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13.3261 · Postulato · 2013-03-22

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di illustrare:

1. come si è evoluto negli ultimi quattro anni il numero delle vittime di violenza domestica per donne, uomini e bambini;

2. quante persone sono accolte ogni anno nelle case per donne e uomini maltrattati e quante hanno dovuto essere respinte;

3. quanti posti sono disponibili per donne e uomini maltrattati, quanti sarebbero necessari e quanti sarebbero opportuni in base al rapporto nazionale WAVE 2012;

4. come sono finanziate le diverse case per donne e uomini maltrattati;

5. quali basi legali permetterebbero o dovrebbero essere elaborate per permettere alla Confederazione di sostenere i cantoni e i comuni nella creazione di posti per vittime di violenza domestica (case per donne e per uomini maltrattati).

6. Il Consiglio federale deve inoltre studiare l'opportunità di un finanziamento iniziale per la creazione di posti nel quadro di progetti pilota.

Begründung

La violenza nelle famiglie è in aumento e colpisce sia donne che uomini, ma in modo particolarmente tragico i bambini. In molti casi non resta altra soluzione che cercare rifugio in un luogo sicuro. L'associazione mantello delle case per donne maltrattate della Svizzera ha affermato che spesso le persone in cerca di aiuto devono essere respinte per mancanza di posti. Questa situazione è insostenibile. A quanto pare la struttura del finanziamento costituisce un ostacolo a un'offerta adeguata al fabbisogno. Il Consiglio d'Europa ha dichiarato che la violenza domestica è la principale causa di morte e invalidità per le donne di età compresa tra 16 e 44 anni. La violenza nei rapporti di coppia colpisce donne e uomini di tutte le culture, di tutti i livelli di formazione e di ogni età. Spesso si protrae per lunghi periodi e cresce d'intensità con il passare del tempo. Nel 2011 sono stati commessi oltre 15 000 reati di violenza domestica (UST dicembre 2012). Tra il 2009 e il 2011 il numero di casi è lievemente calato, ma è aumentata nettamente la brutalità degli atti. Uscire dalla spirale di violenza è difficile. In Svizzera ci sono 17 case per donne maltrattate, che intervengono nelle situazioni di crisi offrendo alle vittime e ai loro figli una sistemazione d'emergenza, protezione, assistenza e consulenza. In questo modo permettono loro di trovare una via d'uscita. Ma il numero di posti è limitato. A Berna, Basilea e Zurigo persone in cerca d'aiuto hanno dovuto essere respinte. Per gli uomini non ci sono praticamente posti. La prevenzione della violenza e la protezione e la sicurezza delle vittime sono compiti dello Stato. Tutti i livelli statali sono chiamati a intervenire e a provvedere a che siano offerte sufficienti opportunità di rifugio contro la violenza in famiglia. In questo compito la Confederazione deve assistere i cantoni.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel novembre del 2012, l'Ufficio federale di statistica ha pubblicato la statistica criminale di polizia (SCP) 2009-2011: "Violenza domestica", dalla quale emerge che, fra il 2009 e il 2011, i reati commessi in ambito domestico e denunciati alla polizia sono diminuiti (14 881 casi registrati nel 2011, meno 7,3 per cento). Fanno tuttavia eccezione i reati gravi di violenza fisica, come gli omicidi e i tentati omicidi (92 casi registrati nel 2011, più 16,5 per cento) e le lesioni gravi (70 casi registrati nel 2011, più 27,3 per cento). Aggiornata a ritmo annuale, la SCP rileva nel 2012 15 810 reati di violenza domestica commessi perlopiù all'interno di una relazione di coppia: si tratta di un aumento del 6 per cento rispetto al 2011. Dato che non tutti i casi sono denunciati alla polizia, le cifre vanno considerate valori minimi. Nella SCP, i dati sugli episodi di violenza domestica sono rilevati in base al sesso e per il periodo 2009-2011 è fornita anche la proporzione di bambini vittima di questi reati e la loro età.

2. Secondo la statistica dell'organizzazione mantello delle case per donne maltrattate della Svizzera e del Liechtenstein (DAO), nel 2011 le case d'accoglienza affiliate a quest'organizzazione hanno registrato 69 055 pernottamenti (da parte di 35 723 donne e 33 332 bambini), su un totale di 255 posti letto a disposizione. Nel 2011 sono state accolte 2176 persone (di cui 1115 donne e 1061 bambini) e la durata media del soggiorno è stata di 27 giorni. Nello stesso anno, 1388 persone non hanno trovato posto - una proporzione pari al 55 per cento. L'unica casa per uomini maltrattati della Svizzera, che si trova nel cantone di Argovia, ha registrato 305 pernottamenti nel 2012 (da parte di 182 uomini e 123 bambini). In ragione di prescrizioni cantonali, la capacità di accoglienza di questa struttura è passata da 10 posti letto nel 2011 a 3 posti letto nel 2012. Nel 2012 ha accolto complessivamente 15 persone (di cui 9 uomini e 6 bambini), ne ha dovute respingere 14 (uomini) e la durata media del soggiorno è stata di 15 giorni.

3. L'ultimo rapporto nazionale WAVE (Women Against Violence Europe) del 2011 giudica insufficiente il numero di alloggi protetti in Svizzera. Il nostro Paese non adempie la raccomandazione del Consiglio d'Europa che figura nel rapporto d'accompagnamento alla Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (CETS n. 210). Secondo questo rapporto, in tutte le regioni dovrebbe essere disponibile un alloggio protetto ogni 10 000 abitanti. Secondo il rapporto WAVE 2011, in Svizzera mancherebbero 482 alloggi protetti.

4. Il finanziamento delle case d'accoglienza per donne e uomini maltrattati compete ai cantoni e non è disciplinato in maniera uniforme. Quando finanziano una di queste strutture, i cantoni si basano perlopiù sulle leggi cantonali in materia di aiuto sociale e su altri atti normativi; ci sono pure dei contratti di prestazione, ma sono rari. Nemmeno i modelli di finanziamento sono unitari: si va dal finanziamento forfetario al rimborso spese e dal finanziamento mediante importo fisso alla copertura del deficit. Nelle sue direttive (n. 3.3.2), la Conferenza svizzera degli uffici di collocamento della legge concernente l'aiuto alle vittime di reati raccomanda, a titolo di aiuto immediato, la presa a carico dei costi per un soggiorno di 21 giorni in una casa d'accoglienza. Il rimborso di costi supplementari dipende dalla situazione concreta. La questione dell'assunzione, da parte dell'aiuto sociale, delle spese del singolo soggiorno in una casa d'accoglienza è risolta in modo diverso da cantone a cantone.

5./6. Nel quadro della valutazione della legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5) prevista nel 2016, l'Ufficio federale di giustizia verificherà se e in che misura le offerte di sostegno e consulenza rispondono alle esigenze delle diverse categorie di vittime di reati, comprese le vittime della violenza domestica (cfr. la misura I del rapporto del Consiglio federale sulla violenza nei rapporti di coppia. Cause e misure adottate in Svizzera in adempimento al postulato Stump 05.3694 del 7 ottobre 2005, FF 2009 3511). Se dalla valutazione dovessero emergere lacune riguardanti questo punto, occorrerebbe esaminare con quali provvedimenti a livello federale e/o cantonale possa essere garantito un numero sufficiente di alloggi protetti.

Le pubblicazioni dell'Ufficio federale di statistica e la prevista valutazione approfondita della LAV tengono già conto di quanto richiesto dall'autrice del postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.