15.4229 · Mozione · 2015-12-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché siano affrontate le vere cause che si nascondono dietro la "diagnosi" di ADHD e sia ridotta così in modo significativo la prescrizione eccessiva di medicamenti nella Svizzera tedesca e francese.
Begründung
Nel suo parere in risposta alla mozione 15.3146, "Consumo di Ritalin in Svizzera", il Consiglio federale sostiene che "in proposito, il Ticino sembra essere fortemente influenzato dall'Italia dove, per motivi sconosciuti, il metilfenidato è prescritto meno frequentemente".
Da un'analisi più precisa sui motivi per cui in Ticino questa sostanza è prescritta cinque volte meno rispetto al resto della Svizzera emerge quanto segue:
a. Nell'intervista rilasciata alla radio dellaSsvizzera tedesca SRF (16 febbraio 2015 "Warum Tessiner Kinder weniger Ritalin erhalten" - Perché ai bambini ticinesi è somministrato meno Ritalin), il pediatra ticinese Andreas Wechsler afferma che "a nessuno piace quando i bambini fanno chiasso, ma in Ticino questo disturba meno. La società è più tollerante nei loro confronti. Questo atteggiamento dipende da un lato dalla mentalità a sud del Gottardo, dall'altro dal sistema scolastico, che da decenni punta sull'approccio integrativo".
b. Inoltre la prescrizione molto meno frequente di Ritalin indica in modo inequivocabile che l'ADHD non è una malattia, come confermato anche dal suo "inventore", il dottor Leon Eisenberg, nella sua ultima intervista ("Spiegel" 06/2012). Eisenberg non avrebbe mai immaginato che la sua "invenzione" potesse divenire così popolare e ha rivelato che "l'ADHD è l'esempio emblematico di una malattia 'fabbricata', in cui la predisposizione genetica è del tutto sopravvalutata. Gli psichiatri infantili dovrebbero invece ricercare in modo molto più approfondito le cause psicosociali all'origine di disturbi comportamentali".
c. Secondo le conclusioni di uno studio pubblicato nel novembre del 2014 sul trattamento dell'ADHD nei bambini e negli adolescenti nel cantone di Zurigo ("Behandlung von ADHS bei Kindern und Jugendlichen im Kanton Zürich"), realizzato su incarico del governo cantonale zurighese, "il termine ADHD ha registrato un'ascesa sociale: sembra che lo si utilizzi anche per descrivere un determinato tipo di refrattarietà dei bambini nei confronti della condotta e delle prestazioni richieste a scuola, che, secondo la tendenza oggi dominante, si tenta di correggere con mezzi medici o psicologici". Per questi motivi, nel settore scolastico occorre riflettere su come ridurre o evitare le sofferenze (dovute alla scuola) dei bambini con ADHD (e sui loro genitori).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'ADHD è un disturbo della concentrazione e del controllo emotivo che comincia a manifestarsi in età infantile. I criteri per la sua diagnosi sono elencati nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) dell'Associazione psichiatria americana (APA) e nella classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (CIM-10) dell'Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite.
Il quadro clinico dell'ADHD può essere il risultato di diverse catene di causa-effetto. Poiché il suo manifestarsi è determinato da fattori individuali, genetici, sociali e culturali, non esistono cause generali sui cui orientare eventuali interventi. Considerata la complessità e la specificità individuale del disturbo, anche la terapia deve essere decisa in funzione dei bisogni accertati nei singoli casi.
Sulla natura dell'ADHD (vera e propria malattia o semplice disturbo) non vi è unità di vedute. È tuttavia indiscusso che chi ne è affetto è esposto a gravi sofferenze e ha bisogno d'aiuto. In generale, la terapia è definita tenendo conto del quadro complessivo e comprende sia interventi medici che assistenza psichica e sociale.
Questo vale in particolare quando si tratta di decidere se e a quali condizioni si debbano impiegare medicamenti contenenti metilfenidato, per esempio il Ritalin. Questa decisione va presa tenendo conto del bisogno terapeutico e della situazione generale dei singoli pazienti.
Sulla base di un rapporto peritale sui medicamenti che migliorano le prestazioni (disponibile soltanto in tedesco, "Leistungssteigernde Medikamente - Bedeutung, Anwendung und Auswirkungen", e francese, "Médicaments améliorant les performances - Définition, utilisation et effets") elaborato in adempimento di diversi postulati (09.3665, 13.3012 e 13.3157), il Consiglio federale è già giunto alla conclusione che la prassi di prescrizione di medicamenti contenenti metilfenidato vigente in Svizzera è conforme alle raccomandazioni internazionali e alle regole riconosciute della scienza medica. Non vede quindi alcuna ragione di limitare la libertà terapeutica dei medici.
Nel parere in risposta alla mozione 15.3146, il Consiglio federale rinvia a un progetto di ricerca ("Interventionsstudie bei Aufmerksamkeits- und Verhaltensprobleme in der Unterstufe"), commissionato nel 2013 dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), nel quadro del quale vengono sviluppate modalità d'intervento in caso di disturbi da deficit dell'attenzione e di problemi comportamentali nella prima fase della scolarizzazione (1° e 2° anno del livello primario). Anche le raccomandazioni formulate alla Svizzera dal comitato dell'ONU sui diritti dell'infanzia citano la ricerca sugli approcci terapeutici in caso di ADHD.
Per quanto riguarda la minor frequenza con cui il Ritalin viene prescritto in Ticino, non esistono al momento spiegazioni certe. L'esperto citato nella mozione dice in sostanza soltanto che il fenomeno potrebbe essere dovuto a differenze culturali.
Per un'analisi approfondita della questione sarebbe necessario un controllo sistematico della prassi di prescrizione. Un tale controllo, tuttavia, esula dai compiti della Confederazione, in quanto, conformemente all'articolo 29d capoverso 1 lettera d della legge sugli stupefacenti (RS 812.121), il controllo del corpo medico è di competenza dei cantoni. Questo significa che la Confederazione non può nemmeno obbligare gli attori coinvolti nella terapia di casi di ADHD (famiglie, medici, insegnanti, servizi sociali ecc.) a rilevare e fornire i dati di cui avrebbe bisogno allo scopo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.