presso la Santa Sede.
La Svizzera non costituisce un'eccezione: numerosi Stati, fra i quali vari Paesi europei, non dispongono di una rappresentanza direttamente presso la Santa Sede, come ad esempio la Norvegia (Berna), la Danimarca (Berna), l'Islanda (Helsinki) e il Liechtenstein (Vaduz). In base ai patti lateranensi stipulati nel 1929 tra l'Italia e la Santa Sede un ambasciatore responsabile per l'Italia e residente a Roma non può essere accreditato presso la Santa Sede. Oltre alla Santa Sede, la Svizzera non dispone di una propria ambasciata per esempio in Liechtenstein (ambasciatrice residente a Berna), in Lettonia (competenza dell'ambasciatore svizzero a Riga, Lettonia) o a Monaco (competenza dell'ambasciatore svizzero a Parigi), benché questi Stati vantino una rappresentanza bilaterale in Svizzera.
Le relazioni bilaterali tra la Svizzera e la Santa Sede sono ottime. Lo scambio su argomenti di interesse comune è perfettamente funzionante grazie a contatti diretti dell'ambasciatore svizzero da un lato e alle consultazioni politiche tra la direzione competente del DFAE e il sottosegretario presso la Segreteria di Stato della Curia romana dall'altro. Nel quadro delle ultime consultazioni, la discussione era incentrata sui diritti dell'uomo, l'abolizione della pena di morte, la libertà di religione e di credo e altre libertà fondamentali nonché sui principali dossier internazionali e la situazione nelle zone più fragili del pianeta. La guardia svizzera pontificia non solo dà visibilità alla Svizzera, ma fornisce alla Svizzera ufficiale presso la Santa Sede un canale d'accesso privilegiato a importanti interlocutori. Sono così assicurati la cronaca politica dal Vaticano e l'accesso privilegiato.
Senza risorse supplementari destinate allo sviluppo della rete esterna e tenendo conto degli obiettivi di risparmio, voluti anche dal Parlamento, nell'ambito del pacchetto di consolidamento e di verifica dei compiti (PCon 2014 ), l'apertura di una rappresentanza presso la Santa Sede a Roma comprometterebbe la realizzazione di alcuni obiettivi definiti nell'ambito della strategia di politica estera approvata dal Consiglio federale il 2 marzo 2012, quali il potenziamento delle ambasciate nelle regioni emergenti in Asia o negli Stati del Golfo. Ulteriori conseguenze potrebbero essere la riduzione delle prestazioni nei Paesi dell'UE e nei Paesi limitrofi rilevanti per la politica e l'economia della Svizzera.
Per quanto riguarda la politica estera, l'apertura di una rappresentanza svizzera presso la Santa Sede a Roma non costituisce attualmente una priorità. Le priorità del momento per la politica estera svizzera sono le regioni emergenti e i Paesi limitrofi.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.