15.3104 · Interpellanza · 2015-03-11
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
La raffineria nel Vallese potrebbe essere chiusa. Le emissioni da essa prodotte corrispondono a oltre il 7 per cento delle emissioni totali dei grandi emittenti del Paese.
Considerato che le raffinerie sono dei grandi emittenti, è corretta l'affermazione del Consiglio federale secondo cui le emissioni di CO2 da esse prodotte sono irrilevanti per il bilancio climatico nazionale?
Perché il Consiglio federale non risponde alla domanda su quanto incida per il bilancio di CO2 il fenomeno del "turismo del pieno" al contrario, ossia il fatto che gli svizzeri vadano all'estero a fare benzina mentre gli stranieri non vengano più da noi? Sulla base delle cifre passate si dovrebbe poter rispondere facilmente. Prego di fornirmi una risposta corredata di quantità e dati in franchi concreti per gli anni dal 2005 a oggi e una previsione fino al 2020.
Stellungnahme des Bundesrates
Nella risposta alla domanda Schneeberger 15.5046, "Riduzione della tassa sul CO2", il Consiglio federale ha limitato le proprie considerazioni alle emissioni di CO2 prodotte dai combustibili determinanti per il calcolo della tassa sul CO2. Tali emissioni non comprendono né le raffinerie né le emissioni di CO2 prodotte dai carburanti e quindi nemmeno il turismo del pieno. Tuttavia, nel bilancio climatico complessivo della Svizzera, descritto dall'inventario nazionale dei gas serra, le variazioni delle vendite di carburanti e le emissioni dei processi di produzione nelle raffinerie hanno senza dubbio un loro peso di rilievo.
La chiusura definitiva della raffineria in Vallese, inclusa nel sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE), permetterebbe di mettere all'asta più diritti di emissione per le altre imprese partecipanti al SSQE (cfr. risposta all'interpellanza Imoberdorf 15.3152). Questa riduzione delle emissioni non influisce quindi sul raggiungimento dell'obiettivo di riduzione del 20 per cento entro il 2020, previsto dalla legge sul CO2.
Secondo le norme internazionali, le emissioni di CO2 prodotte dai carburanti corrispondono alle quantità vendute entro i confini nazionali. Il turismo del pieno modifica di conseguenza il bilancio climatico. Nello studio "Tanktourismus. Aktualisierung 2013" (aprile 2014) dell'Ufficio federale dell'energia, il volume del turismo del pieno è stimato come segue:
Turismo del pieno di benzina in milioni di litri all'anno:
200220032004200520062007200820092010201120122013265317332338358437409385322259253282
Turismo del pieno di diesel in milioni di litri all'anno:
200220032004200520062007200820092010201120122013-45-24-9-111524726-2-29-24-14
Le cifre positive significano che il carburante è acquistato in Svizzera, ma consumato all'estero; le cifre negative significano il contrario. Il turismo del pieno stimato per il 2013 corrisponde a 0,62 milioni di tonnellate di CO2 o all'1,2 per cento delle emissioni totali di gas serra della Svizzera. In seguito all'abolizione del tasso minimo di cambio franco/euro, decisa a metà gennaio 2015, è prevedibile un'ulteriore flessione del turismo del pieno. Per stimare l'effetto delle variazioni delle differenze di prezzo del carburante e dei tassi di cambio sul turismo del pieno ci si può basare sulla differenza tra il 2008 (corso dell'euro a fr. 1.50) e il 2013 (corso dell'euro a fr. 1.20). La variazione delle vendite si riflette di pari passo nella statistica globale dell'energia, che costituisce la base per la statistica del CO2 e l'inventario nazionale dei gas serra. L'evoluzione del turismo del pieno da qui al 2020 dipenderà dall'andamento relativo dei prezzi alla pompa sia in Svizzera che a ridosso del confine e quindi anche dall'evoluzione del tasso di cambio; al momento non può pertanto essere stimata in modo affidabile.
Risposta del Consiglio federale.