15.3843 · Mozione · 2015-09-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di ridurre di 82 milioni di franchi le spese dell'Ufficio federale di statistica (UST) nel prossimo preventivo possibile.
Begründung
Nel 2004 il preventivo dell'UST ammontava a 93 milioni di franchi. Con 164 milioni di franchi, nel 2014 era quasi raddoppiato. Nello stesso periodo le uscite dello Stato sono cresciute da 50 a 66 miliardi di franchi, cioè del 33 per cento. L'aumento delle uscite dell'UST è quindi ben al di sopra della media. Se anche il preventivo dell'UST fosse cresciuto del 33 per cento, oggi ammonterebbe a circa 123 milioni di franchi. Con la presente mozione si chiede che le spese per il personale e le spese per beni e servizi dell'UST siano ridotte a 82 milioni di franchi (la metà dell'importo indicato nel consuntivo 2014), cioè riallineate pressappoco alla crescita media generale delle uscite.
Questo taglio comporterà la soppressione di gran parte delle statistiche e la riduzione all'essenziale di quelle veramente necessarie. I doppioni tra i singoli uffici federali e l'UST devono essere eliminati.
Le numerose rilevazioni statistiche non sono utili né all'economia né alla popolazione. Anzi, la costante crescita dell'onere statistico comincia a pesare e sono soprattutto i piccoli imprenditori a risentirne. Molti imprenditori e privati compilano i documenti frettolosamente inserendovi dati approssimativi, il che inevitabilmente falsa le statistiche. Ed è proprio sulla base di queste statistiche poco attendibili che la politica adotta nuove leggi e regolamentazioni. Un circolo vizioso che può essere spezzato soltanto con una drastica riduzione delle uscite.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene che in uno Stato democratico moderno sia indispensabile avere accesso a informazioni statistiche affidabili, a informazioni che consentono agli esponenti della politica, dell'amministrazione pubblica, delle parti sociali, del mondo scientifico e ai cittadini di prendere decisioni su basi fondate. La competenza della Confederazione a rilevare i dati statistici necessari per gli scopi fissati nella legge sulla statistica federale è stabilita nell'articolo 65 della Costituzione federale. Con i tagli richiesti (che riporterebbero le spese pressappoco al livello dell'inizio del nuovo millennio) l'Ufficio federale di statistica (UST) non sarebbe in grado di svolgere l'incarico affidatogli né nel volume definito né nella qualità necessaria. Il Consiglio federale valuta regolarmente l'utilità delle statistiche nel quadro del programma pluriennale della statistica e di programmi di risparmio. Attribuisce priorità ai contenuti e valuta, caso per caso, se la fusione della produzione statistica consenta una maggiore efficienza.
Il Consiglio federale non condivide le affermazioni sulla qualità delle informazioni statistiche: parte dal presupposto che gli intervistati siano consapevoli che, attraverso le loro indicazioni, forniscano importanti basi per la presa di decisioni proprie e per quelle di natura politica. La Banca nazionale svizzera, a titolo di esempio, ricorre alle statistiche economiche per decidere della propria politica monetaria, le associazioni economiche e le parti sociali le usano per le trattative salariali e le aziende per calcolare i costi del personale e valutare la disponibilità di specialisti. Le statistiche confrontabili con quelle di altri Paesi permettono di posizionare la Svizzera nella concorrenza tra le piazze economiche internazionali. Inoltre, metodi scientifici consentono di filtrare i dati inesatti, evitando che falsino le tendenze di fondo.
Nel suo parere in risposta alle mozioni Giezendanner 15.3433 e Schibli 15.3439 il Consiglio federale ha fatto presente quanto ritenga importante ridurre l'onere degli intervistati. Negli ultimi anni sono state adottate varie misure in questo senso, come quella di usare vieppiù dati amministrativi o tratti dai registri per eseguire le statistiche. L'introduzione del nuovo sistema di censimento della popolazione nel 2010, che ha comportato un considerevole sgravio dell'onere per le economie domestiche, le amministrazioni immobiliari, i comuni e i cantoni interpellati, ne è un esempio. In questo modo è stato possibile risparmiare circa 100 milioni di franchi rispetto all'ultima rilevazione totale classica, realizzata nel 2000. Negli ultimi anni, l'UST è peraltro passato sempre più dalle rilevazioni totali a quelle campionarie, in modo da sollecitare meno spesso le persone e le aziende, pur mantenendo il livello qualitativo delle rilevazioni. Il modus operandi prevede che le piccole e medie imprese non vengano prese in considerazione varie volte di seguito nei campioni delle rilevazioni. Il Consiglio federale concorda con gli autori della mozione sul fatto che, coordinando meglio le varie attività statistiche della Confederazione, l'onere statistico degli interrogati potrebbe essere ridotto ulteriormente.
Il Consiglio federale fa notare che circa la metà dell'aumento delle spese dell'UST tra il 2004 e il 2014 è da ricondurre a trasferimenti senza incidenza sul preventivo (trasferimento delle spese informatiche e di locazione a seguito del nuovo modello contabile NMC 2007). Una parte delle spese supplementari deriva inoltre dall'attuazione dell'accordo statistico, basata sulla decisione parlamentare relativa ai Bilaterali II, e dalla richiesta da parte del Parlamento di nuovi contenuti statistici, rilevazioni e registri (tra cui il censimento della popolazione, il numero d'identificazione delle imprese, ecc.). Fatti salvi questi elementi, lo sviluppo delle spese dell'UST si situa nella media del preventivo della Confederazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.