15.307 · Iniziativa cantonale · 2015-04-22
Liquidato
Wortlaut
Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone di Berna presenta la seguente iniziativa:
Modifica della Costituzione, titolo sesto capitolo 2, articolo 196, numero xy (a seguire), disposizione transitoria relativa all'articolo 58:
"Per un periodo di dieci anni dall'accettazione della presente disposizione, le spese militari della Confederazione costituiscono almeno l'1,2 per cento del PIL.
L'importo annuale viene calcolato sulla base del PIL dell'anno prima o dell'anno ancora precedente."
Begründung
La Svizzera è un Paese molto benestante. Il PIL pro capite raggiunge valori record su scala mondiale, i redditi a parità di potere d'acquisto sono nettamente superiori a quelli della maggior parte dei Paesi del mondo, anche europei; la ripartizione dei redditi è inoltre meno diseguale rispetto alla media europea (cfr. rapporto sul benessere). Ciononostante, già da più di vent'anni in Svizzera si registrano spese per la difesa sensibilmente inferiori rispetto ad altri Paesi europei equiparabili. Da due decenni, infatti, sono stati tolti miliardi di franchi all'esercito a vantaggio di altri ambiti di consumo. I Paesi europei equiparabili, siano questi governati dalla destra o dalla sinistra, hanno intrapreso un numero di sforzi di gran lunga maggiore nel campo della difesa. Da un decennio la Svizzera investe persino meno dell'1 per cento del PIL nella difesa; l'esercito ha subito un ridimensionamento massiccio e non è più pienamente operativo. Anche nel nostro Paese è arrivato il momento di intraprendere sforzi che riportino l'esercito a un livello competitivo.
Le cifre a confronto, espresse in percentuale di PIL e relative alle spese per la difesa (dati del 2012/13, fonte: SIPRI, Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma), parlano chiaro:
Svizzera: 0,7; Danimarca: 1,4; Norvegia: 1,4; Svezia: 1,2; Finlandia: 1,2; Paesi Bassi: 1,4; Portogallo: 1,9; Belgio: 1,1; Repubblica Ceca: 1,1; Croazia: 1,6; Slovenia: 1,2; Montenegro: 1,6.
Paesi europei più grandi investono somme ancora più ingenti: Francia 2,3 per cento; Regno Unito 2,3 per cento. In molti Paesi cresce il budget destinato alla difesa; la Svizzera non vive su un altro pianeta.
Sotto il profilo della sicurezza, la situazione internazionale è cambiata: in Europa la guerra non è più solo un'eventualità, poiché le annessioni militari avvengono realmente; in Europa il diritto internazionale bellico viene letteralmente calpestato. Non lontano da noi un'organizzazione terroristica di matrice islamica si sta espandendo. A questo si accompagna anche un cambiamento di opinioni: la Chiesa, il governo tedesco (con due donne ai vertici), persino la sinistra svizzera sostengono la fornitura di armi e, di riflesso, il loro impiego. Questi fatti mostrano come le speranze di pace sorte dopo la caduta del Muro di Berlino siano unicamente illusorie.
L'unica riserva di sicurezza per una Svizzera non allineata, l'unica organizzazione che possa far fronte a una situazione delicata (incluse le catastrofi ambientali) è l'esercito. In un Paese prospero come il nostro, l'esercito deve tornare a essere finanziato almeno quanto negli altri Paesi equiparabili.