15.411 · Iniziativa parlamentare · 2015-03-05
Liquidato
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:
Occorre modificare la legge federale del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu), in particolare il capitolo 5 sullo smaltimento delle scorie radioattive, di modo che si possa ricorrere allo smaltimento all'estero se il Paese in questione rispetta gli stessi standard internazionali sulla sicurezza applicati dalla Svizzera.
Per smaltimento non si intende soltanto il deposito finale, ma anche tutte le forme di immagazzinamento intermedio ai fini di un successivo riciclaggio.
Begründung
Secondo la LENu le scorie radioattive prodotte in Svizzera devono essere smaltite in Svizzera. Non vedo perché tali materiali debbano essere trattati giuridicamente e concretamente in modo diverso dai prodotti commerciali o dalle altre scorie, se le disposizioni internazionali in materia di sicurezza sono perfettamente rispettate. Nel presente caso sono due le note organizzazioni internazionali ad essere attive nella sorveglianza e nel controllo in questo settore: l'Agenzia internazionale per l'energia atomica dell'ONU e l'Agenzia dell'energia nucleare dell'OCSE.
Con questa iniziativa parlamentare non intendo chiedere che le scorie radioattive svizzere vengano obbligatoriamente smaltite all'estero. Chiedo soltanto che venga presa in considerazione questa evenienza se si presenta una simile soluzione, su base multilaterale, in un Paese più o meno vicino al nostro. Nessuno contesterà che un deposito lontano da un denso insediamento sollevi meno preoccupazioni e opposizioni da parte della popolazione locale in confronto a zone densamente popolate, a condizione che, ripeto, la sicurezza abbia la massima priorità e sia sempre garantita.
Invece la questione dei costi è per me di importanza secondaria. Trasporto, immagazzinamento definitivo o anche solo temporaneo e sorveglianza delle scorie radioattive hanno ovunque un prezzo. La società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra), incaricata in Svizzera di realizzare un deposito sicuro in strati geologici profondi, è ancora ben lungi dal raggiungere il suo obiettivo nonostante i miliardi spesi finora. Inoltre, non si può né si deve escludere a priori che si possano costruire depositi anche nelle regioni geologicamente idonee situate fuori dalla Svizzera, tanto più se tali regioni sono intenzionate a farlo e ne traggono vantaggi economici e finanziari.
Per quanto concerne lo scadenzario, faccio notare che in Svizzera l'entrata in funzione di un deposito in strati geologici profondi è prevista tra il 2040 e il 2050. Questo orizzonte temporale è sufficientemente ampio anche per una revisione della LENu. Per me l'importante è che lo smaltimento all'estero sia equiparato per legge allo smaltimento nel nostro Paese e che le autorità svizzere competenti abbiano la possibilità di cercare soluzioni multilaterali sulla base di accordi internazionali.
In queste riflessioni occorre anche tenere presente che la ricerca di nuove tecnologie nucleari, in particolare quella relativa ai reattori, avanza a grandi passi in tutto il mondo. Si stanno infatti già delineando possibilità di riciclare le barre di combustibile bruciate oggi come materie prime del futuro. Questa opzione deve pertanto essere prevista nella legislazione, e non solo come eccezione accompagnata da oneri elevati.