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13.3533 · Postulato · 2013-06-20

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto il coinvolgimento nella problematica dei flussi finanziari sleali e illeciti provenienti da Paesi in sviluppo ("illicit financial flow") della piazza finanziaria svizzera e della Svizzera quale Stato di sede di imprese commerciali attive mondialmente, i rischi di reputazione per la Svizzera, la posizione del governo nei confronti dell'estero sulla questione e come intende impedire l'afflusso di questo denaro in Svizzera.

Begründung

L'OCSE quantifica i flussi finanziari illeciti provenienti dai Paesi in sviluppo in un volume annuo compreso tra gli 850 e i 1000 miliardi di dollari, come affermato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza 12.3797. "Tutti sono d'accordo sul fatto che i mezzi dirottati dai Paesi in via di sviluppo corrispondano a un multiplo dei mezzi destinati all'aiuto pubblico allo sviluppo". La Svizzera ha pertanto "un evidente interesse a impedire sistematicamente che flussi finanziari di provenienza illecita o dubbia ('illicit financial flows') affluiscano verso il nostro Paese". Il concetto "illicit financial flow" comprende l'impostazione legale ma abusiva di prezzi di trasferimento infragruppo ai fini dell'evasione e dell'elusione fiscale, di manipolazioni delle valutazioni nel commercio di beni nonché di fattispecie illegali come riciclaggio di denaro e corruzione. Recentemente la problematica dei flussi finanziari illeciti "illicit financial flow" è sempre più nel mirino delle discussioni dell'OCSE, della Banca mondiale, del FMI e dell'Unione Africana. Anche in occasione del 39esimo vertice del G8 tenutosi il 17 e 18 giugno 2013 a Lough Erne i temi concernenti imposte, commercio e trasparenza e in particolare la fuga di capitali nelle oasi fiscali sono stati prioritari nell'agenda sullo sviluppo di "beyond aid". Anche il G20 ha intensificato la collaborazione per coordinare gli sforzi sulla lotta contro l'evasione fiscale e la fuga di capitali. Il Consiglio federale è incaricato di presentare questa discussione internazionale, di analizzarla, di illustrare quali sono i rischi di reputazione per la Svizzera in quanto piazza finanziaria e piazza commerciale (per le materie prime), il suo coinvolgimento nell'organizzazione e accettazione di "illicit financial flow" e gli strumenti con i quali il Consiglio federale intende lottare.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Negli ultimi anni la discussione internazionale (G8/G20, OCSE, ONU) sui flussi finanziari sleali e illegali si è molto intensificata. Sebbene non esista una definizione accettata a livello internazionale di questo fenomeno e non sia possibile quantificare con precisione l'entità esatta di questi flussi finanziari, la problematica colpisce in particolare i Paesi in sviluppo.

Nella lotta contro questi flussi finanziari assumono una grande importanza le condizioni quadro che caratterizzano i Paesi di provenienza. Nel contempo sono sollecitati anche i Paesi cui confluiscono mezzi finanziari sleali e illegali. La Svizzera si prefigge pertanto di impedire nella misura possibile siffatti flussi finanziari con misure concrete (lotta contro il riciclaggio di denaro, l'evasione e l'elusione fiscale, la corruzione e i fondi dei potentati come pure l'attuazione delle raccomandazioni formulate nel rapporto di base sulle materie prime).

Nel quadro di questi lavori si renderà conto delle questioni sollevate nel postulato. Il Consiglio federale è tuttavia disposto a presentare un rapporto che illustri in una visione globale questa tematica e i relativi lavori.

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.