15.4018 · Postulato · 2015-09-25
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la possibilità di realizzare una conferenza dei popoli con l'inclusione di rappresentanti delle minoranze iraniane ai fini della promozione del federalismo e della democrazia in Iran.
Begründung
L'accordo globale sul nucleare tra l'Iran e gli Stati E3/UE+3 e la graduale revoca delle sanzioni rappresentano una vittoria della diplomazia e della sicurezza. Si presenta così l'opportunità di avvicinarsi all'obiettivo ultimo di un mondo senza armi nucleari e di integrare l'Iran in un sistema multilaterale di sicurezza e cooperazione per la cui mancanza il Vicino e Medio Oriente hanno pagato un prezzo molto caro.
La fine delle sanzioni prevista a breve gioverà anche ad aziende svizzere e porterà probabilmente a un considerevole miglioramento delle condizioni di vita della popolazione civile iraniana. Resta però da vedere se anche le minoranze etniche e linguistiche del Paese beneficeranno dell'atteso rilancio dell'economia. Una preoccupazione condivisa anche dall'Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati (UNPO), che il 21 settembre 2015 ha realizzato una conferenza sul tema a Ginevra.
Attualmente la Costituzione e il governo dell'Iran non rispettano sufficientemente i diritti delle minoranze etniche e religiose. Sono considerati cittadine e cittadini di seconda classe e sono vittime di discriminazioni sociali, soprattutto in ambito formativo e professionale. Chi si oppone a queste condizioni viene perseguitato e corre addirittura il rischio di essere condannato a morte. Da tempo i rappresentanti e le rappresentanti delle minoranze iraniane reclamano invano più democrazia, più federalismo e il rispetto dei diritti linguistici e di minoranza dei popoli non persiani. L'apertura di un dialogo con i popoli e le minoranze iraniani potrebbe preparare un terreno favorevole a tali rivendicazioni.
L'accordo sul nucleare con l'Iran offre alla diplomazia un ventaglio di possibilità per avviare una procedura multilaterale incentrata sui gravi problemi legati ai diritti umani e alle minoranze. Con circa 78 milioni di abitanti, l'Iran si annovera tra i venti Stati più popolosi del mondo. Approssimativamente tre quinti della popolazione sono persiani, mentre due quinti appartengono a minoranze, come quella azera, curda, araba, belucia, turkmena e altre. Dal punto di vista religioso, oltre alla maggioranza sciita, vi è una minoranza sunnita come pure aderenti alla fede Bah'í e persone di confessione cristiana o ebraica.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera e l'Iran intrattengono buone relazioni diplomatiche e negli scorsi anni si sono svolti numerosi incontri.
Il Consiglio federale accoglie favorevolmente il piano d'azione congiunto globale (Joint Comprehensive Plan of Action, JCPOA, documento disponibile sul sito Internet dell'UE, http://eeas.europa.eu/index_it.htm) relativo alla questione nucleare in Iran, approvato il 14 luglio 2015 dai partner negoziali e confermato mediante la risoluzione numero 2231 del Consiglio di sicurezza dell'ONU (documento disponibile sul sito Internet del Consiglio di sicurezza dell'ONU, http://www.un.org/en/sc/). L'accordo rappresenta un segnale forte e sta a dimostrare che le questioni di politica internazionale possono essere disciplinate in modo pacifico con la diplomazia.
Le prospettive di soluzione positiva della questione nucleare e le possibilità che presenta questo accordo per il futuro sono buone e il Consiglio federale ne è consapevole. La questione dei diritti umani e delle comunità etniche e religiose in Iran restano prioritarie per la Svizzera. Per tale motivo il Consiglio federale considera le buone relazioni con l'Iran come un'opportunità per ampliare lo scambio in materia di diritti umani e giustizia. La Svizzera inoltre, nel quadro dei colloqui politici con l'Iran e all'interno degli organismi multilaterali, affronta regolarmente il tema della libertà di religione e dei diritti delle comunità etniche e religiose.
Il Consiglio federale è dell'avviso che gli organi dell'ONU, in base al loro mandato globale, costituiscano l'organismo più appropriato per organizzare conferenze che trattano le questioni sollevate nel postulato.
Per tale motivo il Consiglio federale ritiene che una conferenza realizzata sotto la sola guida della Svizzera, senza che lo Stato in questione esprima particolare interesse per un'iniziativa del genere, avrebbe scarse possibilità di successo.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.