12.4084 · Interpellanza · 2012-12-10
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
1. Il premier italiano Mario Monti ha indicato sabato 8 dicembre la propria volontà di dimettersi dopo l'approvazione delle leggi di stabilità e di bilancio. Ciò significa che il partner delle trattative per eventuali accordi fiscali con l'Italia viene a mancare. Non si sa cosa riservi il futuro politico della vicina Penisola, né, quindi, quali prospettive abbiano le trattative finora condotte che - secondo le ultime dichiarazioni - avrebbero potuto portare alla conclusione di accordi fiscali ancora prima di Natale.
2. Contemporaneamente è circolata anche in Italia, battuta dall'agenzia Adnkronos, la notizia che il Consiglio federale starebbe preparando l'ulteriore indebolimento del segreto bancario per i clienti stranieri della piazza finanziaria svizzera.
3. Sui media italiani continuano a circolare voci di accordi fiscali con la Svizzera con aliquote anche superiori al 30 per cento, eventualità che avrebbe conseguenze disastrose per la piazza finanziaria ticinese (ma non sarebbe vantaggiosa nemmeno per l'Italia, in quanto i capitali non dichiarati di cittadini italiani attualmente sulla piazza elvetica semplicemente si involerebbero per lidi "esotici", e il fisco della vicina Penisola rimarrebbe a bocca asciutta).
Chiedo al lodevole Consiglio federale:
1. Come giudica l'annuncio delle dimissioni del premier italiano Monti in relazione alle trattative fiscali tra Svizzera ed Italia? Non ritiene che esso costituisca un valido motivo per congelarle?
2. Corrisponde al vero che il Consiglio federale intende ulteriormente indebolire il segreto bancario per i clienti stranieri della piazza finanziaria svizzera? Per quali motivi ed in base a quali valutazioni? La conseguenza (prevedibilie) sarà un successivo analogo smantellamento del segreto bancario anche per i cittadini svizzeri?
3. È consapevole che notizie come quella di cui alla domanda precedente, così come pure le voci di accordi fiscali con l'Italia con aliquote inaccettabili - con l'Italia non è pensabile un'aliquota superiore al 10 per cento, - che stanno danneggiando la piazza finanziaria ticinese creando un'incertezza deleteria, rischiano di generare un fuggi-fuggi di clienti italiani con pesanti conseguenze occupazionali? Come intende rimediare a tale situazione?
Stellungnahme des Bundesrates
Nel mese di maggio del 2012 la Svizzera e l'Italia hanno rilanciato il dialogo bilaterale in materia finanziaria e fiscale mediante un comunicato stampa congiunto che definiva le priorità. Il 29 agosto 2012 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di condurre negoziati fiscali e finanziari con l'Italia.
1. La conclusione degli accordi fiscali per la regolarizzazione del passato e la tassazione futura dei redditi da capitale detenuti in Svizzera da residenti stranieri è parte della strategia del Consiglio federale per una piazza finanziaria concorrenziale e conforme sotto il profilo fiscale. Le dimissioni del presidente del Consiglio italiano costituiscono un elemento nuovo per i negoziati in corso. Il Consiglio federale ritiene prematuro trarre conclusioni sulle intenzioni del prossimo governo italiano. I negoziati con l'Italia si svolgono nel quadro della strategia del Consiglio federale per la piazza finanziaria e il Consiglio federale è tuttora del parere che sia possibile e necessario trovare una soluzione, al fine di rilanciare le relazioni bilaterali con il secondo partner commerciale più importante della Svizzera.
2. Per il Consiglio federale la protezione della sfera privata rimane un elemento centrale. Non bisogna tuttavia abusare del segreto bancario per occultare denaro proveniente da attività criminali o denaro non dichiarato. Con gli accordi di cooperazione in ambito di fiscalità e di mercati finanziari, la definizione di obblighi di diligenza mirati per gli intermediari finanziari e con l'assistenza amministrativa e giudiziaria secondo lo standard internazionale è possibile soddisfare in modo credibile questo principio. Il 14 dicembre 2012 il Consiglio federale ha incaricato il DFF di presentare all'inizio del 2013 un progetto sugli obblighi di diligenza delle banche per la consultazione.
3. Il Consiglio federale conosce la situazione della piazza finanziaria ticinese ed è consapevole delle possibili ripercussioni dovute alla diffusione di notizie infondate da parte della stampa internazionale. I negoziati sono condotti nel quadro del mandato definito dal Consiglio federale e in considerazione della strategia del Consiglio federale per una piazza finanziaria concorrenziale e conforme sotto il profilo fiscale.
Risposta del Consiglio federale.