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13.3970 · Mozione · 2013-09-27

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di trovare una soluzione più consona alle PMI e alle imprese start up per la procedura di rilascio dei permessi di dimora e di soggiorno di breve durata a lavoratori provenienti da Stati non UE/AELS. In tale contesto vanno sicuramente adempiuti i seguenti punti:

1. tempi di elaborazione più brevi e direttive più chiare per garantire una maggiore sicurezza nella pianificazione e una gestione flessibile dei progetti per le PMI;

2. standard vincolanti per tutti i cantoni;

3. più trasparenza per quanto riguarda l'attribuzione: statistiche per settore e cantone per permettere una pianificazione dei contingenti a lungo termine e adeguata alle esigenze;

4. verifica della chiave di ripartizione dei contingenti tra i cantoni;

Begründung

Secondo un recente studio commissionato dalla ICT Formazione professionale Svizzera, nel 2020 in Svizzera saranno richiesti circa 25 000 specialisti ICT in più. Per combattere questa carenza servono in primo luogo nuovi specialisti diplomati presso iniziative formative svizzere, che vanno promosse con ancora più impegno dal settore ICT (specialisti nazionali). Inoltre, per aziende e progetti molto specializzati sono richiesti anche specialisti ed esperti dall'estero. Anche le PMI e le start up sono interessate da questa carenza e devono quindi contare su specialisti dall'estero.

L'onere amministrativo sostenuto dalle imprese per la procedura di rilascio dei permessi per l'assunzione di specialisti da Stati non UE/AELS va ridotto in misura tale da essere sostenibile anche per le PMI e le start up, ad esempio eliminando gli ostacoli per provare che non può essere trovato uno specialista con qualifica simile in Svizzera o in uno Stato UE/AELS. L'elevato onere amministrativo per le imprese - che, secondo quanto affermano alcune aziende, negli ultimi anni è in parte notevolmente aumentato - varia da cantone a cantone e va adeguato.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole del ruolo svolto dai lavoratori stranieri per l'economia svizzera, sia per i grandi gruppi che per le PMI e le imprese start up. Reputa pertanto molto importante che le imprese elvetiche possano reclutare rapidamente e in modo affidabile lavoratori di Stati terzi in caso di penuria di personale di qualificazione equivalente in Svizzera o nell'UE/AELS. L'ammissione da Stati terzi avviene a titolo sussidiario rispetto all'accordo sulla libera circolazione delle persone, al fine di evitare un'offerta eccessiva di lavoratori.

Secondo il Consiglio federale le attuali condizioni quadro consentono di coprire l'esistente fabbisogno interno giustificato di lavoratori specializzati. Da anni il numero maggiore di ammissioni da Stati terzi (circa 1800 nuovi permessi ogni anno) interessa il settore TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione) menzionato nella mozione. Allo scopo di contrastare la carenza di lavoratori in modo efficace e a lungo termine, nel 2011 il Consiglio federale ha lanciato un'iniziativa volta ad aumentare l'offerta di lavoratori in Svizzera e in particolare a migliorare l'utilizzo del potenziale interno.

1./2. Nella mozione l'autore menziona in particolare i termini di trattamento per le PMI. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di termini brevi sia per le PMI sia per i gruppi internazionali ai fini del reclutamento di lavoratori dall'UE/AELS e da Stati terzi. L'ordinanza sui termini ordinatori, entrata in vigore il 1° settembre 2011, prescrive pertanto che, sul piano federale, la durata del trattamento delle domande di ammissione per lavoratori stranieri non può superare i dieci giorni. Nella prassi questo termine è rispettato e, se la documentazione presentata è completa, la durata effettiva è chiaramente inferiore. La collaborazione tra Confederazione e cantoni è molto stretta. L'introduzione del sistema d'informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) e della trasmissione elettronica dei dossier (e-dossier) nel 2008 costituisce un passo fondamentale ai fini dell'ottimizzazione degli iter procedurali. L'e-dossier ha permesso di aumentare notevolmente l'efficienza nella comunicazione dei dati tra Confederazione e cantoni.

Attualmente sono in corso diversi progetti volti a semplificare ulteriormente la regolamentazione e a ridurre i costi, segnatamente un progetto per ottimizzare la procedura del visto e un ampio progetto governo elettronico. Nel quadro del primo progetto, la Confederazione s'impegna, con il sostegno dei cantoni, a semplificare la procedura del visto e di ammissione nel sistema di impronta federale. Con l'introduzione dell'e-dossier a partire da metà 2015, il progetto governo elettronico prevede di agevolare la collaborazione tra Confederazione e cantoni nel settore dei permessi di lavoro. Inoltre, alla fine dell'anno, in adempimento dei postulati Fournier 10.3429, "Misurazione dei costi della regolamentazione", e Zuppiger 10.3592, "Misurazione dei costi della regolamentazione", sarà pubblicato un rapporto del Consiglio federale concernente i costi della regolamentazione, che stimerà anche i costi generati nel settore dell'ammissione di lavoratori stranieri al mercato del lavoro svizzero.

3./4. I tetti massimi sono stabiliti a inizio anno in considerazione dell'attuale situazione economica e degli sviluppi attesi. Metà dei contingenti è attribuita ai cantoni all'inizio dell'anno sulla base di una chiave di ripartizione legata al mercato del lavoro, mentre l'altra metà resta provvisoriamente nella cosiddetta riserva federale. L'orientamento del sistema di ripartizione dei contingenti alle esigenze dei mercati cantonali del lavoro e non a quelle dei settori è il frutto di una scelta consapevole. La riserva federale consente ai cantoni di coprire il fabbisogno effettivo che potrebbe modificarsi a breve termine, per esempio a causa dell'insediamento di nuove imprese. La collaborazione tra Confederazione e cantoni è stretta anche da questo punto di vista.

Il Consiglio federale si impegna affinché le procedure federali e cantonali continuino a essere messe in atto in maniera da tenere conto delle esigenze dell'economia e affinché le esistenti potenzialità di miglioramento - soprattutto nel settore del governo elettronico - siano realizzate tempestivamente.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.