13.3892 · Interpellanza · 2013-09-26
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
La Francia ha deciso unilateralmente di iscrivere alla sécurité sociale tutte le persone domiciliate sul suo territorio che hanno optato per un'assicurazione malattie offerta da un ente mutualistico privato. Questa decisione precluderà ai cittadini svizzeri domiciliati in Francia la possibilità di farsi curare in Svizzera e ai fornitori di prestazioni di cura attivi in Svizzera, primi fra tutti gli ospedali pubblici, la possibilità di continuare a curare le persone domiciliate in Francia che lavorano in Svizzera. Il Consiglio federale non pensa che sia ora di reagire?
Begründung
L'accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'Unione europea prevede che i lavoratori domiciliati in un Paese firmatario che lavorano in un altro Paese firmatario soggiacciono alla sistema di sicurezza sociale di quest'ultimo.
In deroga a tale principio e limitatamente all'assicurazione malattie, la Svizzera ha accettato che, nel caso della Francia, i lavoratori possano optare per una copertura del luogo di domicilio.
Di conseguenza, anziché una copertura LAMal, quasi tutte le persone domiciliate in Francia che lavorano in Svizzera hanno optato per una copertura fornita da un'assicurazione (mutualistica) privata francese, meno costosa della LAMal ma che consentiva loro di farsi curare in Svizzera.
Ciò nonostante, la Francia ha appena confermato la propria decisione unilaterale di iscrivere tutte queste persone alla sécurité sociale, e precisamente alla couverture maladie universelle (CMU), il che impedirà loro di farsi curare in Svizzera e le obbligherà a pagare contributi elevati.
Dal 1° giugno 2014, i cittadini svizzeri domiciliati in Francia e le loro famiglie si vedranno così preclusa la possibilità di farsi curare in Svizzera e i fornitori di prestazioni di cura in Svizzera perderanno una fetta importante dei loro pazienti e introiti che, solo per l'ospedale universitario di Ginevra, sono stimati a 25 milioni di franchi l'anno.
Tuttavia, si può affermare in buona fede che se queste persone avessero saputo che un giorno sarebbero state iscritte alla CMU, avrebbero optato per una copertura LAMal.
Con una risoluzione accolta all'unanimità il 26 aprile 2013, il cantone di Ginevra ha invitato il Consiglio federale a negoziare con la Francia un nuovo termine di tre mesi per l'esercizio del diritto di opzione.
Sinora, pare che non sia stato fatto nulla e che il Consiglio federale accetti di trovarsi di fronte al fatto compiuto, senza nemmeno tentare di vincolare questo aspetto ad altri negoziati attualmente in corso con la Francia in ambito fiscale. Cosa aspetta il Consiglio federale a reagire?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si è già espresso sul tema nella risposta dell'11 marzo 2013 alla domanda Poggia 13.5074, "Ressortissants suisses domiciliés en France. Bientôt à la sécurité sociale?", nel parere del 26 giugno 2013 in risposta alla mozione Barthassat 13.3336, "Assicurazione malattie per i cittadini svizzeri che vivono in Francia", e nella risposta del 21 agosto 2013 all'interpellanza Lehmann 13.3564, "Esercizio del diritto di opzione nel settore dell'assicurazione malattia. Revisione della 'note conjointe' con la Francia".
Dopo l'entrata in vigore dell'accordo sulla libera circolazione delle persone (2002) e la successiva introduzione, per i lavoratori frontalieri, del diritto di opzione tra il sistema francese e quello svizzero, la legislazione francese ha ammesso la stipula di un'assicurazione privata in Francia come possibile deroga transitoria al regime dell'assicurazione malattie statale. Il periodo transitorio sarebbe dovuto scadere nel 2009, ma è stato prolungato fino al 1° giugno 2014. Chi ha optato per la copertura privata ha dunque agito con cognizione di causa. Le modalità dell'esercizio del diritto d'opzione tra Francia e Svizzera in materia di assicurazione malattie sono disciplinate nella "Note conjointe relative à l'exercice du droit d'option en matière d'assurance maladie dans le cadre de l'Accord sur la libre circulation des personnes entre la Suisse et l'Union européenne", che è stata aggiornata il 1° febbraio 2013.
Come tutti gli affiliati all'assicurazione malattie statale francese (Couverture maladie universelle, CMU), i lavoratori frontalieri hanno diritto alla copertura di tutte le cure mediche che si rendono necessarie in Svizzera tenuto conto della durata del soggiorno e della natura delle cure. Unica eccezione, i trattamenti pianificati, che sono coperti soltanto se previamente autorizzati dall'assicuratore francese. Poiché non è possibile prevedere come si muoveranno in questo settore gli assicuratori malattie francesi, qualsiasi quantificazione del numero di pazienti assicurati in Francia curati da fornitori di prestazioni svizzeri rischia di essere aleatoria. Tanto più che un rapporto pubblicato nello scorso luglio dagli ispettorati generali delle finanze e degli affari sociali francesi su richiesta del loro governo insiste sulla necessità per la Francia di definire misure transitorie concrete che permettano ai pazienti che nel 2014 passeranno all'assicurazione statale di portare a termine le cure eventualmente già iniziate in Svizzera. Gli esperti svizzeri sono tenuti al corrente dalle competenti autorità francesi sulle misure studiate dalla Francia per garantire la transizione più equa possibile.
L'adesione alla CMU non esclude per altro la possibilità di stipulare un'assicurazione privata che preveda la copertura internazionale delle cure pianificate.
Convinto che il fatto che a partire dal 1° giugno 2014 chi ha esercitato il diritto d'opzione non avrà più la possibilità di stipulare un'assicurazione privata in Francia non costituisca un valido motivo per consentire a questi assicurati di ritornare sulla propria decisione per potersi affiliare all'assicurazione malattie svizzera, il Consiglio federale ritiene che non vi sia alcuna ragione di sottoporre nuovamente la questione del diritto di opzione alle autorità francesi.
Risposta del Consiglio federale.