16.3103 · Mozione · 2016-03-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto per eliminare dall'AVS gli svantaggi delle coppie sposate o in unione domestica registrata rispetto alle coppie non sposate.
Begründung
L'iniziativa popolare federale "per il matrimonio e la famiglia - no agli svantaggi per le coppie sposate" è stata respinta di misura dalla maggioranza della popolazione. Dalle prime analisi risulta che il fallimento dell'iniziativa non è dovuto tanto al suo contenuto, ovvero l'eliminazione degli svantaggi fiscali e previdenziali dovuti allo stato civile, quanto alla definizione di matrimonio. La discriminazione delle coppie sposate o in unione domestica registrata è considerata deplorevole e iniqua, in particolare per le coppie di pensionati AVS. Due persone che convivono da vent'anni senza però essere sposate percepiscono, al momento del pensionamento, una rendita AVS di 4700 franchi svizzeri al mese. Se però sono sposate o vivono in unione domestica registrata, queste due persone ricevono al massimo il 150 per cento della rendita massima prevista, vale a dire 3525 franchi svizzeri. Questa differenza di 1175 franchi svizzeri al mese è semplicemente ingiustificabile. Stando ad alcune notizie riportate dai media, vi sarebbero coppie che nella vecchiaia divorziano per ricevere una rendita AVS più alta. Ma lo stato civile di una coppia non deve poterne determinare la situazione economica.
Nel quadro della campagna per la votazione è stato fatto notare da più parti che i privilegi di cui godono le coppie sposate ne compenserebbero gli svantaggi. In particolare si è fatto riferimento alle rendite vedovili, un esempio piuttosto cinico, dato che il vantaggio subentra solo in seguito al decesso del coniuge. Le disparità di trattamento vanno quindi mostrate nel loro complesso, così come la loro eliminazione e le relative ripercussioni sociopolitiche e finanziarie.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel messaggio del 23 ottobre 2013 sull'iniziativa popolare federale "per il matrimonio e la famiglia - no agli svantaggi per le coppie sposate", il Consiglio federale ha spiegato in un'analisi generale che nel complesso le coppie sposate beneficiano di una migliore copertura assicurativa e di un trattamento privilegiato rispetto a quelle non sposate, non soltanto nell'AVS e nell'AI ma anche nelle altre assicurazioni sociali, in particolare nella previdenza professionale e nell'assicurazione contro gli infortuni.
Se si volesse eliminare la limitazione delle rendite per le coppie sposate, quale misura di compensazione sarebbe necessario procedere ad adeguamenti anche sul fronte dei loro attuali vantaggi. La soppressione di tutte le regolamentazioni dell'AVS e dell'AI che dipendono dallo stato civile richiederebbe dunque un'ampia ristrutturazione del primo pilastro che comporterebbe complessivamente maggiori uscite.
Va inoltre osservato che la soppressione della limitazione delle rendite produrrebbe effetti diversi a seconda del livello dei redditi dei coniugi. Dato che attualmente soltanto le persone con redditi modesti non raggiungono il limite massimo delle rendite, la sua soppressione andrebbe a beneficio unicamente di quelle con redditi medio-alti, favorendo principalmente le coppie sposate che grazie anche alle rendite del secondo pilastro godono già oggi di una buona situazione previdenziale. Per le coppie al di sotto del limite massimo della rendita per coniugi non vi sarebbero miglioramenti. Per questa ragione, nel quadro dell'ampia ristrutturazione summenzionata, bisognerebbe anche impedire che le coppie sposate con redditi modesti e gli altri assicurati AVS nelle stesse condizioni, oltre a non ottenere alcun miglioramento delle prestazioni, si vedano aumentare i contributi AVS o le imposte per finanziare un miglioramento delle prestazioni per le coppie sposate già avvantaggiate.
Gli aspetti sollevati dagli autori della mozione sono stati e sono ancora trattati nel quadro della discussione del messaggio del 19 novembre 2014 sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 (FF 2015 1), attualmente alla seconda Camera. Il Consiglio federale non ritiene dunque appropriato elaborare parallelamente un nuovo progetto.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.