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13.3332 · Postulato · 2013-04-17

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di stilare un rapporto sullo statuto giuridico degli operatori del sesso che risponda alle domande seguenti:

1. Che cosa intraprende il Consiglio federale per migliorare lo statuto giuridico degli operatori del sesso?

2. Come provvede a che le misure repressive per regolamentare l'industria del sesso e la politica migratoria non si ripercuotano in ultima analisi sulle vittime della tratta di esseri umani?

Begründung

Occorrono misure differenziate per il lavoro sessuale autodeterminato e il reato brutale della tratta di esseri umani. Mescolare la prestazione legale e il crimine danneggia gli interessati da entrambe le parti.

In Svizzera l'industria del sesso è un settore legale. Ciononostante gli operatori del sesso hanno pochi diritti, rischiando di subire violenze e di essere sfruttati. Occorre quindi migliorare il loro statuto giuridico abrogando la contrarietà al buon costume e sancendo quindi il diritto di ottenere il salario pattuito con il cliente e di stipulare un contratto di lavoro (cfr. interpellanza Caroni 12.3187).

Le misure per arginare l'industria del sesso non servono invece a tutelare gli interessati, bensì ne indeboliscono lo statuto e sono pertanto controproducenti. Relazioni scientifiche dimostrano che i modelli repressivi, come il divieto della prostituzione e la criminalizzazione dei clienti, spingono gli operatori del sesso nell'illegalità, aumentano il rischio di violenza e sfruttamento e non costituiscono misure efficaci contro la tratta di esseri umani (Jordan 2012: The Swedish Law to Criminalize Clients e Dodillet/Östergren 2011: The Swedish Sex Purchase Act). Anche le esperienze pratiche maturate dai servizi specializzati svizzeri mostrano che le misure repressive come le raccomandazioni di politica migratoria contenute nella circolare dell'Ufficio federale della migrazione di gennaio 2012 sulla problematica del settore a luci rosse peggiorano la situazione degli operatori del sesso.

La tratta di esseri umani è un reato brutale. In occasione del lancio del piano d'azione nazionale contro la tratta di esseri umani la consigliera federale Sommaruga ha sottolineato che è possibile combattere efficacemente la tratta di esseri umani soltanto se le vittime possono difendersi. Le normative repressive, che come la limitazione o addirittura il divieto dell'attività sono dirette contro gli operatori del sesso stessi, spingono tuttavia le vittime nell'illegalità e le indeboliscono invece di proteggerle dagli aguzzini.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Attualmente il quadro normativo per l'attività degli operatori del sesso è disciplinato dai cantoni nel rispetto del principio della libertà economica. Il Consiglio federale si è già espresso in merito al diritto al salario pattuito con il cliente e all'abrogazione della contrarietà al buon costume rispondendo all'interpellanza Caroni 12.3187, "Persone dedite alla prostituzione: diritto al salario sancito per legge". In Parlamento è inoltre pendente l'iniziativa del cantone di Berna 12.317, "La prostituzione non è immorale", concernente l'abrogazione della contrarietà al buon costume.

Quanto agli effetti delle misure repressive per regolamentare l'industria del sesso, il Consiglio federale rileva che gli sforzi profusi mirano a rafforzare la protezione degli operatori del sesso. Le raccomandazioni dell'Ufficio federale della migrazione citate dall'autore del postulato sono state elaborate da un gruppo peritale, in collaborazione con i cantoni, tenendo conto degli approcci risolutivi praticati in Svizzera e all'estero. L'obiettivo era di migliorare la protezione pratica e di chiarire le competenze cantonali nell'ambito della prostituzione, non di arginare l'industria erotica. Negli ultimi anni il Consiglio federale si è inoltre adoperato per passare da un perseguimento penale unilaterale a una migliore protezione delle vittime. Il collegio governativo rinvia inoltre al postulato Streiff-Feller 12.4162, "Fermare la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale", accolto dal Consiglio nazionale come proposto dall'esecutivo. In tale contesto, il Consiglio federale si è dichiarato disposto a presentare un rapporto sulla lotta contro la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Questo rapporto dovrà parimenti includere, sulla scorta di due studi stilati su mandato del Servizio di coordinazione contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti, dati sulla determinazione metodica dei casi non recensiti di tratta di esseri umani, nonché sulla diffusione e la manifestazione della prostituzione in Svizzera. Anche se le richieste dell'autore del postulato vanno in una direzione diversa da quella del postulato Streiff-Feller, che definisce controproducenti le misure repressive nell'industria del sesso, nel rapporto sono esaminati gli stessi temi, e in tale contesto è possibile analizzare quanto chiesto dall'autore.

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.