15.3240 · Mozione · 2015-03-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di organizzare in Svizzera una conferenza internazionale sui rifugiati e l'asilo.
Begründung
I flussi di rifugiati e richiedenti l'asilo continuano ad aumentare in tutta Europa dalla Primavera araba. La situazione non si modificherà a causa dei conflitti che imperversano ancora sul continente arabo. Barche con rifugiati continuano ad attraversare il Mediterraneo raggiungendo l'Italia e Malta. Queste traversate mettono in pericolo la vita di numerosi rifugiati. Le sofferenze cagionate dalla guerra in Siria e dalle brutali conquiste delle milizie jihadiste autonominatesi Stato Islamico (IS) generano importanti flussi di rifugiati che superano le capacità di accoglienza degli Stati limitrofi. Centinaia di migliaia di persone sono in fuga. L'affluenza in Europa continua ad aumentare e gli Stati dell'Europa meridionale non riescono più a gestire la situazione. È necessario intervenire. I Paesi europei e mediorientali devono trovare delle soluzioni.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è rimasto profondamente scosso nell'apprendere le recenti tragedie consumatesi in mare in cui hanno perso la vita numerosi migranti. Anche la sicurezza nel Vicino e Medio Oriente continua a destare preoccupazione. Il Consiglio federale ritiene prioritario l'impegno della Svizzera ad affrontare le conseguenze, sul piano umanitario e migratorio, dell'instabilità regnante in questa regione e prevede una serie di misure e azioni finalizzate al coordinamento con i partner internazionali ed europei.
Una stretta collaborazione e azioni congiunte con i Paesi membri dell'Unione europea sono indispensabili per evitare tragedie come quelle consumatesi nel Mediterraneo nelle ultime settimane. Attualmente la Svizzera sta esaminando in che misura può partecipare al piano di dieci punti elaborato dai ministri degli affari interni ed esteri dei Paesi UE. Ma anche la protezione dei rifugiati e delle persone vulnerabili che giungono sul territorio europeo, la gestione adeguata delle frontiere comuni e una migliore regolazione dei flussi migratori richiedono un intenso coordinamento con i nostri partner europei. Nell'ambito della cooperazione di Schengen e Dublino, la Svizzera svolge un ruolo molto attivo nei vari organi di coordinamento, tra cui le riunioni del Consiglio dei ministri di giustizia e degli affari interni (GAI). In materia d'asilo, la Svizzera ha deciso di partecipare alle attività dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO). Essa partecipa peraltro all'operazione marittima "Triton" dell'agenzia Frontex al largo delle coste italiane con il distaccamento in loco di vari membri del corpo delle guardie di confine e sta vagliando in che misura è possibile ampliare ulteriormente questo impegno.
La Svizzera si impegna in Medio Oriente nell'ambito del programma "Protezione nella regione" mediante misure di protezione e assistenza ai rifugiati e ai profughi nei Paesi di prima accoglienza, permettendo in tal modo di elaborare soluzioni durevoli e prevenire flussi migratori secondari. Nel contesto della crisi siriana, il 6 marzo 2015 il Consiglio federale ha adottato una serie di nuove misure. Dallo scoppio del conflitto, 128 milioni di franchi sono stati destinati all'aiuto in loco, in particolare per generi alimentari e assistenza sanitaria. Questo aiuto sarà potenziato ulteriormente nel 2015. Oltre ai 30 milioni di franchi già stanziati, sono previsti 20 milioni supplementari provenienti dal bilancio ordinario della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). In seguito all'accoglienza di un primo contingente di 500 persone nell'ambito di un progetto pilota, il Consiglio federale ha approvato l'ammissione, sull'arco di tre anni, di 3000 persone supplementari provenienti dalla regione di crisi. Nel 2015 potranno entrare in Svizzera a questo titolo al massimo 1000 persone. L'autunno prossimo il Consiglio federale valuterà nuovamente la situazione.
Mediante dialoghi e partenariati migratori con i Paesi del Nord Africa in cui transita la maggior parte dei migranti, la Svizzera sostiene il potenziamento delle capacità e delle strutture locali per contribuire alla protezione in loco dei rifugiati e delle persone più vulnerabili, permettere una migliore gestione dei flussi migratori e prevenire le partenze irregolari verso l'Europa e la Svizzera. Nell'ambito del partenariato con la Tunisia, per esempio, recentemente è stato richiesto il sostegno materiale e tecnico della Svizzera per la realizzazione di un progetto di gestione integrata delle frontiere.
La Svizzera è parte attiva in seno ai vari dialoghi regionali come il Processo di Rabat (Mediterraneo) e il Processo di Khartoum (Corno d'Africa), che cercano di definire strategie e misure comuni tra i Paesi di origine, di transito e di destinazione per migliorare la gestione dei flussi migratori. Sul piano internazionale, il compito principale dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) è proteggere i rifugiati. La Svizzera sostiene attivamente l'UNHCR nelle sue attività nella sede principale e nell'ambito delle sue numerose missioni sul campo. Questa organizzazione coordina in particolare ogni anno varie consultazioni e conferenze sulla protezione dei rifugiati, come ad esempio la Conferenza sulla situazione dei rifugiati siriani del 28 ottobre 2014 a Berlino. In tale occasione il consigliere federale Didier Burkhalter ha ribadito il sostegno svizzero alle vittime della crisi siriana.
Alla luce delle numerose attività bilaterali della Svizzera e delle strutture di coordinamento europee e multilaterali esistenti a cui essa partecipa attivamente, il Consiglio federale non vede per il momento la necessità di organizzare una conferenza internazionale sui rifugiati e l'asilo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.