15.3564 · Interpellanza · 2015-06-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Sono diverse le specie ittiche presenti nei corsi d'acqua svizzeri protette dalla Convenzione di Berna, alcune anche su scala europea. È in particolare il caso del naso (Chondrostoma nasus), del naso occidentale (Parachondrostoma toxostoma) e dell'apron o re del Doubs (Zingel asper). Queste tre specie, così come l'insieme della fauna ittica, sono in continua diminuzione da diversi anni.
Tra le cause più spesso menzionate figurano l'inquinamento, le piene artificiali delle dighe idroelettriche e le correzioni dei corsi d'acqua.
Attualmente, l'inquinamento dei corsi d'acqua è dovuto soprattutto alla crescente presenza di microinquinanti, che hanno un impatto negativo sulla riproduzione dei pesci, sulla qualità e le quantità dei macroinvertebrati bentonici e, di conseguenza, sulle risorse alimentari della fauna ittica. Queste ultime sono condizionate anche da un altro fenomeno: la drastica riduzione dell'apporto di fosforo. Gli studi condotti sui laghi svizzeri mostrano inequivocabilmente che il costante calo dell'apporto di fosforo è il fattore frenante della produzione primaria, nonché la causa di una marcata diminuzione della popolazione ittica. In che stato si trovano i nostri fiumi?
L'eventuale carattere sempre più oligotrofico dei corsi d'acqua svizzeri è una delle cause della diminuzione della fauna ittica nei nostri fiumi? In ragione dello status di protezione di cui beneficiano le tre specie sopracitate, occorre chiarire tale questione. La qualità fisica dei corsi d'acqua è monitorata dai cantoni e sarebbe probabilmente semplice cercare un'eventuale correlazione tra il graduale calo dell'apporto di fosforo in corso da anni e il calo della popolazione di queste specie protette.
Invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Sono stati realizzati studi sugli eventuali effetti che una riduzione delle risorse alimentari legata a un calo della produzione primaria potrebbe avere su ciprinidi quali il naso e il naso occidentale, protetti dalla legislazione svizzera?
2. In seguito al ricorso presentato al Consiglio d'Europa sulla scomparsa dell'apron dal Doubs, non sarebbe opportuno, oltre alle misure già adottate, esaminare gli eventuali effetti, su tale specie, di una modifica delle risorse alimentari, legata in particolare ai valori spesso bassi di fosforo che si misurano da alcuni anni nel tratto svizzero di questo corso d'acqua transfrontaliero?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il naso occidentale e il naso sono due ciprinidi di acque correnti minacciati a livello svizzero. Il loro regime alimentare è costituito essenzialmente da alghe microscopiche che crescono sulle pietre (perifiton); tali specie dipendono quindi dalla produzione primaria. Diversamente dai laghi, i principali responsabili della produzione primaria nei corsi d'acqua sono il perifiton e le macrofite. L'apporto di fosforo limita la crescita delle alghe soltanto in concentrazioni inferiori a circa 0,0006-0,015 milligrammi P/l e quello di azoto in concentrazioni inferiori a 0,05-0,06 milligrammi N/l (fonte: rapporto finale "Fischnetz"). Nel Doubs (dove vive il naso occidentale) le concentrazioni medie di fosforo e azoto misurate a Ocourt tra il 2011 e il 2013 raggiungevano rispettivamente lo 0,021 milligrammi P/l e l'1,6 milligrammi N/l (fonte: rete nazionale di osservazione della qualità delle acque superficiali NAWA), valori nettamente superiori a quelli che limitano la crescita delle alghe. Le concentrazioni di fosforo misurate nei corsi d'acqua colonizzati dai due ciprinidi sopramenzionati (naso e naso occidentale) sono quindi sufficienti ad assicurare la produzione primaria. L'ipotesi secondo cui una riduzione delle risorse alimentari spiegherebbe la scomparsa di ciprinidi quali il naso e il naso occidentale pare dunque poco probabile.
2. In Svizzera, l'apron vive soltanto nel Doubs. A differenza del naso e del naso occidentale, che si nutrono esclusivamente di alghe microscopiche, l'apron ha un'alimentazione più variata, composta da minuscoli animali che vivono sulle pietre e sotto le pietre. La questione delle risorse alimentari dei pesci è stata affrontata nell'ambito del progetto di portata nazionale "Fischnetz" (1998-2003), che ha analizzato le comunità di organismi di cui si nutrono i pesci in vari corsi d'acqua svizzeri. I risultati mostrano che, nel complesso, né l'abbondanza né la biomassa delle prede dei pesci hanno subito modifiche rilevanti nel periodo in esame. L'ipotesi secondo la quale una riduzione delle risorse alimentari spiegherebbe la scomparsa dell'apron pare quindi poco probabile.
In seguito al ricorso presentato alla Convenzione di Berna, nel 2014 un gruppo di lavoro internazionale per il miglioramento della qualità delle acque e dell'habitat del Doubs ha realizzato un piano d'azione con diverse misure che gioveranno all'apron.
La questione di un eventuale apporto artificiale di fosforo nelle acque è stata trattata dal Consiglio federale e dal Parlamento nel quadro delle mozioni Luginbühl 11.4091 e von Siebenthal 11.4158 entrambe respinte dal Parlamento, concernenti la gestione dei fosfati nelle acque del lago di Brienz. In tale contesto è stato precisato che un apporto artificiale di sostanze nutritive al fine di aumentare la resa della pesca equivarrebbe a emanare segnali sbagliati dal punto di vista della politica di protezione delle acque, metterebbe in questione gli sforzi e gli investimenti realizzati fino ad oggi e contraddirebbe gli obiettivi stabiliti dalla legislazione sulla protezione dell'ambiente. Inoltre, le indagini condotte dall'EAWAG mostrano chiaramente che per conservare la biodiversità occorrono acque di buona qualità con basse concentrazioni di sostanze nutritive.
Risposta del Consiglio federale.