15.4078 · Interpellanza · 2015-09-25
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
1. Anche se il macello è legalmente di proprietà del comune di Ouahigouya, la Confederazione è al corrente dei problemi attuali?
2. Può la Confederazione ordinare una perizia per stimare l'ammontare dei nuovi investimenti da realizzare?
3. Chi si accollerà le spese per rimettere in funzione questo macello?
4. Se la realizzazione sarà delegata agli autoctoni, la Confederazione si assumerà un ruolo di sorveglianza per garantire che il progetto non si insabbi?
Begründung
Il 29 settembre 2011 ho depositato l'interpellanza 11.3880 sul tema del macello di Ouahigouya e il Consiglio federale ha risposto il 16 dicembre 2011.
Nella risposta si precisa che la gestione di questo mattatoio, che comprende vari edifici, è affidata a un amministratore che dispone di un servizio amministrativo e finanziario. Questo è inoltre controllato da un consiglio di undici membri.
Il macello, che è costato 1,3 milioni di franchi ai contribuenti svizzeri ed è tuttora sottoutilizzato, è legalmente di proprietà del comune di Ouahigouya. E purtroppo i problemi si accumulano.
All'ingresso, un edificio in mattoni senza destinazione specifica è parzialmente crollato. Alcune lastre di lamiera usate per la copertura sono volate via con il vento e così i mattoni che compongono l'ossatura della struttura adesso sono umidi. Varie installazioni meccaniche non funzionano più.
Nel cortile interno, infine, si ammucchiano varie tonnellate di corna di bue che non dovrebbero stare inquel luogo.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il macello di Ouahigouya è stato concepito e costruito in un periodo favorevole e in un clima politico positivo e incoraggiante. Successivamente la situazione politica e le relazioni tra gli attori locali si sono notevolmente degradate. Nonostante questo peggioramento, la cooperazione svizzera ha sempre cercato di trovare, con gli attori locali, soluzioni per valorizzare l'infrastruttura, unicamente nell'interesse del comune, che è interamente proprietario dell'opera e responsabile del suo funzionamento. La cooperazione svizzera è quindi al corrente dello stato attuale del macello e dei problemi riscontrati.
Nel quadro del programma di sostegno alla gestione delle collettività territoriali, l'impegno della cooperazione svizzera avviene sulla base di negoziati condotti con tutti i partner interessati. Si tratta innanzitutto di appoggiare e rafforzare un processo fondato sui principi della democrazia e della partecipazione.
Sui 13 progetti principali sostenuti dalla cooperazione svizzera a Ouahigouya, due riscontrano problemi di funzionamento. Alla luce di questa constatazione non si può rimettere in discussione l'interesse di un programma che contribuisce a instaurare la democrazia locale e consente di generare introiti a beneficio dei comuni, che li reinvestono in programmi sociali (scuole, fontanelle, pozzi).
2. La perizia per stimare i costi degli investimenti necessari per valorizzare gli edifici esistenti e garantirne un funzionamento minimo, ma adeguato dal punto di vista economico, sanitario e sociale, è stata effettuata dalle autorità locali. Al riguardo, la cooperazione svizzera ha criticato la definizione delle priorità e il comune si è detto d'accordo con le sue osservazioni.
3. Tuttavia, le condizioni e gli avvenimenti politici sopraggiunti nel secondo semestre del 2014 in Burkina Faso non hanno permesso finora di valorizzare questo studio e di realizzare gli investimenti necessari.
I costi per rimettere in funzione il macello sarebbero prevalentemente a carico del comune di Ouahigouya. Tuttavia, nel quadro del programma di sostegno alla gestione decentralizzata e alla partecipazione dei cittadini saranno conclusi accordi di partenariato tra la cooperazione svizzera e i comuni partner, tra i quali anche quello di Ouahigouya. Se le autorità di Ouahigouya giudicano prioritario riattivare il macello e se le condizioni generali in cui si inserisce questo progetto sono accettabili e credibili per la cooperazione svizzera, una parte dei fondi assegnati al comune potrebbe essere impiegata per rimettere in funzione la struttura. La cooperazione svizzera accetterà questa soluzione solo dopo un esame molto attento del progetto e dopo aver ricevuto garanzie da parte degli attori coinvolti e riguardo al finanziamento proprio del comune.
4. La cooperazione svizzera appoggia tutte le fasi di un progetto, comprese quelle della messa in funzione e della gestione. Sebbene la realizzazione della struttura sia terminata e l'opera sia stata consegnata ai partner locali, la Confederazione vigila sul buon funzionamento dell'infrastruttura e continua a fornire sostegno per seguirne la gestione. Questa trasparenza è d'altro canto stipulata negli accordi di partenariato e viene formalizzata soprattutto all'avvio di un nuovo progetto, che viene quindi messo in relazione con il precedente e la cui realizzazione dipende spesso dal buon funzionamento del progetto iniziale. È bene riconoscere tuttavia che a Ouahigouya il contesto sociale e politico degli ultimi anni è stato difficile e complesso e che i conflitti tra attori locali hanno paralizzato lo sviluppo della città nel periodo considerato.
Risposta del Consiglio federale.