13.3306 · Interpellanza · 2013-04-16
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è disposto a impartire istruzioni chiare alle ambasciate svizzere a Beirut e ad Ammanni in modo da agevolare il rilascio di visti umanitari ai cittadini siriani con parenti in Svizzera?
Begründung
La crisi siriana ha provocato la fuga di quasi quattro milioni di persone verso gli Stati limitrofi. Alcune di queste persone hanno presentato una domanda di visto umanitario per raggiungere in Svizzera famigliari che vivono legalmente nel nostro Paese. Nella stragrande maggioranza dei casi queste domande sono respinte senza procedura formale, condannando così a vivere in condizioni estremamente precarie in Libano o in Giordania numerose persone che potrebbero essere accolte in Svizzera da famigliari in grado di assumersene l'onere finanziario.
Il visto umanitario, che è supposto sostituire la procedura d'asilo all'ambasciata, non deve diventare una parola priva di senso e la tradizione umanitaria del nostro Paese, già piuttosto compromessa, deve essere mantenuta. Chiedo pertanto al Consiglio federale di impartire istruzioni chiare alle ambasciate interessate affinché i cittadini siriani che potrebbero essere accolti da famigliari in Svizzera possano ottenere un visto umanitario in maniera agevolata.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 28 settembre 2012 il Parlamento ha tra l'altro deciso, nell'ambito di una modifica urgente della legge sull'asilo, di abolire la possibilità di presentare una domanda d'asilo nelle rappresentanze svizzere all'estero (domande all'ambasciata). L'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha ripreso questa prescrizione legale in un'istruzione. Dal 29 settembre 2012 non sono più ammesse domande all'ambasciata. In virtù dell'articolo 2 capoverso 4 dell'ordinanza concernente l'entrata e il rilascio del visto (OEV), il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e l'UFM possono tuttavia, in determinati casi e nei limiti delle loro competenze, autorizzare l'entrata per un soggiorno non superiore a tre mesi per motivi umanitari o d'interesse nazionale oppure in virtù di obblighi internazionali.
È possibile rilasciare un visto per motivi umanitari se si deve presumere che la vita e l'integrità fisica di una persona siano minacciate direttamente, seriamente e concretamente nel Paese d'origine o di provenienza. L'interessato deve trovarsi in una particolare situazione d'emergenza che richieda l'intervento di un'autorità e giustifichi il rilascio di un visto d'entrata. Tali condizioni possono essere adempiute, ad esempio, in caso di eventi bellici o in una situazione concreta di pericolo immediato individuale. Se la persona soggiorna già in uno Stato terzo, di norma nell'esame del caso concreto si può presumere che non sussista più alcun pericolo. Con decisione del 26 marzo 2013 il Tribunale amministrativo federale ha confermato questa prassi (D-879/2013, consid. 4.3).
Indipendentemente da un pericolo immediato, i coniugi e i figli minorenni di persone che hanno ottenuto l'asilo in Svizzera possono entrare nel nostro Paese (ricongiungimento famigliare conformemente all'articolo 51 capoverso 1 della legge sull'asilo; LAsi).
Le richieste di cittadini siriani pervenute all'UFM sono state presentate prevalentemente da persone che si trovano già in uno Stato terzo. Per questo motivo, in linea di massima non sarebbe possibile rilasciare un visto umanitario. In considerazione del continuo peggioramento della situazione in Siria, il 4 settembre 2013 l'UFM ha perciò emanato un'istruzione speciale che prevede il rilascio agevolato del visto per i famigliari di siriani che dispongono di un permesso di soggiorno regolare, anche nel caso in cui tali famigliari di trovino in uno Stato terzo. Le agevolazioni sono applicabili in particolare ai coniugi, ai figli, ai genitori e a fratelli e sorelle.
In generale la Svizzera aiuta la popolazione in loco per lenire situazioni d'emergenza sul piano umanitario: nel caso della Siria, da marzo 2011 la Svizzera ha stanziato, tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione, complessivamente 50 milioni di franchi per fornire aiuto umanitario alla popolazione interessata.
Risposta del Consiglio federale.