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16.3258 · Mozione · 2016-03-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di far assumere alla Confederazione tutti i costi cagionati dall'accoglienza dei rifugiati nel nostro Paese, in particolare utilizzando a tal fine, se necessario, una parte delle somme destinate all'aiuto allo sviluppo.

Begründung

La politica d'accoglienza dei migranti è decisa dal Consiglio federale, ma il suo finanziamento è in parte assicurato dai cantoni. Attualmente, con la situazione in Medio Oriente e il relativo flusso di rifugiati, constatiamo che il Consiglio federale non adotta alcuna misura per fermare o rallentare l'arrivo di nuovi migranti. I cantoni sono quindi obbligati ad accogliere un numero considerevole di richiedenti l'asilo, il che richiede notevoli spese supplementari. I bilanci cantonali sono pertanto messi a dura prova. Per alcuni cantoni, la politica federale non può più essere garantita senza squilibrare i conti, che diventano deficitari. Prendiamo l'esempio del canton Ginevra, in cui il sussidio cantonale per l'asilo era di 15,2 milioni di franchi nel 2012, per poi raddoppiare a 32 milioni nel 2015 e raggiungere, secondo le proiezioni, 63,3 milioni nel 2018 (fonte: Hospice général du canton de Genève).

Il massiccio e crescente arrivo di richiedenti l'asilo pone in una situazione critica i servizi sociali di questo cantone. Nel 2015 oltre 1300 persone supplementari sono state accolte a Ginevra e più di 100 già in gennaio, di solito considerato un mese tranquillo. Il numero di persone nel dispositivo ginevrino dell'asilo ammonta attualmente a 6634 (fine gennaio 2016). Fondandosi sugli almeno 40 000 arrivi in Svizzera previsti dalla Segreteria di Stato della migrazione per il 2016, tale numero raggiungerà le 8000 persone a fine anno. Questa situazione critica non è propria solo a Ginevra, ma anche a molti altri cantoni. Sapendo che la Confederazione prevede un avanzo di 2,3 miliardi di franchi sui conti 2015, sarebbe opportuno, per garantire la sua politica migratoria, che aiuti maggiormente i cantoni, a costo di ridurre temporaneamente il considerevole importo totale attribuito all'aiuto allo sviluppo. È compito della Confederazione portare avanti una politica coerente in modo da risolvere i problemi migratori senza addossare le proprie responsabilità ai cantoni, causando loro innumerevoli problemi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

A mo' di introduzione va detto che, contrariamente all'opinione dell'autore della mozione, la concessione dell'asilo non costituisce una decisione politica bensì giuridica, dato che le autorità devono fondarsi sulla legge sull'asilo e sulla Convenzione sullo statuto dei rifugiati.

Questi ultimi anni, Confederazione e cantoni hanno adottato diverse misure volte a garantire l'efficacia delle procedure d'asilo e ridurre in particolare il numero di domande d'asilo insufficientemente fondate (trattamento prioritario di tali domande, procedura di 48 ore, procedura fast-track, rinvio dei casi Dublino che hanno presentato domande multiple). In seguito, il numero di domande di questo tipo è fortemente diminuito, per cui nel 2015 soltanto il 2,9 per cento delle domande d'asilo presentate in Europa sono state depositate in Svizzera. Si tratta del valore più basso da vent'anni.

L'ammontare dei sussidi federali dipende dal numero di persone e dalla loro ripartizione tra i cantoni. I sussidi aumentano o diminuiscono pertanto proporzionalmente alle domande. Le indennità finanziarie versate tengono sistematicamente conto della progressione delle domande d'asilo, che pertanto non cagiona ai cantoni costi supplementari non coperti. I costi aumentano tuttavia per i cantoni che non assumono a sufficienza i loro obblighi in materia d'esecuzione o che dispongono di strutture costose.

Nel 2015 la Confederazione ha adottato misure per sostenere i cantoni nella gestione del numero relativamente elevato di domande d'asilo. L'anno scorso la Segreteria di Stato della migrazione ha inoltre aumentato da 2300 a 5000 i posti letto nei centri di registrazione e di procedura, il che ha comportato spese d'esercizio pari a circa 107 milioni di franchi per la Confederazione (a fronte dei 77 milioni nel 2014). Nel 2015 ha inoltre speso 860 milioni di franchi per gli importi forfetari globali, a fronte dei 684 del 2014.

La Confederazione condivide le preoccupazioni cantonali per l'aumento dei costi nel settore dell'asilo. Il Consiglio federale ritiene pure essenziale che le persone che necessitano la protezione della Svizzera e che vi rimangono per lungo tempo o per sempre siano integrate rapidamente e durevolmente nel mercato del lavoro. La Confederazione è pertanto disposta a condurre con i cantoni un dialogo teso a promuovere l'integrazione mirata e potenziata di questo gruppo di persone e analizzare anche la situazione relativa ai costi.

Quanto a un'eventuale riduzione dell'aiuto allo sviluppo, occorre rilevare che la somma prevista per la cooperazione internazionale è stata tagliata di 90 milioni di franchi all'anno nel preventivo 2016 e nel piano finanziario di legislatura 2017-2019. Le spese per la cooperazione internazionale erano già state ridotte di 116 milioni di franchi tra il 2015 e il 2016. Il Consiglio federale rifiuta di procedere a tagli supplementari a breve termine.

Va infine rilevato che l'attuazione del progetto volto a velocizzare le procedure d'asilo, su cui il popolo si pronuncerà il 5 giugno 2016, permetterà di ridurre il numero di persone del settore dell'asilo attribuite ai cantoni. In fin dei conti, in base ai calcoli realizzati durante i lavori preliminari della revisione, questa modifica sgraverà finanziariamente i cantoni per 90 milioni di franchi all'anno.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.