13.3685 · Interpellanza · 2013-09-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
1. Qual è la posizione del Consiglio federale sulla proposta avanzata dagli esperti circa la necessità di rilevare non soltanto i casi di suicidio, ma anche il numero dei tentativi di suicidio?
2. Per quale motivo i tentativi di suicidio non sono attualmente oggetto di rilevazione?
3. Quali sarebbero i problemi se lo diventassero?
4. Il Consiglio federale concorda sul fatto che, per sensibilizzare la società e la politica al problema, sarebbe utile conoscere la reale portata della suicidalità in Svizzera?
5. È possibile, e sarebbe opportuno - nel rispetto della protezione dei dati delle persone interessate - rilevare eventuali effetti sulla salute dei tentativi di suicidio?
6. Per quale motivo oggi, in caso di suicidio, nella dichiarazione delle cause di morte non vengono rilevate anche le malattie concomitanti?
7. La loro rilevazione non potrebbe contribuire ad ampliare le conoscenze utili al riconoscimento precoce e a una migliore prevenzione dei suicidi?
Begründung
Sul sito Internet dell'UFSP, la Confederazione segnala a giusto titolo che il suicidio e i tentativi di suicidio sono un problema di salute pubblica sottovalutato in Svizzera, che i suicidi sono la quarta causa di morte prematura, che il tasso di suicidi tra gli uomini è il triplo di quello tra le donne e che, per entrambi i sessi, esso cresce con l'avanzare dell'età. Benché (come si apprende dal sito dell'UFPS) rientri nel "gruppo di Paesi europei in cui il tasso di suicidi è al di sopra della media" e vi si registrino tassi eccezionalmente elevati anche fra i giovani di età compresa fra i 18 e i 24 anni, la Svizzera ignora la reale portata della suicidalità sul proprio territorio. Sempre sul sito dell'UFSP si legge che, "a differenza dei suicidi compiuti, quelli tentati non sono rilevati a livello nazionale. Il loro numero può essere estrapolato unicamente partendo dai dati raccolti nelle regioni in cui viene effettuato un tale rilevamento". In altre parole, per i tentativi di suicidio disponiamo unicamente di stime. Ritengo che la Svizzera dovrebbe conoscere la portata della suicidalità sul proprio territorio, in modo da poter far fronte a questa realtà sulla base di fatti concreti.
Stellungnahme des Bundesrates
1.-3. Oltre alla rilevazione della totalità dei suicidi e dei suicidi assistiti, anche una statistica dei tentativi di suicidio contribuirebbe a migliorare la situazione dei dati in quest'ambito. La rilevazione dei tentativi di suicidio comporterebbe tuttavia un onere sproporzionato e sarebbe soggetta a errori, dal momento che non tutti i tentativi di suicidio sono noti ufficialmente e i servizi medici che assistono chi ha tentato il suicidio (ospedali, carceri distrettuali, servizi medico-sociali e corpo medico) sono molteplici.
Singoli studi forniscono dati attendibili sulle dimensioni del fenomeno dei tentativi di suicidio: il rapporto del 2011 sul monitoraggio dei comportamenti suicidari nell'agglomerato di Berna mostra che i tentati suicidi sono circa sette volte superiori ai suicidi portati a termine, benché sia difficile quantificare il numero di casi non dichiarati. Si stima che il numero totale dei tentativi di suicidio in Svizzera sia compreso tra 15 000 e 25 000 all'anno e che quasi il 10 per cento della popolazione tenti di suicidarsi una volta nella vita.
5. La protezione dei dati dovrebbe essere garantita anche nell'ambito della rilevazione dei tentativi di suicidio. Data la probabilità di doppioni, una rilevazione anonima non sarebbe attendibile. Per questo motivo, tutti gli specialisti dei servizi medici che assistono pazienti che hanno tentato un suicidio dovrebbero essere autorizzati a togliere il segreto professionale, il che comporterebbe procedure onerose.
6. In caso di suicidio, le malattie concomitanti sono rilevate solo in parte, dal momento che la statistica delle cause di morte non prevede alcun obbligo di rilevazione. Inoltre spesso le malattie concomitanti non sono neanche note o non sono state documentate.
4./7. Le stime sulle dimensioni del fenomeno dei tentativi di suicidio sono sufficienti per eventuali misure di sensibilizzazione. Ai fini della prevenzione è tuttavia importante che il problema sia riconosciuto a livello clinico, poiché un tentato suicidio è di gran lunga il maggiore fattore di rischio di suicidio. Per chi ha già tentato di togliersi la vita, il rischio è infatti di oltre quaranta volte superiore a quello della popolazione media sull'arco di decenni. Per prevenire i suicidi portati a termine, le persone che hanno tentato di suicidarsi devono essere curate e seguite sistematicamente e a lungo termine. Per questo motivo è importante offrire trattamenti specifici e valutarli. A Berna è stato sviluppato un programma d'intervento a breve termine, che però purtroppo è accessibile solo a una piccola parte degli interessati per mancanza di risorse finanziarie.
Risposta del Consiglio federale.