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14.3738 · Interpellanza · 2014-09-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

All'inizio di agosto, l'IFSN ha deciso di rendere pubblica una parte dei dati relativi alle sostanze radioattive rilasciate dalle centrali nucleari svizzere. Si rileva che, secondo il sito dell'IFSN (http://www.ensi.ch/fr/2013/07/19/les-rejets-des-centrales-nucleaires-doivent-constamment-rester-faibles/), i limiti fissati sono pari a:

1*10(15) becquerel per anno per un reattore ad acqua pressurizzata (PWR)

2*10(15) becquerel per anno per un reattore ad acqua bollente (BWR)

In Francia, l'ASN ha fissato un limite massimo per il rilascio di gas rari compreso fra 2,5*10(13) e 10,8*10(13) becquerel per anno a seconda del sito nucleare.

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. È corretto affermare che, per quanto riguarda il rilascio di gas rari radioattivi, i limiti svizzeri sono 100 volte meno severi di quelli applicati alle centrali nucleari francesi?

2. Per quali ragioni questi limiti sono meno severi di quelli francesi?

3. Il Consiglio federale intende modificare questi limiti al fine di proteggere la popolazione dai rilasci radioattivi delle centrali nucleari?

Stellungnahme des Bundesrates

Il rapporto annuale sulla radioprotezione stilato dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) mostra che il contributo all'esposizione alle radiazioni fornito dai gas rari rilasciati dagli impianti nucleari svizzeri è inferiore, per tutte le categorie d'età degli impianti stessi, a un millesimo del limite annuale di dose per la popolazione.

Nel quadro delle procedure di autorizzazione delle centrali nucleari, i limiti di rilascio di effluenti radioattivi sono stati richiesti dagli esercenti delle centrali negli anni 1960, 1970 e 1980. In seguito a un esame dettagliato, sono stati definiti come condizioni legate alle autorizzazioni.

Se i limiti annuali dei rilasci fossero completamente raggiunti, le dosi totali calcolate per tutte le centrali nucleari si situerebbero al di sotto del valore di riferimento di 0,3 millisievert all'anno fissato dalla direttiva IFSN-G15, e quindi anche al di sotto del valore limite della dose per la popolazione che è di un millisievert all'anno.

1. In Francia, i valori limite sono fissati per ogni impianto con una decisione dell'autorità di sicurezza nucleare (ASN). I valori limite variano tra 2,5*1013 becquerel per anno e 10,8*1013 becquerel per anno secondo i siti, principalmente in funzione del numero di reattori. In Svizzera, questi valori limite sono pari a 1015 becquerel per anno per quanto riguarda le centrali nucleari di Beznau e Gösgen, e arrivano a 2*1015 becquerel per anno per le centrali nucleari di Mühleberg e Leibstadt.

2. Bisogna sapere che i limiti non corrispondono ai rilasci effettivi. In effetti, i rilasci effettivi di gas rari inducono delle dosi inferiori a un millesimo di millisievert all'anno. Se i rilasci di gas rari raggiungessero i limiti fissati, la dose più alta sarebbe dell'ordine di 40 millesimi di millisievert. Attraverso misure di controllo, l'IFSN verifica i bilanci dei rilasci di sostanze radioattive dichiarati dagli esercenti. L'IFSN sorveglia inoltre l'esposizione alle radiazioni nell'ambiente circostante gli impianti nucleari svizzeri con l'ausilio della sua rete di misurazione automatica MADUK.

3. Dal momento che i limiti in vigore garantiscono una protezione efficace della popolazione, il Consiglio federale non ritiene che sia necessario modificarli.

Risposta del Consiglio federale.