15.4049 · Postulato · 2015-09-25
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è pregato di esaminare in una perizia giuridica se, per proteggere i consumatori, non sia necessario proporre un'apposita legge sulla nanotecnologia impiegata nei prodotti di consumo.
Begründung
Il secondo rapporto sul piano d'azione Nanomateriali di sintesi riconosce l'esistenza di lacune normative. La molteplicità di questi materiali e dei loro campi di applicazione rende molto più complesso del previsto il disciplinamento del settore. Il Consiglio federale ha perciò deciso di prolungare il piano d'azione fino al 2019.
Le lacune normative sono importanti. Nell'UE, il disciplinamento legale dell'impiego dei nanomateriali ha raggiunto una dinamica considerevole, con il risultato, però, di produrre un quadro normativo frammentato, che non permette di armonizzare le diverse misure di sicurezza in questo settore.
L'attuale revisione delle ordinanze di applicazione della nuova legge sulle derrate alimentari non migliora l'omogeneità delle norme specifiche ai nanomateriali. Al contrario: la frammentazione è ulteriormente accentuata. Il risultato: riferimenti alla nanotecnologia sparsi (e difficilmente reperibili) nell'ODerr, nell'ordinanza del DFI sui nuovi tipi di derrate alimentari, nell'OIDerr, nell'ordinanza sui materiali e gli oggetti, nell'ODPPE e nell'OCos.
Questa frammentazione normativa e la responsabilità individuale dei fabbricanti propugnata dalle autorità sono insufficienti: i nanomateriali dovrebbero rientrare in un quadro legislativo unitario, fondato sul principio di precauzione. Nel caso ideale, tutte le misure di regolamentazione dovrebbero essere disciplinate in un'apposita legge sulla nanotecnologia.
L'attuale disciplinamento della nanotecnologia ricorda quello degli inizi dell'ingegneria genetica nel settore non umano: apposite disposizioni vennero integrate nelle leggi allora vigenti soltanto a seguito delle pressioni scatenate da un'iniziativa popolare che successivamente, nel processo parlamentare, diede avvio all'elaborazione di una legge autonoma sull'ingegneria genetica.
Sondaggi sul tema della nanotecnologia rivelano un atteggiamento sempre più critico da parte dei consumatori, soprattutto quando ne sono interessati in prima persona. Quanto più i prodotti hanno un effetto diretto sul corpo, tanto meno la nanotecnologia è ben accetta. Le riserve maggiori sono espresse nel caso delle derrate alimentari. Una legge sulla nanotecnologia compatta e coerente permetterebbe non soltanto di rispettare il principio di precauzione, ma anche di promuovere la trasparenza nei confronti dei consumatori.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
I processi nanotecnologici sono utilizzati in numerosi ambiti molto diversi tra loro come l'energia solare, la medicina, le derrate alimentari, l'elettronica o la preparazione dell'acqua. I nanomateriali sono perciò soggetti alla legislazione inerente al loro campo di applicazione.
Nel primo rapporto sull'attuazione del piano d'azione Nanomateriali di sintesi sono stati valutati gli effetti e le esigenze in materia di regolamentazione. Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che l'adeguamento settoriale del diritto era conforme alle necessità. Questa scelta è stata discussa preliminarmente e poi approvata dalla maggioranza in seno al gruppo di accompagnamento del piano d'azione, insieme a rappresentanti dell'industria, delle organizzazioni di protezione dei consumatori e di tutela dell'ambiente, dei sindacati e a scienziati. I nanomateriali sono quindi disciplinati in funzione del loro utilizzo. L'elaborazione di una legge sulle nanotecnologie per il disciplinamento di una categoria di prodotti chimici implicherebbe numerose sovrapposizioni tra i testi normativi che ne renderebbero estremamente complessa l'applicazione, senza migliorare in alcun modo la sicurezza dei consumatori. Nel quadro del piano d'azione del Consiglio federale sono state individuate ed eliminate le lacune in ambito normativo. Durante il periodo 2015-2019 si prevede di esaminare in particolare l'attuazione dell'obbligo di notifica e di comunicazione per i nanomateriali. Le esigenze in materia di adeguamento della legislazione sono regolarmente valutate da un gruppo nazionale di esperti e dai rappresentanti di tutti gli ambienti interessati, il che consente anche di garantire una migliore compatibilità con la legislazione europea.
Le basi metodologiche necessarie alla valutazione dei pericoli e dei rischi relativi ai nanomateriali sono diverse a seconda del loro campo di applicazione. Attualmente questi materiali sono esaminati caso per caso nel quadro dei processi legislativi esistenti. Per il momento, tuttavia, mancano metodi di valutazione dei rischi standardizzati e armonizzati su scala internazionale. È proprio su questo punto che la Svizzera lavora intensamente, in particolare in seno all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, all'Organizzazione internazionale per la normazione e nel quadro dei programmi di ricerca europei. Le ordinanze potranno essere adeguate e completate in modo mirato non appena saranno stati definiti e saranno disponibili standard appropriati.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.