13.3197 · Interpellanza · 2013-03-21
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
1. Quali conseguenze sulla protezione della natura e della biodiversità avrà la parificazione del kitesurfing agli altri sport acquatici?
2. Quali provvedimenti intende prendere il Consiglio federale per contrastare l'impatto di questo riconoscimento sulla natura?
3. Quali adeguamenti occorrono per proteggere la natura e, in particolare, le riserve protette per gli uccelli acquatici e migratori secondo l'ORUAM?
Begründung
Con l'accettazione di varie mozioni, il Parlamento ha deciso che il kitesurf deve essere parificato agli altri sport acquatici. A tale proposito, la CTT-S ha precisato che anche in caso di soppressione del divieto generalizzato del kitesurf sarebbe possibile definire delle zone acquatiche al cui interno la pratica di questo sport sarebbe interdetta, ad esempio per motivi di sicurezza o di protezione dell'ambiente. Fra i motivi di protezione dell'ambiente vi sono in particolare quelli di protezione della natura. Le zone lacustri protette, in particolare quelle previste nell'ordinanza sulle riserve d'importanza internazionale e nazionale d'uccelli acquatici e migratori (ORUAM) sono già oggi molto esigue e, inoltre, mancano le necessarie zone tampone. Di conseguenza, è importante che il Consiglio federale chiarisca gli effetti che il riconoscimento del kitesurf come sport acquatico avrà sul dimensionamento e sulle disposizioni di protezione delle zone lacustri protette e prepari gli adeguamenti necessari all'estensione di queste zone.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il kitesurf è potenzialmente invasivo per gli uccelli acquatici. Data la sua maneggevolezza, la tavola utilizzata può raggiungere velocità elevate. Inoltre, l'aquilone vola ad alta quota e cambia spesso direzione, impedendo agli uccelli acquatici di abituarvisi. Le specie che necessitano di tranquillità minacciate dai disturbi sono in particolare quelle degli uccelli acquatici che svernano sui laghi svizzeri e degli uccelli migratori che sostano sull'acqua nel periodo compreso tra settembre e aprile. La pratica del kitesurf nei pressi dei canneti rappresenta inoltre una fonte di disturbo non indifferente per gli uccelli acquatici che covano.
2. Il Consiglio federale raccomanda ai cantoni di elaborare piani di utilizzazione per tutti i laghi sui quali è permesso praticare questo sport. Nelle superfici acquatiche dove non è atteso un forte impatto del kitesurf sulla natura possono essere create zone adibite alla sua pratica, purché l'accesso all'acqua e la sicurezza siano garantiti in misura sufficiente. Nelle vicinanze di riserve di uccelli acquatici, zone naturali protette e zone ripuali sensibili, invece, occorre prevedere zone lacustri protette dove la pratica di tale attività è vietata. Affinché le zone protette possano essere controllate dall'autorità esecutiva, laddove la profondità dell'acqua lo consente, devono essere demarcate in modo visibile.
3. Considerato il grande disturbo che il kitesurf può arrecare alle riserve di uccelli acquatici e migratori, il Consiglio federale ha già emanato un divieto generale. Nelle regioni in cui tale impatto è limitato al punto tale da non impedire il raggiungimento degli obiettivi di protezione sono state accordate deroghe che consentono di praticare questo sport in determinate fasce orarie. Le autorità esecutive competenti dei cantoni sono tenute a verificare il rispetto delle disposizioni. Se i disturbi all'interno e attorno alle riserve di uccelli acquatici dovessero aumentare il Consiglio federale, in collaborazione con i cantoni interessati, esaminerebbe la possibilità di estendere le zone lacustri protette e formulerebbe proposte per integrarle nell'inventario federale in occasione della prossima revisione dell'ORUAM (ordinanza del 21 gennaio 1991 sulle riserve d'importanza internazionale e nazionale d'uccelli acquatici e migratori; RS 922.32).
Risposta del Consiglio federale.