Permessi temporanei per cittadini nepalesi impiegati in capanne e rifugi in Svizzera. Un sostegno diretto post terremoto
15.3451 · Mozione · 2015-05-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a esaminare la possibilità di facilitare la concessione di permessi di lavoro L temporanei a cittadini nepalesi da impiegare nelle capanne e nei rifugi alpini svizzeri. I permessi devono essere limitati temporaneamente ai mesi estivi e occorre valutare l'opportunità di fissare un salario minimo congruo.
Begründung
La violenza della natura ha devastato il Nepal. Il terremoto ha attivato la solidarietà internazionale e anche la Svizzera è al fronte con importanti risorse umane e finanziare. Il Paese ha subito un fortissimo danno che si protrarrà nel tempo. Una delle risorse economiche fondamentali, il turismo dei trekking e dell'alpinismo, subirà un grave rallentamento con conseguenti problemi per le comunità locali fortemente dipendenti da esso. I cittadini nepalesi sono apprezzati in tutto il mondo per l'affidabilità e la conoscenza della montagna e delle attività ad essa legate: alpinismo, trekking, costruzione di sentieri, servizio e lavoro in rifugi e capanne (cucina, brevi gite, manutenzione). Quale misura di sostegno diretto e immediato a numerose famiglie nepalesi, la Svizzera potrebbe concedere permessi di lavoro L temporanei a cittadini del Nepal da impiegare già durante l'estate 2015 nelle capanne e nei rifugi alpini elvetici per le citate attività. I permessi dovrebbero essere limitati temporaneamente ai mesi estivi e occorre valutare l'opportunità di fissare un salario minimo congruo. Queste persone - circa 100 a 200 al massimo - potranno raggiungere la Svizzera, guadagnare qualche franco lavorando nelle capanne e nei rifugi alpini e allacciare importanti contatti con professionisti (guide alpine) e appassionati della montagna. La loro permanenza in Svizzera (soprattutto in Vallese, Grigioni e Ticino) aiuterebbe in maniera diretta e immediata le componenti di famiglia restate in Nepal. Offrirebbe inoltre l'opportunità agli interessati di costruire importanti relazioni con l'obiettivo di organizzare spedizioni europee nelle valli e sulle montagne nepalesi nel corso dei prossimi anni. Un soggiorno in Svizzera migliorerebbe le loro competenze linguistiche (già oggi spesso buone) e la conoscenza di usi e costumi europei (ad es. cucina), facilitanti poi l'accoglienza in Nepal. La concessione di permessi può essere limitata a un o due cittadini nepalesi per struttura alpina.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole della grave situazione in Nepal, colpito da un terremoto devastante. Non ritiene tuttavia possibile facilitare il rilascio di permessi di soggiorno di breve durata a cittadini nepalesi da impiegare come manodopera nelle capanne e nei rifugi alpini svizzeri.
La legge federale sugli stranieri prevede condizioni severe per l'ammissione di cittadini di Stati terzi al mercato svizzero del lavoro (richiesta del datore di lavoro, priorità degli indigeni, condizioni salariali e lavorative, condizioni personali, abitazione conforme ai bisogni, ecc.). Il rilascio di permessi di soggiorno di breve durata per cittadini di Paesi terzi sottostà inoltre ai contingenti stabiliti annualmente dal Consiglio federale. Se tali condizioni sono adempiute, è possibile rilasciare permessi di soggiorno di breve durata anche a cittadini nepalesi. La LStr prevede anche altre possibilità per l'ammissione, ad esempio per soggiorni nell'ambito di programmi di aiuto e di sviluppo (art. 37 OASA). Nessuna base legale legittima un'ammissione agevolata di cittadini nepalesi al mercato svizzero del lavoro che vada oltre tali possibilità.
Per sostenere la popolazione nepalese il Consiglio federale punta in primo luogo a misure in loco. Oltre alle misure immediate e di emergenza (fornitura di beni di prima necessità e di materiale sanitario, invio di esperti del corpo svizzero di aiuto umanitario), la Svizzera esamina la possibilità di estendere, a medio termine, l'aiuto umanitario al settore edile e alla prevenzione dei rischi naturali.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.