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15.3015 · Interpellanza · 2015-03-02

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Qual è il fabbisogno annuo di nuovi medici in Svizzera?

2. Quanti medici vengono formati in Svizzera ogni anno?

3. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui:

3.1. l'attuale ripartizione delle competenze nella formazione medica è una delle cause per cui in Svizzera vengono formati da anni troppo pochi medici?

3.2. è irresponsabile da parte di un Paese ricco come il nostro reclutare medici all'estero, che poi vengono a mancare nei loro Paesi d'origine?

3.3. la ripartizione delle competenze nella formazione medica andrebbe delegata alla Confederazione, che sarebbe in grado di coordinare meglio la domanda e l'offerta?

3.4. che proprio le regioni periferiche beneficerebbero di un approvvigionamento medico migliore se la competenza sulla formazione medica fosse della Confederazione?

3.5. che i cantoni universitari beneficerebbero di uno sgravio finanziario, il che favorirebbe la futura ricerca di un nuovo equilibrio tra i cantoni per quanto riguarda i grandi progetti politici (p. es. riforma dell'imposizione delle imprese III)?

4. Se il Consiglio federale non approvasse l'ipotesi di delegare alla Confederazione la competenza sulla formazione medica:

4.1 quali misure federali intende adottare, nel contesto della responsabilità primaria dei cantoni e oltre a confidare in essi o in una tattica attendista, per conciliare meglio domanda e offerta?

4.2 quali misure intende adottare nell'ambito della responsabilità sussidiaria della Confederazione di cui all'articolo 63a capoverso 5 della Costituzione federale?

Begründung

In Svizzera mancano ogni anno centinaia di medici. Gli sforzi finora profusi dai cantoni non bastano a colmare questa lacuna in modo accettabile. Le università sono situate nei grandi centri. La carenza di medici, però, si fa sentire soprattutto nelle regioni periferiche, che ne risentiranno ancora di più in futuro.

L'organizzazione e il finanziamento delle formazioni universitarie (compresa quella di medico) sono disciplinati in modo molto complesso. Benché sul piano formale la Confederazione e tutti i cantoni vi partecipino, l'ultima parola ce l'hanno i cantoni universitari.

Come dimostra la realtà, gli attuali incentivi non si prestano a garantire un approvvigionamento medico sufficiente con personale prevalentemente svizzero. Il reclutamento di medici qualificati all'estero oltrepassa già da tempo ogni limite ragionevole, il che è inaccettabile anche nei confronti dei Paesi interessati. L'improvvisa modifica di un sistema sanitario straniero come quello tedesco, indotta da ragioni politico-economiche, potrebbe porre la Svizzera di fronte a grossi problemi. Anche la normativa nazionale in materia di immigrazione o l'ipotesi di ridurre l'orario di lavoro dei medici ospedalieri concorrono ad aggravare la problematica di un approvvigionamento medico insufficiente.

La carenza di medici svizzeri ha diverse cause. Il motivo che sta a monte, però, è che le nostre università ne formano troppo pochi. Attualmente sono in corso iniziative per migliorare le prospettive professionali dei medici di famiglia. Senza un numero supplementare di medici, tuttavia, questi sforzi non serviranno a gran che. Oltre alla penuria di medici di famiglia rischiamo di incorrere in una carenza di specialisti. I primi ad avvertirla - se non lo fanno già - saranno nuovamente i cantoni periferici.

L'introduzione di una competenza federale per la formazione medica non migliorerà automaticamente lo squilibrio nella densità medica tra le regioni urbane e quelle rurali. A tal fine sarebbero necessarie misure che rendano l'esercizio professionale più interessante nelle regioni periferiche e meno in quelle urbane. Dapprima, però, occorre formare un maggior numero di medici.

Con la sua competenza sui due Politecnici federali di Zurigo e Losanna, la Confederazione dimostra già oggi in maniera impressionante di essere in grado di gestire formazioni universitarie di altissimo livello.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il rapporto redatto dal Consiglio federale in adempimento della mozione Fehr Jacqueline 08.3608, "Una strategia per combattere la mancanza di medici e promuovere la medicina di base", stimava a circa 32 000 il numero dei medici attivi nel campo dell'assistenza sanitaria nel 2009. Non si può dire, in questa sede, se la cifra corrisponde all'effettivo fabbisogno per quanto concerne la quota di specialisti, la densità medica e anche la maggiore complementarietà nei confronti delle professioni sanitarie prevista in futuro. Per stabilizzare questo effettivo con medici formati in Svizzera sono necessari, secondo il suddetto rapporto, circa 1200 a 1300 neodiplomati in medicina ogni anno.

2. Nel 2014 sono stati rilasciati in Svizzera, nel campo della medicina umana, 861 diplomi federali e 1637 titoli federali di perfezionamento professionale.

3.1 Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui sarebbe necessario affrontare la mancanza di medici e personale qualificato svizzero. Il problema, però, non va cercato nell'attuale ripartizione delle competenze né unicamente nel campo della formazione. Negli ultimi anni, infatti, i cantoni universitari hanno nettamente aumentato le loro capacità di formare medici e personale sanitario.

È necessario, invece, un approccio globale che consideri, oltre all'aspetto dei posti di formazione, anche altri elementi, tra cui il miglior sfruttamento del potenziale di persone qualificate e l'aumento della produttività nel settore sanitario.

3.2 Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui occorrerebbe ridurre la quota di personale sanitario reclutato all'estero. La Svizzera si è impegnata, del resto, a rispettare il Codice di condotta mondiale per il reclutamento internazionale di personale sanitario dell'OMS.

3.3-3.5 La Confederazione rispetta l'attuale ripartizione dei compiti in ambito formativo e riconosce gli sforzi profusi dai cantoni per aumentare progressivamente il numero dei diplomi rilasciati ogni anno. Diverse università stanno inoltre pianificando e valutando l'ipotesi di ampliare le loro offerte formative nel campo della medicina umana o di introdurre nuovi cicli di formazione. La Confederazione partecipa in modo sussidiario al finanziamento della formazione in medicina. Secondo la legge federale sulle professioni mediche, la successiva specializzazione compete all'Istituto svizzero per la formazione medica (ISFM). In via di principio i medici sono liberi di scegliere il loro campo professionale specifico e il luogo in cui esercitare la professione. Su questa scelta non possono influire direttamente né le scuole universitarie né l'ISFM. La questione del coordinamento della specializzazione medica, tuttavia, è una tematica molto discussa nell'ambito della piattaforma "Futuro della formazione medica". Come l'autore dell'interpellanza giustamente osserva, anche l'eventuale estensione della competenza federale sulla formazione medica non risolverebbe le grandi disparità a livello di densità medica tra città e campagna.

4.1/4.2 la Strategia sanità 2020 e le priorità della politica federale in materia di sanità postulano come uno degli obiettivi la formazione di un numero sufficiente di medici e infermieri altamente qualificati. A questo proposito il Consiglio federale vuole integrare nel messaggio ERI 2017-2020, come tema prioritario, l'aspetto del consolidamento e dello sviluppo dell'insegnamento e della ricerca in medicina umana. Nel campo della formazione si tratterà in particolare di continuare a sostenere le università nel rafforzare l'insegnamento. Il Consiglio federale è disposto a valutare l'ipotesi di un ulteriore stanziamento di fondi. L'articolo costituzionale menzionato nel testo dell'interpellanza non può però fungere da base legale, cosa che invece può fare l'articolo 117a della Costituzione. In suo adempimento e in collaborazione con i cantoni e con i diversi operatori del settore formativo e sanitario, la Confederazione proseguirà i suoi lavori nell'ambito della medicina di famiglia e delle cure mediche di base, ma anche relativamente a un perfezionamento professionale orientato alle esigenze e ai profili professionali del personale infermieristico.

Risposta del Consiglio federale.